Nella prima settimana da commissario Arcuri si fa vedere solo in televisione

L’incarico di commissario straordinario per l’emergenza coronavirus potrebbe essere un trampolino di lancio per Cassa depositi e prestiti. Nel frattempo nelle aziende partecipate si ragiona sul rinvio delle assemblee. È delicata la situazione di A2a. Al momento è confermato l’appuntamento di fine maggio anche per la cedola da staccare ai comuni di Brescia e Milano.

È ormai diventato famoso per aver raccontato in televisione l’invio di aiuti dall’Unione Sovietica in Italia per l’emergenza coronavirus. Ma Domenico Arcuri, a parte la gaffe novecentesca, potrebbe presto diventare uno dei pezzi da novanta in vista delle nomine pubbliche di questa estate. L’attuale amministratore delegato di Invitalia e commissario straordinario per gli approvvigionamenti, era stato da poco confermato a capo della controllata di Cassa depositi e prestiti. Ma già da mesi si rincorrono voci su un suo approdo in una realtà più importante, di peso. Dalla fine dell’anno scorso erano incominciate a circolare indiscrezioni su un incarico in Leonardo, come amministratore delegato, al posto di Alessandro Profumo. Questo anche grazie al buon rapporto con l’attuale presidente di piazza Montegrappa, Gianni De Gennaro.

Arcuri, infatti, fa parte di quella nidiata di manager cresciuti negli anni d’oro di Romano Prodi e Massimo D’Alema. Ma ora il manager calabrese ha soprattutto uno sponsor proprio nelle stanza di palazzo Chigi. È infatti Giuseppe Conte, che lo ha scelto in questa delicata fase per il nostro Paese, a sponsorizzarlo per incarichi più prestigiosi. E in Leonardo riceverebbe il plauso anche di Guido Alpa, consigliere di amministrazione, storico maestro del presidente del Consiglio. Ma la poltrona di amministratore delegato del colosso della Difesa appare adesso più raffreddata, perché il segretario generale del Mef Alessandro Rivera e il ministro Roberto Gualtieri remano contro.

Così negli ultimi giorni si è parlato di Arcuri per il posto di Fabrizio Palermo, attuale numero uno proprio di Cdp. Del resto i vertici della cassa sono in scadenza il prossimo anno. Al momento si tratta solo di voci, tipiche nella fase che precede lo spoils system. Ma c’è chi fa notare che Arcuri sia ormai diventato una vera e propria autorità in questi giorni a palazzo Chigi e che presto potrebbe farsi sentire altrove. Ma sarà così? Nei giorni dell’emergenza coronavirus, però, iniziano anche a volare i coltelli tra le forze di governo. Conte è sotto assedio.

Certo, Arcuri gode della fiducia anche del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma con un premier in difficoltà come sponsor forse anche le sue aspettative potrebbero essere ridimensionate. Del resto è noto come all’interno dei 5 stelle si stia consumando una guerra tra chi un tempo gestiva il dossier nomine, ovvero l’ex sottosegretario Stefano Buffagni, e chi invece segue adesso da vicino il dossier delle partecipate. Del resto fu proprio Buffagni nel 2018 a sponsorizzare Palermo per Cdp e preferendogli Arcuri che è rimasto sempre in Invitalia. In sostanza bisognerà aspettare la fine dell’emergenza e vedere come il governo uscirà dalla palude della crisi. Di sicuro Conte gode di buoni sondaggi tra i cittadini italiani, ma nell’altro azionista della maggioranza iniziano a montare malumori. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, continua a bombardare la comunicazione del governo in questi giorni.

Allo stesso tempo non bisogna dimenticare il ruolo di Confindustria, nel mirino in questi giorni per la gestione della chiusura delle aziende per l’emergenza coronavirus. Vincenzo Boccia è un presidente in scadenza. Si spera di poterlo sostituire a metà aprile, ma sono scadenze che potrebbero non essere rispettate se la pandemia dovesse proseguire. Anche qui c’è una guerra in corso, con una buona fetta proprio delle aziende pubbliche che spinge per nominare presidente Licia Mattioli, mentre Assolombarda tifa per il proprio presidente, Carlo Bonomi. In questa guerra a bassa intensità, nel mezzo di un’emergenza sanitaria, Arcuri potrebbe ritrovarsi un’altra volta nell’angolo. Oppure potrebbe davvero fare il salto che nei salotti romani in tanti aspettano da anni.

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