Si fa presto a dire Islam: un mondo diviso tra fede, etnie e differenze
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Turchi, arabi e iraniani non appartengono agli stessi gruppi etnici. L’universo musulmano è costellato di differenze, spesso non facili da riconoscere. E non c’è solo la spaccatura fra sciiti e sunniti a distinguere i fedeli che seguono la via di Maometto.

«Ašhadu an lā ilāha illā Allāh – wa ašhadu anna Muḥammadan Rasūl Allāh», «Testimonio che non c’è dio all’infuori di Allah e testimonio che Maometto è il Suo messaggero». È questa è la testimonianza di fede con cui un musulmano dichiara il suo credo in Allah e nel suo profeta Maometto. Ogni credente è infatti tenuto a rispettare i cinque pilastri della religione islamica, primo dei quali è proprio la professione di fede, la Shahadah.

Gli altri quattro sono la preghiera rituale (ṣalāt), da effettuarsi cinque volte al giorno; l’elemosina (zakāt), ovvero un’imposta di purificazione, atta a rendere lecito (ḥalāl) il godimento dei propri guadagni. Il minimo si porrebbe intorno al 2,5% del capitale di tutti i fedeli che se lo possono permettere e può essere elargito in denaro o in una qualsiasi altra merce che crei valore. Obbligatori sono poi il digiuno (ṣawm) nel mese di Ramadan e il pellegrinaggio rituale almeno una volta nella vita alla Mecca.

Apparsa nel VII secolo nella Penisola arabica, nella cittadina della Mecca, l’islam è la seconda religione del mondo per numero di fedeli, oltre 2 miliardi, dopo il cristianesimo. Solo il 13% dei musulmani vive in Indonesia, Paese musulmano più popoloso, il 25% nell’Asia meridionale, il 20% nel Vicino e Medio Oriente e Maghreb e il 15% nell’Africa subsahariana. Minoranze considerevoli si trovano anche in Europa, Asia Orientale e America.

Tuttavia i musulmani non sono un blocco di fedeli coeso. La principale, anche se non unica, differenza religiosa tra musulmani è quella tra la comunità maggioritaria sunnita e le diverse comunità sciite; un terzo gruppo, gli ibaditi, include una piccola minoranza. Per comprendere la distinzione tra sciiti e sunniti si fa usualmente riferimento alla divisione della prima comunità musulmana, in seguito alla morte del profeta, su chi dovesse guidarla, e in particolare ai conflitti che divisero questi gruppi nelle prime due guerre civili. Sunniti, che prendono il loro nome dal termine sunna, che significa «la tardizione del profeta» sono coloro che accettano la legittimità della successione al Profeta da parte dei primi tre califfi (Abu Bakr, ‘Umar ed ‘Uthman); sciiti sono invece i sostenitori di ‘Ali ibn Abi Talib, cugino Maometto e marito di sua figlia Fatima, e della sua linea di discendenza.

Oltre a questa divisione, i fedeli del Corano si differenziano anche e soprattutto per essere appartenenti a diversi gruppi etnici. Confondere musulmani e arabi è uno degli errori più comuni. Gli arabi sono solo una parte del mondo islamico. Accanto a loro coesistono, spesso neanche pacificamente, persiani, turchi, i popoli del subcontinente indiano (Pakistan, Bangladesh, India), indonesiani e numerosi popoli africani, dal Senegal alla Somalia. In molti casi, queste popolazioni hanno adottato l’Islam senza perdere le proprie identità. E per quanto il testo sacro sia scritto in arabo, ne deriva una pluralità culturale enorme: ciò che significa essere musulmano a Jakarta non è identico a Istanbul o a Teheran.

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