Adescava donne fragili per abusarle: arrestato il «guru» della setta yoga
Bruno Antonio Malatesta (Ansa)

«Satana, tuo marito è Satana. Fuggi da lui più in fretta che puoi e io ti aiuterò. Vieni da me e troverai pace e serenità. Io sono il maestro, il prescelto in contatto con la madre divina». A lasciarsi irretire da quei messaggi pronunciati con voce calma, quasi ipnotica, è una signora di mezza età della Torino bene che oggi ripercorre con orrore quei momenti della sua vita, racconta di aver incontrato Bruno Malatesta, questo il nome del sedicente guru di 59 anni, a un corso di yoga che lui stesso teneva appena fuori Torino e del quale si parlava un gran bene.

L’incontro con il «maestro»

Era il 2023 e la donna aveva problemi in famiglia, qualche grattacapo con il fisco, e per ultimo, ammette, con il proprio fisico che le appariva ormai sulla via del declino. Insomma a ripensarci oggi, afferma: una preda perfetta. Così inizia a frequentare assiduamente il «maestro». I loro incontri si fanno sempre più intimi fino a quando, ormai manipolata, diventa un’adepta e pure monaca costretta a fare voto di povertà e obbedienza al maestro e i suoi discepoli. Entra cioè a tutti gli effetti a far parte della setta del guru che dietro la facciata di corsi di yoga, meditazione, arti marziali e purificazione celava un assoggettamento psicologico fatto di violenze e abusi sessuali dove le vittime, per lo più donne malate o con lutti recenti, venivano manipolate psicologicamente.

La comunità nella bassa Val di Susa

La donna racconta di essersi spogliata di tutti i suoi averi, cioè soldi e gioielli, allontanandosi del tutto dalla famiglia per andare a vivere nella comunità. Siamo ad Almese, paese della bassa Val di Susa, il quartier generale del santone. A fine 2023 il marito della donna fa una denuncia ai carabinieri, ma è nel marzo 2024 che parte una minuziosa indagine dei carabinieri che vogliono vederci chiaro.

La struttura di Malatesta, un omone di 180 kg, è in una villetta a schiera. All’interno il colore predominante è l’arancione, tinta che nella simbologia unisce e celebra l’energia del giallo e la forza aggressiva del rosso. Alle pareti di tutte le stanze, le fotografie del maestro affiancate a quelle della madre divina Kali, l’energia femminile creatrice dell’universo nell’originale significato indù. Quello che le telecamere nascoste dei carabinieri hanno documentato nella operazione soprannominata «Amodeo» (il potente demone della demonologia ebraica e cristiana associato al peccato capitale della lussuria e della distruzione) è a tratti raccapricciante. All’interno di questa comunità registrano violenze fisiche, psicologiche e sessuali, individuali e di gruppo.

Le accuse di violenza e assoggettamento

Decine e decine di donne, per lo più giovani, piegate alla volontà del «maestro». Vere e proprie schiave. I loro volti appaiono privi di vita, i loro sguardi imbambolati e persi nel vuoto. Schiave a tutti gli effetti. Come automi eseguivano gli ordini. Pulivano quando veniva loro ordinato di farlo, si esercitavano in esercizi fisici come tanti. Burattini senza un’anima, quella stessa anima che lui provava ad annientare con frasi come «se non ubbidisci ti verrà il cancro o la sclerosi multipla, morirai», si legge nell’ordinanza.

Anche minorenni tra le presunte vittime

Tra le vittime anche minorenni agganciate attraverso il suo canale social dove, senza farsi alcuno scrupolo, si presentava come il «prescelto». «Il mondo ha bisogno di eroi», si legge in un suo video pubblicato proprio qualche giorno fa, «ha bisogno di uomini e donne come te come me, affinché il bene trionfi». In un altro invita a trovare la miniera del coraggio attraverso un percorso di ricerca interiore, in un altro ancora descrive il suo rapporto con Dio e dell’amore che unisce e che gli dà ricchezza e pace. E sotto ogni video, musiche, candele accese e atmosfere pseudo spirituali con centinaia di like e adoranti commenti. Davvero un bel business.

Chi è Bruno Malatesta

Ma chi è Bruno Malatesta, insegnante di yoga e sedicente guru con un contatto diretto con la madre divina? Certamente privo di alcun potere soprannaturale, come ha sempre voluto far credere, dicono gli inquirenti, quell’omone possiede indiscutibilmente una grande capacità di attirare e conquistare la fiducia di coloro che si trovano in difficili momenti di vita. Sempre vestito di arancione con una barba curata e lunga fino alla tonaca da monaco, Malatesta è un imbroglione. Non lo affermiamo noi bensì l’Inps. Già, proprio l’Istituto nazionale della previdenza sociale. L’uomo, infatti, ha ingannato la commissione medica fingendosi zoppo per una malformazione che assolutamente non ha mai avuto. E così facendo ha percepito 80.000 euro a titolo di pensione. A sbugiardarlo proprio le telecamere dei carabinieri.

L’arresto all’alba e le accuse

Quando ieri mattina i carabinieri di Torino hanno ritenuto di avere prove sufficienti per arrestarlo, hanno bussato alla sua porta alle 5 del mattino. Dormiva insieme a un suo adepto sempre vestito di arancione, nella sua stanza e in tutta la casa un odore forte e acre di incenso. Delle sue proverbiali calma e pacatezza non c’era più ombra, davanti agli inquirenti è apparso come un enorme puffo spaventato. «Signor Malatesta. L’arrestiamo», gli hanno detto i militari. Poi gli hanno spiegato i motivi, verso il carcere: riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e truffa aggravata ai danni dello Stato. E immaginiamo che a quel punto Malatesta avrà seguito in silenzio senza zoppicare i carabinieri. indagate a piede libero altre tre persone.

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