Macron si rimpinza di gas russo e poi si vanta se cattura petroliere
Emmanuel Macron (Ansa)
Il presidente francese esibisce sui social un abbordaggio nell’Atlantico. Il Cremlino: «Pirateria».

Come si dice ipocrisia in francese? Tranquilli, non serve andare a controllare sul vocabolario italiano-francese. Basta seguire le giornate del presidente transalpino Emmanuel Macron. I suoi annunci, le sue sparate. La sua hypocrisie.

Ieri su X ha scritto: «La Marina francese ha intercettato una nuova petroliera, la Tagor, soggetta a sanzioni internazionali. La nostra determinazione è ferma e incrollabile. L’operazione è stata condotta nell’Atlantico, in acque internazionali, con il supporto di diversi partner, tra cui il Regno Unito, nel rigoroso rispetto del diritto del mare». La petroliera in questione è russa e fa parte della cosiddetta flotta fantasma. «È inaccettabile che le navi eludano le sanzioni internazionali, violino il diritto del mare e finanzino la guerra che la Russia sta conducendo contro l’Ucraina da oltre 4 anni», ha aggiunto il marito di Brigitte. «Queste navi, che non rispettano le più elementari regole della navigazione marittima, rappresentano anche una minaccia per l’ambiente e per la sicurezza di tutti».

Immediata la reazione di Mosca. «Consideriamo tali azioni illegali, esse rasentano la pirateria internazionale», ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Per tutta la giornata, in tv soprattutto, è andato avanti il ritornello classico: cattivo Putin che vuole violare le sanzioni e bravo Macron che è riuscito a fermare una nave che finanzia «la guerra che la Russia sta conducendo contro l’Ucraina da oltre 4 anni». Che bravo… Applausi… Però sorge una domanda: ma il Macron che difende il mondo intero dai cattivi russi di mare è lo stesso Macron che fa il pieno di gas russo? Gas russo, detto in termini tecnici Gnl, che arriva proprio via nave?

Solo ad aprile i ricavi della Russia dall’export di combustibili fossili sono aumentati del 4% su base mensile, arrivando a portare nelle casse di Putin circa 733 milioni di euro al giorno, un livello mai raggiunto negli ultimi due anni e mezzo. Una crescita registrata nonostante un calo del 7% dei volumi esportati, spiega l’ultimo report del centro studi Crea (Center for research on energy and clean air). E chi compra dalla Russia? Cina, India e Giappone, ma pure molti Paesi europei, come Francia, Ungheria, Belgio, Slovacchia e Spagna. Anzi, la Francia è il primo importatore europeo di gas liquefatto via nave dalla Russia. E ad aprile ha versato al Cremlino circa 400 milioni. L’Europa, culla di Volenterosi e patria di quella Ue capace di varare venti pacchetti di sanzioni verso Mosca, è il mercato principale per il gas naturale, in grado di assorbire il 49% delle esportazioni totali di gnl russo e il 32% dei flussi via gasdotto. Si può capire che Ungheria o Slovacchia, Paesi senza sbocco sul mare, possano rifornirsi solo da Putin per scaldarsi o produrre energia elettrica. Non si capisce invece perché Pedro Sánchez, che può contare su una florida industria rinnovabile e sulle centrali nucleari, abbia speso quasi 200 milioni per i Gnl. Gli acquisti europei di gas liquefatto sono rimasti elevati nonostante il bando sui mercati spot di RePowerEU. Il Belgio, dove hanno sede le istituzioni continentali, si è posizionato come il terzo maggiore importatore assoluto del mese, acquistando Gnl russo per un valore di 363 milioni, un dato in forte crescita del 33% su base mensile. La leadership però è di Parigi, che ha versato precisamente 413 milioni ai russi. E questa bella somma come sarà stata investita da Putin se non per finanziare la guerra? Lo dica Macron: la nave della flotta fantasma è stata fermata perché il greggio interessa meno alla Francia. Se invece trasportava gas…

Da non perdere

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz
Mondo

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz

A detta di Trump si svolgeranno oggi in Qatar «i colloqui voluti dal regime». Secondo Axios si tratterebbe di vertici separati tra i tecnici nemici e i mediatori del Paese del Golfo e del Pakistan. Gli ayatollah frenano: «Nessun meeting con la Casa Bianca».

«Accordo Israele-Libano». Hezbollah dice no
Geopolitica

«Accordo Israele-Libano». Hezbollah dice no

Siglato un patto quadro che però non piace ai filo-iraniani. Il presidente Aoun ha anche accolto con favore la guida di Italia e Francia nella coalizione post-Unifil. I media d’Oltralpe traducono male le parole di Meloni per metterla contro Le…