Il Bitcoin sta pagando la fuga dagli Etf
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La correzione di Bitcoin ha avuto il suo epicentro negli Etf spot statunitensi. Tra il 15 maggio e il 3 giugno 2026 i fondi passivi hanno registrato 13 sedute consecutive di deflussi, la serie negativa più lunga dal lancio di questi prodotti nel gennaio 2024, con riscatti complessivi per circa 4,4 miliardi di dollari. Il precedente record risaliva a febbraio 2025: otto giornate consecutive e circa 3,2 miliardi di uscite.

La pressione si è concentrata soprattutto sull’iShares Bitcoin Trust di BlackRock. Ibit ha assorbito circa 3,3 miliardi di dollari di deflussi, pari a quasi il 75% del totale della striscia negativa. Seguono il Fidelity Wise Origin Bitcoin Fund, con circa 456,6 milioni, e il Grayscale Bitcoin Trust, con 303,6 milioni. Nell’arco di 30 giorni, i fondi hanno inoltre ridotto le proprie disponibilità di oltre 51.700 Bitcoin, per un controvalore vicino ai 5 miliardi di dollari.

Il 27 maggio è stata registrata la seduta peggiore della sequenza, con 733,4 milioni di dollari di riscatti netti. Il 2 giugno sono usciti altri 519,1 milioni, dopo i 483,8 milioni del giorno precedente; il 3 giugno il saldo è rimasto negativo per 396,6 milioni. La serie si è interrotta il 4 giugno con un afflusso di appena 3,2 milioni, insufficiente a compensare anche una sola delle principali giornate di vendita.

L’effetto combinato tra riscatti e calo del prezzo di Bitcoin ha ridotto gli asset complessivi degli Etf da 104,29 a 80,40 miliardi di dollari durante la fase più critica. Le disponibilità aggregate sono scese a circa 1,277 milioni di Bitcoin, il 7,2% sotto il massimo registrato nell’ottobre 2025. Nello stesso periodo Bitcoin ha perso circa il 21%, passando dall’area degli 80.000 dollari a poco più di 63.000.

Il quadro di luglio è però meno lineare (e negativo). Dal 14 al 22 luglio gli Etf hanno raccolto quasi un miliardo di dollari in sette sedute positive consecutive. Dal 23 al 28 luglio sono tornati i riscatti, con quattro giornate negative e 526,5 milioni di dollari di uscite. Nonostante l’inversione, il saldo del mese fino al 28 luglio resta positivo per circa 173 milioni: un recupero marginale rispetto ai 6,9 miliardi di deflussi accumulati complessivamente tra maggio e giugno.

La debolezza degli Etf ha modificato anche le aspettative delle banche. Citigroup ha azzerato la precedente previsione di 10 miliardi di dollari di nuovi afflussi nei successivi dodici mesi e ha ridotto il target su Bitcoin da 112.000 a 82.000 dollari. Nello scenario ribassista, invece, caratterizzato da recessione e ulteriori riscatti, la valutazione indicata scende a 53.000 dollari.

Per Gianluca Sommariva, ceo di Hodli, il mercato mostra segnali di stabilizzazione, ma non ancora una vera inversione. La conferma dipenderà dal ritorno continuativo degli acquisti spot e dal recupero stabile nell’area dei 69.000 dollari. Sullo sfondo, la regolamentazione MiCAR può rafforzare trasparenza e gestione del rischio nel mercato europeo, ma nel breve periodo la variabile decisiva resta il comportamento dei capitali istituzionali veicolati dagli Etf.

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