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Donald Trump (Ansa)

Gli Stati Uniti intensificano la pressione sull’Iran. Donald Trump ha annunciato una vasta offensiva economica contro Teheran, avvertendo che saranno colpiti anche i Paesi disposti a sostenere la Repubblica islamica.

Alla minaccia americana hanno risposto esponenti del governo e del Parlamento iraniano, mentre cresce la tensione in Medio Oriente. In un messaggio pubblicato su Truth, Trump ha sostenuto di avere offerto all’Iran un’occasione per raggiungere un accordo, senza ottenere una risposta positiva. Ha quindi annunciato quella che ha definito «l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese», destinata a provocare un isolamento senza precedenti.

Le conseguenze, secondo il presidente, riguarderanno anche gli Stati che permetteranno a banche, aziende, aeroporti o istituzioni pubbliche di aiutare Teheran. Trump ha chiesto di fermare il contrabbando di petrolio, i trasferimenti di denaro, gli uffici di cambio, le registrazioni navali e le società di facciata impiegate per aggirare le restrizioni.

Trump annuncia il «D-Day economico» contro l’Iran

Definendo l’iniziativa un «D-Day economico», il capo della Casa Bianca ha invitato gli alleati a schierarsi con Washington. L’obiettivo è paralizzare la capacità iraniana di finanziare il terrorismo e impedire alla Repubblica islamica di ottenere un’arma nucleare.

I dettagli della strategia saranno illustrati lunedì. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato alla Cnbc una conferenza stampa per spiegare le prossime iniziative, sostenendo che gli Stati Uniti controllano lo Stretto di Hormuz. «Faremo collassare il regime», ha dichiarato.

Bessent ha inoltre rivolto un aut aut agli alleati, chiamati a scegliere se stare con Washington oppure contro gli Stati Uniti. Il segretario ha difeso il blocco economico, affermando che ha funzionato in Venezuela, starebbe dando risultati a Cuba e avrà successo anche in Iran. Poi Bessent ha affermato : «Anche la Cina deve aderire al programma, ma che il dialogo con Pechino dovrebbe avvenire in privato».

La risposta dell’Iran e la tensione nello Stretto di Hormuz

La replica di Teheran è arrivata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. In un messaggio su X, il capo della diplomazia iraniana ha definito l’annuncio un diversivo per nascondere le difficoltà interne americane, citando il debito e i tassi d’interesse.

Secondo Araghchi, queste politiche produrranno nuove sconfitte e aumenteranno l’ostilità degli iraniani. Il ministro ha parlato di «terrorismo economico» pericoloso per l’economia mondiale e per la sovranità degli altri Paesi. L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di «terrorismo economico» e «crimini contro l’umanità» dopo l’annuncio di nuove sanzioni contro Teheran, sostenendo che le misure colpiscano i diritti fondamentali dei cittadini iraniani e chiedendo che i responsabili siano processati e puniti.

Al 20 agosto, le forze statunitensi hanno dirottato 67 navi commerciali, ne hanno messe fuori uso tre e ne hanno sottoposte due a ispezioni a bordo per verificarne la conformità. Lo riferisce il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), aggiornando il bilancio del blocco navale imposto alle imbarcazioni dirette verso i porti iraniani o provenienti da essi lungo lo Stretto di Hormuz.

In questo quadro si inserisce l’iniziativa della Turchia, che punta ad allargare all’Egitto il patto della Mecca, l’accordo di cooperazione militare firmato due settimane fa con Pakistan e Arabia Saudita. Secondo Middle East Eye, Riad avrebbe pero’ espresso molte perplessità sull’ingresso dell’Egitto.

Resta intanto alta l’allerta lungo le rotte vicine allo Yemen. L’agenzia britannica Ukmto ha riferito che una petroliera è stata abbordata da sei uomini armati a 136 miglia nautiche a est di Al Mukalla. Dopo avere segnalato l’avvicinamento di un’imbarcazione non autorizzata, la nave sarebbe stata presa dagli assalitori e costretta a dirigersi verso la Somalia.

Le autorità stanno indagando. Gli Huthi hanno infine rivendicato due attacchi con droni nella regione saudita di Najran. Secondo il portavoce militare Yahya Saree, le operazioni avrebbero colpito un sito presso l’aeroporto e un impianto della compagnia petrolifera Aramco. Non sono disponibili conferme indipendenti sui danni.

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