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«In Messico sono una star della dance»

«In Messico sono una star della dance»
Tiziana Rivale, vincitrice del Festival di Sanremo nel 1983 con il brano «Sarà quel che sarà» (Ansa)
Tiziana Rivale: «Vinsi Sanremo con “Sarà quel che sarà”, ma all’inizio mi misi a piangere e non volevo cantarla. Invece fu un trionfo. Non ho vizi, quindi non ho bruciato i miei guadagni. Nel resto del mondo mi conoscono soprattutto per i miei brani di disco music».
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Sanremo 2026, le pagelle della seconda serata: promossi e bocciati all’Ariston
Achille Lauro e Laura Pausini sul palco dell'Ariston (Ansa)

Da Laura Pausini ad Achille Lauro, passando per Levante, Patty Pravo e gli ospiti della serata: ecco le pagelle della seconda serata del Festival di Sanremo 2026 tra promossi, bocciati e momenti discussi sul palco dell’Ariston.

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Quattro anni di lotta per la libertà. Il fallimento della «guerra lampo russa»
A quattro anni dall'invasione russa in Ucraina un evento di Fratelli d'Italia in Senato per raccontare la verità di quello che succede sul campo.
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La violenza «rituale» della sinistra
Ansa
Quando i progressisti scendono in piazza non hanno alcun obiettivo politico ma cercano solamente di contestare quella stessa società che hanno costruito.

Come previsto, gli eventi in Minnesota non hanno portato ad un nuovo Black Lives Matter, al contrario si è sviluppato un dibattito su quello che verosimilmente è l’elemento di maggiore interesse in relazione alle proteste nei confronti dell’Ice, la forza di polizia che negli Usa si occupa delle operazioni di rimpatrio degli illegali: a provocare gli scontri di piazza sono i bianchi benestanti e a far parte dell’Ice sono i proletari e gli immigrati regolari. Sulla base di questa constatazione dal sapore spiccatamente pasoliniano appare evidente come ciò non rappresenti un’eccezione relegata ad un preciso contesto locale ma definisca l’essenza stessa dell’idea di «protesta» in tutto il mondo occidentale.

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«Troppi neri, non lo interniamo». E lasciano il killer libero di uccidere
Valdo Calocane (Getty Images)
Nel 2020, la prima aggressione di Valdo Calocane, che nel 2023 massacrò tre persone a colpi di coltello. Sarebbe dovuto finire in un ospedale psichiatrico, ma i medici temevano di esser tacciati di razzismo.

Gli occhi sembrano chiudersi mentre la polizia scatta la foto segnaletica. Paiono vuoti. Persi. Eppure sono gli occhi di un killer, Valdo Calocane, che il 13 giugno del 2023 ha ucciso due ragazzi di 19 anni, Barnaby Webber e Grace O’Malley-Kumar, e un bidello di 65 anni, Ian Coats. Li ha ammazzati con un coltello, come fossero animali da macellare, e scegliendo le sue vittime tra i passanti di Nottingham. Potevano essere loro, Barnaby, Grace e Ian, o chiunque altro. Perché Calocane voleva solo uccidere.

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