Niente show: nonostante le continue provocazioni del presidente Usa Donald Trump, Giorgia Meloni non abbocca. Superiore. Su Trump dice solo: «Rapporti cordiali». All’ennesimo giro di attacchi del numero uno della Casa Bianca, Palazzo Chigi non ha mai inteso rispondere e anche alla fine dei due giorni del vertice Nato non lo fa proprio, per dare un segnale: l’Italia non scende al livello, la diplomazia qui la facciamo in modo diverso.
Il piano personale con quello politico non si confondono. Questo il senso del messaggio che Roma ha voluto far arrivare forte e chiaro oltreoceano. Non l’unico. Perché l’altro segnale che arriva deciso è quello di voler dedicare più tempo alla politica interna.
Meloni non torna indietro su quello che ha definito «un investimento politico sull’unità dell’occidente» e si pente di nulla di ciò che ha fatto con Trump: «C’erano, ci sono, delle affinità politiche, poi le cose si vede come stanno andando ma io non cambio la mia posizione». Intanto delle relazioni con gli Stati Uniti continua a occuparsi il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che in due giorni ha avuto ben due incontri con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Così come si occuperà del vertice dei volenterosi in programma lunedì a Parigi, su cui Meloni ha detto: «L’Italia ci sarà con la presenza del presidente Sergio Mattarella per la festa nazionale francese e lunedì con il ministro Tajani». E spiega: «Io, al sesto vertice in tre settimane e mezzo passo. E voi potete scrivere tutti gli articoli che volete sull’isolamento, il cambio di posizionamento. C’è il disimpegno sull’Ucraina? No, ma neanche me ne posso permettere uno sull’Italia», anche perché, «ho diversi dossier dei quali occuparmi in patria». Ad Ankara il premier fa il punto e chiarisce molte questioni di cui si è ampiamente discusso anche in Italia. Sulla spesa in difesa l’Italia rispetta «gli impegni della Nato, ma saranno l’Italia e il suo interesse nazionale a stabilire tempi, modi e priorità». Tradotto: non si tolgono risorse «ad altri capitoli che considero ugualmente importanti», come la sanità. Il premier in conferenza stampa non fa alcun riferimento a cifre per gli anni prossimi, ma puntualizza: «Se investiamo nella nostra difesa, quei soldi devono restare in Italia, nelle nostre fabbriche, nella nostra ricerca, nei nostri territori. Quindi più sicurezza, ma anche più lavoro qualificato, più ricerca, più crescita, non assegnare all’estero» perché la sola bussola dell’Italia «è la difesa del suo interesse nazionale».
E nonostante il disappunto di Trump, («L’Italia è stata pessima») non cambia la linea anche per le basi militari.
«Abbiamo avuto una linea molto chiara dall’inizio del conflitto in Iran e quella linea manteniamo. Abbiamo rispettato i nostri impegni, come sempre fanno le nazioni serie, dopodiché abbiamo detto che non avremmo partecipato agli attacchi all’Iran, non stiamo partecipando agli attacchi all’Iran e non parteciperemo agli attacchi all’Iran». Attacchi per i quali si dice preoccupata: «finora l’opzione militare non ha portato risultati così concreti», e resta convinta della necessità «di insistere sulla capacità e sulla possibilità di un negoziato». Per Meloni il messaggio più importante del vertice di Ankara (che definisce «breve e intenso») è: «la Nato è un’alleanza unita, consapevole delle sfide che ha di fronte, determinata a rafforzarsi».
Il premier enfatizza l’importanza del bilaterale con il presidente della Turchia, Erdogan con il quale ha discusso le principali questioni internazionali di interesse comune quali l’Ucraina, il Medio Oriente, l’Iran e la Libia. Su quest’ultimo punto in particolare, hanno concordato sull’importanza di rafforzare ulteriormente la cooperazione nel contrasto ai movimenti migratori irregolari e al traffico di esseri umani. I due leader hanno quindi esaminato le relazioni bilaterali, riaffermando la volontà di rafforzare ulteriormente l’interscambio commerciale e gli investimenti reciproci, incluso l’ambito dell’industria della difesa e altri settori strategici quali lo spazio, rispetto al quale la Turchia ospiterà il prossimo ottobre il Congresso astronautico internazionale.
Con Erdogan si è infine congratulata «per gli eccellenti risultati del vertice che hanno riaffermato l’unità dell’Alleanza Atlantica e l’impegno comune alla difesa collettiva e alla sicurezza dello spazio transatlantico, incluso il fianco Sud dell’Alleanza». A proposito del fianco Sud, in conferenza stampa ha anche ricordato che l’Italia è il Paese che offre il maggior numero di uomini in missioni Nato in assoluto e che quindi, oltre alle basi, all’Alleanza atlantica fornisce contributi che vanno oltre il finanziamento economico. Meloni ha incontrato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, al quale ha confermato il sostegno italiano.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >