Marco Lombardi
In primo piano

Il jihadismo italiano è una cosa di famiglia

LaPresse

Abbassare la guardia sul radicalismo nostrano sarebbe un errore fatale. Lo dimostra l'analisi dei profili di 27 terroristi eseguita dalla Cattolica di Milano: se il carcere è fucina di conversioni, è tra le mura domestiche che si innesca il germe della violenza.
In primo piano

Così i contractor stranieri fregano l’Italia

  • Le nostre imprese sono costrette a cercare vigilantes fuori dai confini, data l'assenza di leggi che regolino tale professione. L'ampia presenza nel settore di uomini legati all'intelligence, tuttavia, rischia di generare pericolose fughe di informazioni.
  • Tante sigle estere e qualche affare poco trasparente. A farla da padrone sono le agenzie Usa ma ora anche russi e cinesi scalpitano.

Lo speciale contiene due articoli

In primo piano

Solo un meteorite può cambiare questo mondo

Solo un meteorite precipitato da chissà dove può cambiare il mondo. Con questo desidero sottolineare come solo un evento esterno al sistema organizzativo, sia esso politico o culturale, abbia la capacità di modificare lo stato delle cose. Gli eventi di questi giorni dimostrano con sfolgorante chiarezza che il cambiamento invocato è solo parte di una narrativa ben lontana dall'essere implementata nella pratica.
In primo piano

Le storture del verdetto Stato-mafia

Negli anni Novanta la politica scelse la tregua perché voleva limitare le vittime della guerra con la mafia. Oggi i giudici emettono condanne travalicando i confini.
In primo piano

Con la guerra durata un'oretta gli Usa si siedono al tavolo siriano

  • Un centinaio di missili, obiettivi circoscritti, la Russia avvisata per tempo. America, Francia e Inghilterra parlano di «missione compiuta». In realtà Bashar Al Assad è ancora lì ma ora Donald Trump avrà voce in capitolo sulla pace.
  • Lo schieramento atlantista si è affrettato a giurare fedeltà incondizionata agli Stati Uniti per l'ennesima volta Il prossimo governo potrebbe cambiare le carte in tavola, portandoci a scegliere in libertà amici e nemici.
  • La differenza di lettura dell'attacco scava il solco tra Lega e Forza Italia. Matteo Salvini: «Così si fomentano i terroristi». Silvio Berlusconi: «Era meglio se taceva». Luigi Di Maio, invece, fa l'atlantista: «Vicini ai nostri alleati». Avanza l'ipotesi del governissimo con il Pd che piace al Cav.

Lo speciale contiene tre articoli.

In primo piano

Continuiamo a importare terroristi

Per il terzo giorno di fila scoperta una rete islamica che preparava attentati. Il ministro Marco Minniti, che in campagna elettorale ha nascosto il problema, ora ci dice che il rischio è altissimo e dobbiamo continuare sulla sua linea. Invece bisogna fare il contrario.

Lo speciale contiene cinque articoli