Donald Trump guarda con crescente interesse alla Libia. La scorsa settimana, il suo consigliere speciale per l’Africa, Massad Boulos, ha visitato il Paese nordafricano.
Si è innanzitutto recato a Tripoli, dove mercoledì ha incontrato il premier del governo dell’Ovest, Abdul Hamid Dbeibeh. Nell’occasione, quest’ultimo ha proposto una partnership economica da 70 miliardi di dollari. In particolare, i due hanno discusso di possibile cooperazione nei settori dell’energia, dei minerali, delle infrastrutture, della sanità e delle telecomunicazioni. Il confronto è andato anche a vertere sul comparto petrolifero. Non sono poi mancati riferimenti alla questione di Gaza. Dbeibeh ha infatti espresso “la ferma condanna della Libia per i crimini, la fame e le continue aggressioni inflitte al popolo palestinese a Gaza”.
Il giorno successivo, Boulos si è invece recato a Bengasi, dove ha avuto un incontro con il generale Khalifa Haftar. Secondo Libya Observer, i due “hanno discusso gli ultimi sviluppi in Libia e nella regione più in generale e hanno esplorato le prospettive di cooperazione bilaterale tra Libia e Stati Uniti”. “I colloqui si sono concentrati sui settori economico e industriale quali ambiti chiave per sforzi congiunti volti a supportare la stabilità e lo sviluppo sostenibile”, ha aggiunto la testata. Ricordiamo che già a febbraio una delegazione di Africom aveva incontrato i vertici dei due governi tra cui è attualmente contesa la Libia. Segno, questo, che, per Trump, il Paese potrebbe rivelarsi strategico.
Innanzitutto, il presidente americano teme la crescente influenza russa sul continente africano: non è del resto un mistero che Mosca abbia una presa particolarmente energica sulla Cirenaica e sullo stesso Haftar. Una situazione, questa, che ha consentito al Cremlino di espandere la propria longa manus su parte consistente del Sahel. In secondo luogo, la Casa Bianca guarda con interesse alla Libia anche dal punto di vista energetico. Infine, ma non meno importante, va rammentato che, a maggio, Nbc News riportò che l’amministrazione Trump stava lavorando a un piano per ricollocare proprio in questo Paese circa un milione di palestinesi. “In cambio del reinsediamento dei palestinesi, l’amministrazione potrebbe potenzialmente rilasciare alla Libia miliardi di dollari di fondi che gli Stati Uniti hanno congelato più di un decennio fa”, specificò la testata.
Insomma, per la Casa Bianca, la Libia potrebbe diventare presto centrale dal punto di vista geopolitico. L’Italia potrebbe inserirsi in queste dinamiche, favorendo una mediazione nel più ampio quadro del Piano Mattei.
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