Tra satelliti per radioamatori, cubo-sat che scattano e mandano fotografie, collegamenti radio con la Stazione Spaziale Internazionale, ecco come i più giovani possono interagire con le attività umane nel Cosmo.
Intervistare gli astronauti, ricevere fotografie in diretta dal Cosmo, ricevere dati e carte meteorologiche senza bisogno di internet e neppure di una connessione web via satellite. Ma anche parlare con appassionati di comunicazioni che vivono dall’altra parte del mondo.
È quanto si può fare oggi grazie ad alcuni programmi organizzati e gestiti dai radioamatori e sovente rivolti alle scuole medie inferiori e superiori. Seguendo il sito del progetto Ariss (Amateur Radio International Space Station), alcuni volontari organizzano l’appuntamento via etere e installano presso la scuola quanto necessario per assicurare un collegamento stabile tra un membro dell’equipaggio in orbita e gli studenti, i quali rivolgono le loro domande direttamente parlando nel microfono.
A bordo della ISS c’è una piccola stazione radioamatoriale operata da uno o più astronauti ai quali viene rilasciato un nominativo speciale proprio per questi scopi. Per l’organizzazione, genitori e insegnanti di classi europee trovano tutto qui: Ariss. Per determinare la posizione della Stazione Spaziale e osservarla brillare quando è buio esistono diverse applicazioni anche gratuite.
I satelliti costruiti dagli studenti per imparare il Cosmo
Un progetto educativo da tenere d’occhio è il “Satellite Da Vinci” che ha l’obiettivo di ispirare le giovani generazioni e appassionarle all’esplorazione spaziale attraverso una serie di lezioni didattiche e l’interazione diretta con quanto è installato sul satellite come carico utile. Anche lo sviluppo del progetto è incentrato sull’educazione, poiché il satellite è progettato e sviluppato da studenti per altri studenti.
Il carico utile chiamato «Dice» è un dispositivo meccanico progettato pensando ai bambini delle scuole elementari. Come si legge sul sito web (Satellite Da Vinci), esso consiste in cinque dadi che vengono lanciati in ambiente di microgravità insieme con una telecamera che li fotografa. Un dispositivo di raccolta mescola i dadi e poi li blocca, in modo che sia possibile fotografarli con la Terra vista dallo spazio sullo sfondo, immagine che viene poi trasmessa alla stazione di terra.
Radioamatori e satelliti: lo Spazio è già alla portata di tutti
Un altro sistema per avvicinare i giovani allo spazio è contattare la più vicina Sezione dell’Associazione Radioamatori Italiani (ARI), chiedendo di poter organizzare la ricezione delle immagini e delle carte meteorologiche trasmesse in continuazione dai cosiddetti «satelliti polari», ovvero quelli che orbitano passando per i poli terrestri.
Avendo a disposizione una buona connessione a internet è invece possibile seguire le missioni spaziali mandate in streaming su vari siti web come Nasa Live oppure SpaceX Events, dove trovate anche il calendario dei lanci e degli appuntamenti che saranno trasmessi. Praticamente infinite sono le applicazioni per il tracciamento dei satelliti, con anche la possibilità di scaricare i dati orbitali e quindi poter prevedere dove e quando si possono ricevere i segnali in chiaro.
Insomma: con un minimo di intraprendenza si può sia giocare a fare gli scienziati, sia cominciare a comportarsi da futuri professionisti. Una cosa è certa: lo spazio avrà sempre bisogno di più professionisti.
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