Caldo espiatorio: tutta colpa dei negazionisti
Ansa

Maledetti negazionisti, tutta colpa vostra. Ci sono voluti un po’ di giorni, ma finalmente il pensiero unico canicolare, guidato dal suo guru sedicente sapiens Mario Tozzi, con al seguito l’intero cucuzzaro verdeggiante, ha trovato i veri responsabili di questa ondata di calore. Delle sofferenze degli anziani. Del sudore che gronda dalla fronte degli studenti. E ovviamente anche delle morti la cui contabilità raggiunge cifre iperboliche calcolando ormai chiunque schiatti in Europa come una vittima del caldo (tanto chi lo può contestare?).

I responsabili di questo afoso disastro, è chiaro, sono tutti coloro che hanno provato in questi anni a mettere in dubbio la narrazione dominante del catastrofismo gretino e dei suoi piccoli fan. Ovvio no? Le temperature sono cresciute per colpa di chi non ha recitato il credo in un unico Green onnipotente. Maledetti negazionisti, che aspettano a darvi fuoco? O meglio: ad appendervi a una pala eolica?

Mario Tozzi ovviamente apre le danze con un’intera pagina sulla Stampa dedicata proprio ai «negazionisti del calore» (titolo a caratteri cubitali), in cui se la prende con il clima. Ma che avete capito? L’imputato, in questo caso, non è il clima torrido, ma il clima «politico e sociale che si sta respirando», colpa ovviamente delle «destre sovraniste e ultraliberiste», ma soprattutto di quelli che osano «sostenere che il clima è sempre cambiato». Come si permettono? Dire che il clima è sempre cambiato? Non lo sanno che il clima cambia solo da quando Mario Tozzi va in tv? Sono davvero insopportabili questi «mercanti di dubbi», vittime della «radice negaiola» (con la n, mi raccomando). Non si rendono conto che se ci sono «fenomeni estremi, picchi di calura, perturbazioni violente» la colpa è loro che si sono permessi financo di avere dei dubbi sul pensiero di Mario Tozzi, affidandosi alla radice negaiola, qualsiasi cosa essa sia.

Sul Fatto quotidiano, nella rubrica delle lettere, fa capolino uno studente cui viene assegnata la posizione d’onore sotto il titolo: «Clima devastante. Chiedeteci scusa perché le nostre proteste erano giuste». L’autore, Edoardo Barbieri, sostiene di essere stato in piazza, cari negazionisti, «ad avvertirvi che questo sarebbe successo». E voi dovreste cospargervi il capo di cenere perché «la gente ora muore di caldo, ma non come nei vostri racconti d’infanzia». Macché: oggi è noto che si muore di caldo in modo completamente diverso da una volta. Per esempio si muore di caldo dicendo ai negazionisti «ve l’avevamo detto» e anche: «Chiedeteci scusa, è colpa vostra». Capito, professor Franco Battaglia? Capito, professor Franco Prodi? Colpa vostra. Oltre che dei giornali che vi danno spazio. Per altro, i giornali hanno anche un’altra grave colpa: osano pubblicare le notizie sul caldo soltanto quando c’è caldo. Ma vi pare? Il Fatto quotidiano lo sottolinea con un corsivo di Elisabetta Ambrosi: «Da settembre a maggio non ne troverete quasi traccia sui principali giornali e media italiani» che, chissà perché, «se ne occupano a partire da giugno». Potrebbe essere che sui media si parli di caldo (e fin troppo) da giugno ad agosto perché in gennaio è raro che ci siano 40 gradi, ma temiamo di suggerirlo alla collega. Non vorremmo passare anche noi per negazionisti.

Eh già, perché per i negazionisti sono tempi grami. Il Domani li bastona come si conviene chiedendo di fatto un cambio di maggioranza: «Il caldo estremo fa una strage ma governano i negazionisti». Capito? Salgono le temperature, chissà perché non sale subito al potere Angelo Bonelli. Grande delusione nelle file dell’opposizione modello solleone: qualcuno aveva detto a Elly che per diventare premier doveva sudare sette camicie, e lei pensava di essersi tolta il fastidio con l’ultimo comizio a 40 gradi. Ma le hanno spiegato che si vota ancora con la scheda, non con il condizionatore. Comunque, tutti i giornali pubblicano qua e là qualche attacco ai negazionisti: il Corriere lo nasconde elegantemente sotto paginate che trasudano scienza («Perché l’Europa si riscalda più del resto del mondo»), il Messaggero attacca in un corsivo di Guido Boffo le «logiche egoistiche» che «tengono in ostaggio» la transizione energetica e il cambiamento degli stili di vita, la Repubblica intervista l’immancabile Jeremy Rifkin che annuncia la «sesta estinzione di massa» da cui ci si salva solo «mandando in pensione la vecchia generazione». Quella dei maledetti negazionisti, s’intende.

Ora che i colpevoli sono stati scoperti, però, e l’assassino è stato consegnato nelle mani della giustizia mediatica, sia concesso avanzare un piccolo dubbio, anche se a Mario Tozzi, essendo scienziato della verità rivelata, i dubbi piacciono poco. Il dubbio è il seguente: ammesso che i negazionisti esistano, come hanno fatto a creare tutto ’sto bordello, essendo essi limitati a posizioni assai minoritarie e per lo più inascoltate? Non vorrei calpestare anch’io una radice negaiola, ma a me pare che in questi anni in Europa abbia prevalso il pensiero verde. E si sia fatto esattamente quello che volevano i non negazionisti, cioè i green alla Mario Tozzi. Per inseguire le politiche green (non i negazionisti) è stata distrutta l’industria europea dell’auto. Per inseguire le politiche green (non i negazionisti) sono stati massacrati agricoltori e pescatori. Per inseguire le politiche green (non i negazionisti) sono state messe pale eoliche dappertutto, tra un po’ anche nel bagno di casa nostra. Per inseguire le politiche green sono stati investiti soldi (spesso pure buttati) e sono state costrette le famiglie a sostenere spese esagerate. E se adesso, dopo aver seguito pedissequamente tutte le politiche green, arriva il caldo, è colpa dei negazionisti? Ma perché? Se l’Europa oggi si trova ad essere il continente che si sta riscaldando di più, forse chi ha imposto all’Europa le follie verdi dovrebbe farsi qualche domanda. Altrimenti diventa lui il vero negazionista. Della realtà.

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