Non esistono soltanto la cristallina bellezza del mare sardo, il candore delle Dolomiti, la sinuosità della Val d’Orcia e la banalità delle considerazioni sulla Pianura Padana: da noi è possibile ammirare anche caldare, cave, paesaggi desertici e pietre dalle forme surreali. Dalla Caldara di Manziana a Civita di Bagnoregio, passando per la Cava di bauxite di Otranto fino all’Etna e alle dune di Piscinas in Sardegna, ecco un itinerario ad hoc.
Lo speciale contiene un articolo e 5 tappe di viaggio.
A volte si fugge lontano alla ricerca di scenari naturali esotici, fuori dal comune, quasi extraterrestri, senza sapere che l’Italia ha molto da offrire in tal senso.
Se c’è qualcuno che non conosce il proprio Paese, infatti, sono proprio gli italiani. A collaborare a un’immagine stereotipata del Belpaese sono stati però gli americani, attraverso quella immaginifica industria che si chiama cinema: film come Mangia, prega, ama (di Ryan Murphy, 2010) sono un concentrato di luoghi comuni: in Italia si mangiano gli spaghetti, ci si innamora e si osservano le «solite» bellezze storico-artistiche sparse tra Roma, Firenze e Venezia.
Per carità, basterebbero anche solo queste tre città per decantare a vita le virtù di cui possiamo andare orgogliosi, ma oltre al Colosseo, alle gondole e a Ponte Vecchio c’è molto altro. Il perché è presto detto: al di là delle preziosità costruite nei secoli dall’uomo, l’Italia può andare orgogliosa anche della varietà paesaggistica che la caratterizza. Quale altra nazione può fregiarsi di contenere in (relativamente) pochi chilometri quadrati mare, montagne e colline?
Il difetto è negli occhi di chi non guarda: non esistono solo la cristallina bellezza del mare sardo, il candore delle Dolomiti, la sinuosità della Val d’Orcia e la banalità delle considerazioni sulla Pianura Padana: da noi è possibile ammirare anche caldare, cave, paesaggi desertici e pietre dalle forme surreali.
Prima di compiere questo viaggio, andiamo a vedere quali sono gli scenari da urlo sparsi per il mondo, accontentandoci del breve elenco che può scaturire da questo articolo.
Il Wadi Rum, in Giordania, evoca potenti immagini cinematografiche: Lawrence d’Arabia venne girato proprio qui. E non è un caso: se la Valle della Luna è la zona sabbiosa di questo deserto, Petra incanta con le sue meraviglie archeologiche, città mistica che attrae ogni anno migliaia di visitatori.
La Turchia ne stupisce altrettanti con Pamukkale (che in turco significa “castello di cotone”): come il termine suggerisce, si tratta di un sito dominato dal bianco, quello delle formazioni calcaree che fungono da bordo naturale tra una vasca di acqua termale e l’altra. Ci si può immergere liberamente in quello che, dal 1988, è Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
Altrettanto magica e ultraterrena è la Cappadocia, sempre in Turchia: un’area geologica dominata da grandi massi disposti su colline con una maestria da architetto. Qui si trovano anche i camini delle fate, formazioni laviche che funsero da rifugio per gli eremiti.
Quando si parla di scenari naturali incredibili non può non venire in mente il parco del Serengeti, in Tanzania. Qui si trovano i famosi big five (leoni, leopardi, rinoceronti, elefanti e bufali), re della savana. Nella maggior parte dei casi, se si sceglie quest’area protetta è per osservare dal vivo i grandi movimenti migratori dell’incredibile fauna locale.
Senza andare troppo lontano: in Croazia si trova il Parco Nazionale dei Laghi di Plivtice: 16 laghi collegati da cascate e sentieri che fanno dimenticare di essere in Europa. La natura è così rigogliosa da richiamare alla mente zone ben più remote, come l’Ecuador.
Uluru è un altro tra gli spettacoli più belli del mondo: a dividerci da questa montagna che sorge nel deserto come un fiore solitario sono, però, più di 20 ore di volo. Una fatica che vale la pena di fare se si vuole assaporare una delle atmosfere più mistiche che esistano.
E ancora: Halong Bay, in Vietnam; la Monument Valley, negli Stati Uniti; il ghiacciaio Pia, in Cile. Per non parlare delle Galapagos e delle tracce lasciate da Charles Darwin. Che dire, poi, del Machu Picchu e della visuale su templi e natura?
In Argentina ci si può estasiare di fronte alle Cascate dell’Iguazù: sono 275 e superano gli 80 metri, numeri che lascerebbero chiunque a bocca aperta.
Il colore del Mar dei Caraibi convive con la storia millenaria a Tulum, in Messico, mentre i paesaggi sconfinati della Mongolia sono ancora per pochi.
La lista potrebbe continuare all’infinito, anche se non può che frustrare i desideri dei viaggiatori che si sentono ancora ingabbiati dalle regole e dalle contro-regole del momento. Nulla vieta di sognare e, soprattutto, di cercare in Italia i paesaggi da sogno che, da sempre, stiamo inseguendo.
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