Dopo giorni in cui l’attenzione mediatica si era concentrata perlopiù sugli incontri diplomatici di Viktor Orbán con Volodymyr Zelensky prima e Vladimir Putin dopo, la Russia è tornata ad attaccare massicciamente l’Ucraina con un raid missilistico su larga scala e in particolare su Kiev, dove è stato colpito l’ospedale pediatrico di Okhmatdyt e la clinica ostetrica Isida. Un attacco violento, definito dal sindaco Vitali Klitschko «uno dei peggiori che la città ha dovuto subire in oltre due anni di guerra» e che, stando ai numeri ancora provvisori forniti dalle autorità ucraine, ha causato 20 morti e 60 feriti soltanto nella capitale. Un bilancio ancora più grave in tutto il resto del Paese con 31 vittime e almeno 125 feriti. L’ospedale pediatrico, colpito con un missile da crociera, è stato danneggiato in maniera pesante ed è stato immediatamente evacuato a causa della mancanza di energia elettrica, acqua e ossigeno. Nella struttura erano ricoverati centinaia di bambini malati di cancro, che subito dopo l’esplosione si sono ritrovati in mezzo alla strada in attesa di essere trasferiti in altre cliniche. Il ministro della Sanità ucraino Viktor Lyashko, ha riferito che al momento dell’attacco erano in corso tre interventi chirurgici e che numerosi pazienti si sono ritrovati feriti sotto le macerie.
Tuttavia, come già avvenuto in altre circostanze in passato, nelle ore successive all’attacco è partito un rimpallo di responsabilità tra Kiev e Mosca. Zelensky, da Varsavia dove si trovava per firmare un accordo di sicurezza con Donald Tusk – per cui la Polonia potrà abbattere i razzi russi nei cieli ucraini – ha accusato la Russia di aver compiuto un «deliberato attacco sull’ospedale pediatrico». Il ministero della Difesa russo ha subito negato qualsiasi coinvolgimento, rispedendo al mittente le accuse: «Le dichiarazioni dei rappresentanti del regime di Kiev secondo cui la Russia avrebbe deliberatamente effettuato un attacco missilistico su siti civili sono assolutamente false. Numerose foto e video pubblicati da Kiev confermano inequivocabilmente il fatto della distruzione causata dallo schianto di un missile di difesa aerea ucraino lanciato da un sistema antiaereo all’interno dei confini della città», si legge in una nota. «Notiamo che il regime di Kiev è da anni che scoppia in crisi isteriche e questo è successo ogni volta nel periodo precedente a un incontro dei suoi sostenitori della Nato. Lo scopo di queste provocazioni è quello di garantire il proseguimento del finanziamento del regime di Kiev e il prolungamento della guerra fino all’ultimo ucraino». Il ministero presieduto da Andrei Belousov, nello stesso comunicato, parla di «un attacco combinato con armi di precisione a lungo raggio contro siti militari-industriali e basi aeree ucraine in ritorsione ai tentativi del regime di Kiev di infliggere danni alle strutture energetiche ed economiche russe». Zelensky, nel rispondere alle accuse di Mosca, ha usato parole al vetriolo: «Che cinismo hanno dimostrato i bastardi del Cremlino secondo cui si sarebbe trattato di una presunta difesa aerea ucraina e non di un attacco missilistico mirato». Una tesi rimarcata dal capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Andriy Yermak, che in un punto stampa ha spiegato: «Le affermazioni russe secondo cui i danni a Kiev sarebbero stati provocati dall’antiaerea ucraina sono completamente false. I testimoni hanno condiviso video in cui si vede un colpo diretto di un missile balistico sull’ospedale. Non è stato un errore da parte loro, intorno all’ospedale non c’è alcun obiettivo militare. Spero che la risposta del mondo libero e della Nato sia forte, concreta. Solo insieme possiamo fermare questa guerra e questo dittatore».
Ferma e unanime è stata la condanna dell’attacco russo da parte del mondo occidentale. L’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Ue, Josep Borrell, ha parlato di «attacchi spietati contro i civili». Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, lo ha definito «un crimine di guerra»; per il collega alla Difesa, Guido Crosetto, si è trattato di «un violento e indiscriminato attacco privo di ogni presunta logica militare e di un atto contro l’umanità». Per il neo premier britannico Keir Starmer è stato «un attacco depravato». Anche l’Onu ha condannato l’episodio: «È insensato che i bambini vengano uccisi e feriti in questa guerra», si legge in un comunicato stampa firmato dalla coordinatrice umanitaria delle Nazioni unite, Denise Brown. Onu a cui Zelensky ha chiesto di mettere quanto prima in calendario una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza.
Oggi a Washington è il giorno del vertice Nato in cui si discuterà proprio dell’adesione dell’Ucraina all’Alleanza atlantica. Il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, ha detto di aspettarsi da questo appuntamento «un rafforzamento significativo delle capacità di difesa aerea di Kiev».
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