Quindici anni per ridisegnare l’Italia
Data center (iStock)

È interesse di tutti gli italiani che il territorio italiano diventi supersicuro ambientalmente, supercompetitivo economicamente nonché autonomo sul piano dell’energia abbondante e a costi minimizzati.

Il cambiamento climatico, la rivoluzione tecnologica e la dipendenza da importazioni energetiche a rischio di instabilità per motivi geopolitici sono una sfida alla realizzabilità di tale interesse. Pertanto è tempo di creare un modello sistemico dell’area italiana per ridurne le molteplici vulnerabilità: il mio gruppo di ricerca ha iniziato a codificare per sperimentazione un modello olistico (robot cognitivo) dell’Italia e a inserirvi i dati ecosistemici ed economici.

C’è bisogno nel prossimo futuro, ma già con dati evidenti nel presente, di più acqua dolce. Non solo per il cambiamento climatico mostrato dall’aumento delle temperature (dati non ecoideologici), ma anche per la rivoluzione tecnologica che ha acceso una competizione basata sulla disponibilità di robotica cognitiva (intelligenza artificiale, agenti informatici che gestiscono in tempi brevi processi complessi, ecc.) che richiede in prospettiva una quantità immensa aggiuntiva di acqua per raffreddamento dei nuovi centri di servizio informatico, nonché di energia elettrica.

Va poi considerato che dal mondo dell’agricoltura aumentano i segnali di scarsità idrica per periodi sufficientemente lunghi da danneggiare le coltivazioni. Qualora le soluzioni fossero troppo lente, l’ambiente economico italiano diventerebbe meno competitivo sul piano dei costi produttivi, più carico di costi per la gestione di crisi e meno attraente sia per investimenti sia per turismo. Per prima cosa sarebbe utile un modello computerizzato ed evolutivo del territorio italiano (Homi, Holistic Model of Italy, modello olistico dell’Italia) come basi per simulazioni di politica efficace ed efficiente zona per zona, poi complessivamente integrate.

Fattibile? C’è già una base di mappe caratterizzate da dati multisettoriali. Un sistema di intelligenza artificiale agentica può metterle tutte insieme trovando un codice integrativo che le «normalizza» modificandole per permettere una lettura con criterio standardizzato. Poi questa mappa sistemica può evolvere con nuovi dati e con informazioni di completamento. Il punto: oggi la tecnologia permette di fare questo e di più.

Vantaggi? Calcolo sistemico su dove mettere dissalatori per avere più acqua potabile e per raffreddamento di nuovi centri dati per impieghi di IA. Combinato con un’agenda di priorità in base a fabbisogno e altre variabili, per esempio la presenza di invasi che raccolgono acque piovane (anche utili per riduzione della vulnerabilità a alluvioni), la zonazione mirata di fonti di energia alternativa e, nel prossimo futuro, di piccoli reattori nucleari a fissione a sicurezza intrinseca, nuove reti elettriche, nuove infrastrutture, ecc.

Comune per comune, provincia per provincia, regione per regione, ogni unità territoriale connessa sul piano informativo con le adiacenti e con il complesso. Energia abbondante al costo di un quarto di quello corrente che permette un aumento notevole della produttività del sistema industriale.

A cui va aggiunta la copertura della crescente domanda di microclimatizzazione delle abitazioni e luoghi produttivi. Irrigazione e disponibilità idrica ottimale che implica la verdizzazione dell’ambiente naturale utile come substrato per la valorizzazione del patrimonio costruito. Migliore contenimento progressivo del rischio idrogeologico, ecc.

In quanto tempo? Con i colleghi ricercatori abbiamo valutato una progressiva riqualificazione ambientale ed economica del sistema in circa 15 anni. Modello finanziario macro? Per circa l’80% di questa modernizzazione i costi di investimento sarebbero ben recuperati dai guadagni con profitti notevoli. Il 20% sarebbero costi per la sicurezza, infrastrutture, eccetera a carico di governo ed enti locali. Il modello di finanziamento migliore sarebbero partenariati pubblico-privato (Ppp), facilitati dalla disponibilità di simulazioni precisabili che riducono il rischio per gli investitori privati e la quantità di garanzie statali per singolo progetto.

Ha la politica italiana sufficiente competenza per avviare un programma simile a quello qui abbozzato? In attesa della risposta va segnalato che in alcune nazioni sia i governi sia gli attori finanziari si stanno muovendo nella direzione detta. Pertanto il tema riguarda la necessità di futurizzare la competitività nazionale.

www.carlopelanda.com

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