Pesaro, antagonisti fabbricavano molotov in un capannone

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Pesaro e Urbino hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di quattro giovanissimi residenti nelle province di Pesaro e Urbino, Rimini e Bologna.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Pesaro, sono scaturite dal monitoraggio del territorio, dei siti d’area e dei profili social collegati condotta dai militari. Gli accertamenti avrebbero permesso di documentare come il gruppo, in un periodo attorno al febbraio 2026, avrebbe realizzato diverse bottiglie incendiarie del tipo «molotov».

La potenzialità offensiva degli ordigni sarebbe stata successivamente testata a Pesaro, all’interno di un capannone industriale abbandonato, provocando diversi episodi di combustione e deflagrazione.

Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati numerosi dispositivi elettronici in uso agli indagati, tra cui tablet, computer e smartphone, che saranno sottoposti ad analisi forensi. È stato inoltre rinvenuto materiale cartaceo contenente, tra l’altro, riferimenti alla realizzazione e all’utilizzo dei manufatti incendiari.

Dagli accertamenti finora condotti è emerso che gli indagati sarebbero vicini a collettivi locali composti da studenti e a soggetti riconducibili ad ambienti antagonisti.

Sono in corso ulteriori approfondimenti per stabilire se la condotta possa essere ricondotta a un atto preparatorio finalizzato ad accreditarsi all’interno della galassia antagonista oppure se possa essere indicativa della preparazione di azioni dimostrative nell’ambito di una strategia più ampia.

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