La minaccia sibillina di Zelensky. «Sicurezza non garantita a Mosca»
Volodymyr Zelensky (Ansa)
  • Il leader di Kiev getta un’ombra sulla parata del 9 maggio nella capitale russa. E respinge la proposta di tregua del Cremlino: «Non è una cosa seria». Drone marittimo ucraino abbatte un caccia di Vladimir Putin.
  • Il presidente gialloblù ha avvertito i parlamentari, guai a chi bloccherà la ratifica dell’accordo sulle terre rare. «Gli Stati Uniti li puniscano negando loro il visto».

Lo speciale contiene due articoli

La pace tra Russia e Ucraina appare ancora lontana, anche perché gli attacchi da entrambi i fronti non cessano. La giornata di ieri si è aperta con la notizia di un attacco ucraino con droni su Rostov respinto dai sistemi di difesa aerea russi; il governatore ad interim della regione, Yuri Slyusa, ha affermato che non ci sono state vittime. Ha provocato invece quattro feriti (due adulti e due bambini) il massiccio attacco sferrato dalle forze ucraine a Novorossiysk, principale porto russo sul Mar Nero. Veniamin Kondratyev, il governatore del Krasnodar, ha reso noto che tre condomini sono stati danneggiati. Secondo l’agenzia Tass, pezzi di droni o di missili hanno provocato danni alla città, vicino al ponte di Kerch, che collega il territorio metropolitano russo con la Crimea: sono stati danneggiati tre serbatoi in un terminal di grano e frammenti di ordigni sono caduti anche nel villaggio di Taman nel distretto di Temryuk e fuori Anapa, nei villaggi di Tsianobalka e Yurovka. Il sindaco di Novorossiysk, Andrei Kravchenko, ha riferito che nell’azione sono stati usati droni ad ala fissa, barche drone e missili teleguidati. «Non è stato possibile evitare danni e feriti», ha spiegato, «ma l’attacco è stato respinto». Il ministero della difesa russo, citato dalla Tass, ha affermato che in totale, nella sola notte tra venerdì e sabato, sono stati distrutti 170 droni ucraini su varie regioni russe, oltre a 11 missili (8 Shadow Storm e tre missili da crociera antinave Neptune-Md di fabbricazione ucraina) e 14 droni marittimi sul Mar Nero. È arrivata invece dalla Direzione centrale dell’intelligence (Gur) del ministero della Difesa ucraino la notizia che un drone navale ucraino Magura V5, equipaggiato di missili, ha abbattuto un caccia russo SU-30 sul Mar Nero. «Si tratta della prima volta che un drone navale colpisce e distrugge un velivolo da combattimento», hanno fatto sapere dal Gur. L’attacco è stato effettuato da soldati dell’unità speciale della Gur, Gruppo 13, come ha riferito l’agenzia Rbc-Ucraina dopo che i canali Telegram russi avevano segnalato per primi la distruzione del jet, riferendo che il caccia russo era stato abbattuto nella notte tra venerdì e sabato a 50 km a ovest di Novorossiysk. I russi a loro volta hanno attaccato durante la notte la città di Kharkiv, nel Nordest dell’Ucraina, ferendo almeno 51 persone. Mosca ha fatto uso di bombe termobariche, che creano un’onda d’urto ad altissima temperatura, come denunciato ieri mattina dall’ufficio del procuratore regionale di Kharkiv, citato da media ucraini. Sono state almeno sette le esplosioni in varie parti della città, dove sono scoppiati numerosi incendi: i russi, secondo i media ucraini, avrebbero usato almeno 15 droni.

Anche sul fronte diplomatico le notizie non sono buone. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato di non voler «scherzare» sul cessate il fuoco di 72 ore proposto dal suo omologo russo Vladimir Putin dall’8 al 10 maggio, a cavallo del giorno in cui in Russia si celebrerà la «giornata della Vittoria» per commemorare la resa della Germania nazista che ha posto fine alla seconda Guerra Mondiale. A dispetto dell’Alta rappresentante per la politica estera Ue Kaja Kallas che ha invitato a «boicottarla», Mosca si prepara a celebrare la festa del 9 maggio – momento di orgoglio nazionale per i russi soprattutto quest’anno che ricorre l’ottantesimo anniversario – con parate imponenti, fuochi d’artificio e manifestazioni in tutto il Paese. Alle celebrazioni sono attesi diversi leader stranieri tra cui il presidente cinese Xi Jinping, mentre non risulta una visita del Segretario di Stato americano Marco Rubio a Mosca per i festeggiamenti: «Non ho queste informazioni», ha commentato il portavoce del Cremlino, Dmitriy Peskov. E a proposito delle celebrazioni, Zelensky ha avvisato: «Non possiamo assumerci la responsabilità di ciò che accadrà in Russia; saranno loro (i russi, ndr) a garantire la vostra sicurezza», ha detto, lasciando intendere che visitare la Russia in questo momento potrebbe non essere sicuro né politicamente opportuno. Per il presidente ucraino, la tregua proposta da Putin è troppo breve per tenere colloqui seri: «È impossibile concordare qualsiasi cosa in tre, cinque o sette giorni. È impossibile elaborare un piano per stabilire i prossimi passi per porre fine alla guerra. Non mi sembra una cosa seria», ha detto il presidente ucraino venerdì sera in conferenza stampa, chiedendo una tregua incondizionata di 30 giorni. Il leader ucraino ha invece dichiarato di credere in un cambiamento di Donald Trump sulla guerra: «Sono fiducioso che dopo il nostro incontro in Vaticano, il presidente Trump abbia iniziato a vedere le cose in modo un po’ diverso».

«Il presidente ucraino Zelensky ha detto che respinge la proposta di tregua del presidente russo Putin e non può garantire la sicurezza dei leader mondiali a Mosca», ha replicato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, qualificando le dichiarazioni di Zelensky «una provocazione verbale». Secondo Medvedev, Zelensky «capisce che nel caso di una vera provocazione nel giorno della Vittoria, nessuno potrà garantire che Kiev arrivi al 10 maggio». Stoccata dell’ex presidente anche a Washington: Medvedev ha criticato le parole del presidente Usa Donald Trump riguardo l’ultimo conflitto mondiale. «Che gli Stati Uniti abbiano fatto più di ogni altro Paese per porre fine alla seconda guerra mondiale è una stupidaggine senza senso», ha scritto il capo del Consiglio di sicurezza russo.


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