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Guido Stazi (Imagoeconomica)

Dopo 127 giorni di vacanza al vertice, il governo ha scelto Guido Stazi per la presidenza della Consob, nomina gradita e spinta da Forza Italia. Il Consiglio dei ministri ha dato ieri il via libera alla designazione del romano, classe 1957, attuale segretario generale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

La decisione chiude i veti incrociati nella maggioranza, aperti il 9 marzo dopo la scadenza del mandato settennale di Paolo Savona. In questi mesi la continuità operativa dell’Autorità è stata assicurata da Chiara Mosca, commissaria con maggiore anzianità, nelle funzioni di presidente vicario (la prima ad aver presentato la relazione Consob al mercato in mancanza di un presidente titolare). La nomina sarà formalizzata con decreto del presidente della Repubblica.

La scelta di Stazi segna il ritorno a Piazza Verdi di un dirigente che conosce dall’interno la macchina della vigilanza finanziaria. È stato segretario generale della Consob dal giugno 2013 al dicembre 2017, dopo aver diretto le relazioni esterne e istituzionali dell’Antitrust. Prima ancora, tra il 2005 e il 2012, aveva ricoperto l’incarico di capo di gabinetto dell’Agcom. Dal marzo 2022 guida la segreteria generale dell’Agcm, dove in precedenza era stato responsabile del Comitato valutazioni economiche. Il suo curriculum attraversa così tre delle principali autorità indipendenti italiane: concorrenza, comunicazioni e mercati finanziari.

È questa combinazione di esperienze ad aver favorito l’intesa politica. Dopo il tramonto della candidatura del sottosegretario all’Economia Federico Freni, sostenuta dalla Lega ma osteggiata da Forza Italia, la maggioranza cercava un profilo tecnico, non direttamente riconducibile a un incarico di governo e capace di offrire garanzie sull’indipendenza dell’istituzione. Il nome di Stazi ha rappresentato il punto di mediazione, superando una paralisi che aveva escluso altre ipotesi, da Marina Brogi a Renato Loiero fino a Gabriella Alemanno. «È una scelta tecnica di alto profilo», ha evidenziato il leader azzurro Antonio Tajani.

La designazione arriva in una fase delicata per i mercati. La Consob è chiamata a vigilare su un sistema attraversato dal consolidamento bancario, dall’espansione delle cripto-attività, dall’uso crescente dell’intelligenza artificiale nei servizi finanziari e dal peso delle piattaforme digitali nella distribuzione di prodotti e informazioni. Sono dossier sui quali Stazi porta una competenza specifica: ha lavorato a lungo sui rapporti tra potere economico, regolazione, Big Tech, dati e concorrenza, affiancando all’attività istituzionale quella accademica e pubblicistica.

Laureato in giurisprudenza alla Sapienza, è stato assistente di Politica economica nello stesso ateneo e di Scienza delle finanze alla Luiss. Ha insegnato Economia e politica della concorrenza all’Università di Siena ed è autore di saggi su antitrust, regolazione ed economia digitale. Il suo non è il profilo di un regolatore esclusivamente finanziario, ma quello di un tecnico abituato a leggere mercati sempre più interconnessi. Dopo quattro mesi di presidenza vicaria, la priorità è insomma ristabilire la piena responsabilità del vertice e rafforzare la capacità della Consob di intervenire con rapidità, senza sacrificare trasparenza e tutela del risparmio. La scelta di Stazi punta chiaramente sulla continuità amministrativa (con la scelta di un tecnico, e non di un politico), ma apre anche la possibilità di un approccio più integrato tra regolazione finanziaria, concorrenza e mercati digitali.

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