Il bilancio delle Big tech, pur mostrando una forte ripresa, rimane piuttosto negativo da inizio anno (-15%).
Tuttavia, l’accordo temporaneo siglato tra Washington e Pechino per una significativa riduzione dei dazi, ha rinvigorito il settore sia negli Stati Uniti sia in Europa. Prima molte società del settore, come la tedesca Infineon, avevano ritirato le loro previsioni economiche per l’anno in corso a causa delle controversie doganali e delle incerte prospettive economiche. «L’accordo siglato a Ginevra, pur avendo segnato la volontà di Stati Uniti e Cina di non disaccoppiare le proprie economie, è ancora in fase di revisione e, con Donald Trump al comando, tutto è ancora possibile», dice Salvatore Gaziano, direttore investimenti di SoldiExpert Scf.
In realtà, prima della controversia sui dazi, il settore delle Big tech aveva già subito una flessione, dopo una forte crescita nel 2024, innescata dal fenomeno Deepseek, la start-up cinese che ha dimostrato con il suo assistente «Ai» che le aziende della Repubblica popolare possono presumibilmente tenere il passo con gli Usa, anche quando si tratta delle tecnologie più moderne.
Tra le più colpite negativamente c’è Nvidia, finora la maggiore beneficiaria del boom dell’Ia, con un prezzo delle azioni volato negli ultimi anni. La domanda che ci si pone da qualche settimana è: per quanto tempo Nvidia riuscirà a mantenere il suo vantaggio sulla concorrenza e, quindi, i suoi elevati margini? Più in generale, a inizio anno i mercati scontavano una crescita media del 14-15% all’anno per i prossimi dieci anni per le società tech più famose come Apple, Microsoft, Amazon, Meta e Nvidia. Una cifra elevata, ma inferiore a quella dell’ultimo decennio. «Gli investitori istituzionali continuano ad attribuire un valore elevato al settore tecnologico. Con il 17%, la maggior parte delle posizioni delle 1.000 società di investimento più importanti rientra in questo settore e non si può, quindi, escludere in un portafoglio diversificato», dice Gaziano.
«Nel ramo Web tech», spiega Annacarla Dellepiane, responsabile vendite Italia di Hanetf, «i migliori investimenti devono tenere sempre conto di due elementi fondamentali: la straordinaria performance delle mega-cap ma anche i rischi legati alla concentrazione. Investire oggi in un indice ponderato per capitalizzazione espone il portafoglio a un rischio di concentrazione elevato. Per questo, una strategia equal-weighted (con lo stesso peso per ogni titolo) nell’ambito tecnologico può essere la scelta migliore».
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