• Al via il programma anglo-italo-nipponico Gcas per il caccia Tempest. Con tanto di approvazione degli Usa.
  • Leonardo è partner strategico del programma Global Combat Air Programme che coinvolgerà tutto il comparto aerospaziale comprese università, centri di ricerca e piccole medie aziende, a partire dalle società Avio Aero, Elettronica e Mbda Italia.
  • L’ad di Leonardo Alessandro Profumo: «Siamo di fronte a uno dei programmi più sfidanti e avveniristici per l’industria dell’aerospazio e della difesa, che garantirà l’autonomia tecnologica dei Paesi coinvolti e fornirà alle forze armate prestazioni e capacità operative senza precedenti».

Lo speciale contiene tre articoli.

Con un comunicato coordinato tra politica e aziende della Difesa, apparso questa mattina sul sito della Presidenza del Consiglio, il presidente Giorgia Meloni, il suo omologo britannico Rishi Sunak e quello giapponese Fumio Kishida, hanno ufficialmente dato il via al progetto Global Combat Air Programme (Gcap), volto a sviluppare quello che fino a oggi abbiamo chiamato Tempest, ovvero un sistema d’arma rama di nuova generazione che dovrà essere pronto entro il 2035. Non si tratta soltanto di un nuovo caccia, appunto il Tempest, ma di creare una serie di inedite tecnologie definite multi-dominio, quindi anche elettroniche e informatiche, che consentiranno per esempio al velivolo di operare congiuntamente con droni armati e sistemi terrestri e spaziali di difesa cibernetica. Dunque nel Gcap confluiscono le idee e gli studi finora condotti nel Regno Unito per il Tempest e quelli giapponesi per lo F-X. Di certo il Tempest e i sistemi ad esso associati dovranno rimpiazzare velivoli che entro il 2050 saranno tecnologicamente superati, come gli F-2 giapponesi (94 unità basate sul progetto Lockheed-Martin F-16), e i 238 Eurofighter in servizio tra Regno Unito (144) e Italia (94). Peraltro il Gcap è stato approvato anche dagli Usa con una nota congiunta del Pentagono e del Ministero della Difesa giapponese datata 8 dicembre,

poiché a Washington si discute sui nuovi finanziamenti del progetto che definirà il successore dello F-35, programma oggi chiamato «Next generation air dominance», Ngad, che dovrebbe volare nel 2030.


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