La stampa tedesca incorona Fitto: «Avrà l’Economia e sarà vice Ursula»
Raffaele Fitto (Ansa)
Se fosse confermata l’anticipazione di «Die Welt», l’Italia non ne uscirebbe certo isolata.

La farmacia di Camera e Senato dovrà fare scorta di Maalox da distribuire alle opposizioni perché l’indiscrezione di Die Welt – uno dei maggiori quotidiani tedeschi vicino alla Cdu – è di quelle da prendere molto sul serio: Raffaele Fitto sarà commissario all’economia e al Pnrr, gestirà un portafoglio da 700 miliardi e, cosa ancora più rilevante, avrà il rango di vicepresidente. Sarà il più importante dei vice di Ursula von der Leyen che accanto a sé ne vuole altri quattro: Valdis Dombrovskis, il lettone che smette di occuparsi di economia ed è un sollievo, che avrà l’incombenza della ricostruzione in Ucraina; Thierry Breton, francese liberale, si occuperà d’industria lasciando il mercato interno; Wopke Hoekstra, olandese avrà le deleghe al commercio, e la spagnola Teresa Ribera Rodriguez, socialista, che si occuperà della transizione ecologica. E non è una buona notizia perché la Rodriguez è una pasionaria del green deal; la Von der Leyen aveva però annunciato che sul «miraggio verde» non voleva arretrare. Spetterà a Raffaele Fitto – che deve comunque controllare i conti – mitigare le fughe in avanti green. La nomina del nostro ex ministro agli Affari europei e al Pnrr, se confermata, pone l’Italia al centro dell’Europa e certo i colloqui tra Giorgia Meloni e Manfred Weber, il potente capo del Ppe che aveva anticipato la necessità di riconoscere al nostro governo il valore che ha, l’hanno consolidata. Lo stesso Die Welt la presenta così: «Clamoroso a Bruxelles: il posto più importante a un populista di destra». Nell’articolo si legge: «Per la prima volta un populista di destra, Raffaele Fitto, membro del partito Fratelli d’Italia del primo ministro italiano Giorgia Meloni, otterrà una carica di vertice nella Commissione europea. Fitto diventerà vicepresidente esecutivo dell’autorità della Commissione e sarà responsabile dell’economia e degli aiuti alla ricostruzione per il Coronavirus per un valore di oltre 700 miliardi di euro». Stando al giornale tedesco la Von der Leyen ha già messo a punto tre quarti della nuova Commissione; entro la fine della settimana dovrebbe presentarla. Da Palazzo Chigi non sono arrivate conferme dell’indiscrezione di Die Welt, ma nessuno neppure ha smentito. Anche se si capisce che viene dato molto credito all’ipotesi di Fitto vicepresidente. Per Giorgia Meloni sarebbe un successo pieno. Per tre ragioni: l’Italia manterrebbe sì il commissario all’economia, incarico che aveva nella precedente Commissione l’esponente del Pd Paolo Gentiloni, ma con un’enorme differenza: Raffaele Fitto in quanto vicepresidente ha la titolarità completa di quella delega decisiva, non è – come accadeva con Paolo Gentiloni – sotto tutela di Vladis Dombrovskis; la seconda ragione è che viene riconosciuto l’ottimo lavoro fatto da Raffale Fitto sul Pnrr e c’è una clamorosa smentita nei fatti delle affermazioni di Pd e compagni compresi i partner della sinistra europea secondo cui l’Italia aveva accumulato un drammatico ritardo nell’attuazione del piano di ripresa e resilienza; ma la terza ragione è quella forse più significativa: viene riconosciuta la piena centralità europea dell’Italia e di Giorgia Meloni. Che incassa anche un grande successo come capo dei Conservatori europei: riesce a portare sul secondo gradino del vertice Ue un suo uomo. Si conferma dunque che tra la nostra presidente del Consiglio e Ursula von der Leyen c’è un feeling politico che va al di là delle possibili ripercussioni del no che Giorgia Meloni ha espresso alla riconferma della baronessa al vertice della Commissione. Un no peraltro assai mitigato dagli ottimi rapporti tra le due e che non ha minimamente prodotto l’isolamento dell’Italia, anzi proietta il nostro Paese in una posizione di leadership. È vero che la Commissione dovrà sottoporsi al giudizio dell’Europarlamento, ma è anche vero che in seno al Consiglio europeo (la riunione dei 27 governi che è uno dei pilastri comunitari) l’Italia è oggi l’esecutivo più stabile, ma è anche il governo di centrodestra che pone l’Europa al riparo delle correnti estreme.

Da non perdere

I nostri soldi

Si sgonfia l’IA: crollano le Borse Ue

Non bastano i timori legati a Medio Oriente e Ucraina a spiegare la giornata nera dei mercati di ieri. Martedì 23 giugno la pressione è arrivata soprattutto dal comparto tecnologico: una vendita diffusa sui titoli dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale…

Ticket di 50 euro per vedere Venezia
I nostri soldi

Ticket di 50 euro per vedere Venezia

Un superticket che potrebbe arrivare fino a 50 euro. È questa l’idea lanciata dal primo cittadino, che ha annunciato la richiesta al governo di alzare la soglia del biglietto di ingresso per i turisti nella città lagunare dagli attuali 5-10…

Ripagare il Pnrr ci costerà una manovra
I nostri soldi

Ripagare il Pnrr ci costerà una manovra

È ormai da quasi sei anni che sosteniamo che l’accordo politico concluso da Giuseppe Conte all’alba del 21 luglio 2020, che poi ha portato al Pnrr, sarà ricordato come un’enorme e dannosa ipoteca sul futuro degli italiani. Avevamo previsto -…