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L'Airbus A320 di Aer Lingus nella base aerea militare di Évreux, in Francia, dopo che il volo da Dublino a Roma è stato dirottato in Francia per un allarme bomba (Ansa)

L’Europa è sotto attacco di hacker decisamente aggressivi e poco inclini a sconti, visto che nel giro di poche settimane hanno messo sotto scacco supermercati, banche dati sanitarie e persino il traffico aereo.

Chi sono? Al momento non si hanno elementi per individuare i responsabili, i quali – essendo pirati informatici – mi sa che difficilmente hanno lasciato tracce; però, come da copione consolidato, gli occhi e le attenzioni vanno sui soliti hacker russi.

Vero o falso che sia, mi preoccuperei parecchio: non perché la regia dell’attacco provenga dal Cremlino, ma perché la regia della difesa sta a Bruxelles. Ma davvero la grandiosa Europa è nelle mani di commissari così sprovveduti e fessi da aver aizzato l’avversario senza essere poi all’altezza della situazione?

Sono mesi che assistiamo a una escalation di dichiarazioni rispetto alla Russia, una cosa del tipo: lei non sa chi sono io. Ecco, forse era meglio non alzare troppo la voce e farsi notare perché il fronte dei cattivi sa che il valore dell’Europa è di mezza tacca, e che Bruxelles non riesce a proteggere nemmeno i frigoriferi dei supermercati o le banche dove si conservano le sacche di sangue, figuratevi il resto.

Dalla Russia ai gruppi filorussi: chi c’è dietro l’offensiva informatica?

Ovviamente scriviamo questo andando dietro il sospetto solito che Mosca stia intensificando la propria azione bellica. Il che almeno ci fa pensare che dall’altra parte c’è un sospettato di peso.

Pensate voi se invece dietro gli attacchi non ci fosse Vladimir Putin ma un cartello di smanettoni con l’idea di voler stressare il sistema della modernità piratandolo dall’interno: algoritmi, IA, software riservati, password e codici di accesso come schermo per tutelare informazioni di primo livello, reti energetiche in primis.

Non oso nemmeno immaginarlo, perché vorrebbe dire che siamo messi davvero male: chiunque può entrare nel sistema nervoso degli Stati europei e mandarli in crash. Allora la questione è maledettamente politica: ma la montagna di soldi che gli Stati europei ha speso, dov’è andata a finire? Che cosa abbiamo finanziato?

Oltre 1.500 miliardi per la difesa, ma appena 800 milioni per la cyber sicurezza

In altre parole (e lo dico come lo direbbe la fantomatica casalinga di Voghera): cosa abbiamo comprato di preciso? Carri armati, fucili, raggi fotonici e alabarde spaziali? Dall’invasione dell’Ucraina, i Paesi Ue e il Regno Unito hanno speso per la difesa circa 1.545 miliardi di euro in quattro anni: 1.280 i Ventisette, con il record di 418 miliardi nel 2025, e circa 265 Londra.

Di questo flusso di denaro, non si sa quanto sia andato alla sicurezza informatica: la cyber infatti non compare come voce a sé nei bilanci. Segreto di Stato.

O almeno vogliamo crederlo, perché le cifre dichiarate sono briciole: 800 milioni del Fondo europeo per la difesa su IA, digitale e cyber; 145 milioni Ue per proteggere imprese, enti pubblici e sanità; 2,6 miliardi di sterline in tre anni a Londra.

Lo ripeto: voglio sperare che davvero non siamo a questa stupidità elevata all’ennesima potenza perché vorrebbe dire che da anni spendiamo in armi più di tutti, persino più della Russia che in teoria è in guerra contro l’Ucraina (e, a sentire Bruxelles, starebbe pensando pure ad allargare il conflitto), ma non abbiamo le armi che servono in queste guerre più strane che mai.

Se così fosse allora il tasso di dabbenaggine è a livelli record: nudi di fronte agli attacchi e pure presuntuosi nelle dichiarazioni.

Frigoriferi, ospedali e reti elettriche: l’Europa resta esposta alla guerra digitale

Sul fatto che le infrastrutture civili siano scoperte da difese s’è visto quando gli hacker hanno manomesso da remoto i frigoriferi di oltre 100 supermercati in dieci Paesi, Italia compresa, portando i congelatori fino a 50 gradi.

In Francia sono stati alterati i parametri delle celle del plasma in tre centri trasfusionali attraverso un fornitore esterno: il plasma è stato salvato dagli allarmi.

Nemmeno la garanzia della rete elettrica è assoluta: a fine 2025 un attacco aveva già colpito il settore energetico polacco e ad agosto una centrale britannica è rimasta ferma per quattro giorni. Assurdo: mentre Londra invitava i cittadini a fare scorte per tre giorni, una manina faceva saltare i frigo dei supermercati trasformandoli in altiforni.

Chi? Due gruppi filorussi hanno rivendicato gli attacchi, ma un’attribuzione ufficiale non c’è. L’Europa è l’epicentro dell’assurdo e della incompetenza, altro che fiducia nell’Europa!

Il 30 settembre il commissario Ue alla Difesa, Andrius Kubilius, prometteva che contro gli attacchi ibridi russi «le nostre risposte devono essere dolorose quanto quell’attacco».

Dopo il 2 novembre il commissario all’Agricoltura, Christophe Hansen, ha parlato di «un monito che dobbiamo prendere sul serio». Dalla risposta dolorosa al monito è passato un mese e mezzo.

Nel 2025 la commissaria Hadja Lahbib aveva presentato il delirante kit di sopravvivenza per 72 ore, estraendolo dalla borsetta. Il 22 ottobre Londra lanciava la campagna Be Ready: nove litri d’acqua a testa, cibo per tre giorni, contanti e una radio a manovella.

Torniamo quindi al punto fondamentale: la assoluta inadeguatezza dell’Europa; siamo nelle mani di improvvisatori screanzati.

Il Fondo europeo per la Difesa ha impegnato 800 milioni di euro su Intelligenza artificiale, digitale e cyberdifesa. È circa un millesimo della spesa militare europea di un solo anno.

Neppure sul fronte militare i conti tornano. Secondo un rapporto riservato dell’Agenzia europea per la difesa, banchi frigo, celle del plasma e inverter dei pannelli solari sono gestiti da fornitori privati con software di terze parti.

Spesso sono esposti su Internet e protetti da autenticazioni deboli. La guerra si combatte sul terreno civile, mentre il denaro va ai carri armati. Questa volta i danni sono stati soprattutto economici: cibo buttato, negozi chiusi per qualche ora.

La prossima volta potrebbe toccare a un acquedotto o a un ospedale, oppure conti correnti: pensate a cosa accadrà con l’euro digitale e quelle altre fesserie pensate a Francoforte. La nostra vita ormai è tutta in formato digitale e tecnologico. Ci avevano detto che sarebbe stato tutto più sicuro. S’è visto.

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