Coldiretti: «Una class action contro i falsi cibi»
Il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo (Ansa)

C’è un convitato, o forse sarebbe meglio dire un «imputato», di pietra al Forum della Coldiretti (prosegue anche oggi) in corso a Roma: è l’Europa. Che punta al riarmo, ma non alla pace, che non blocca i cibi ultra processati, si genuflette alle multinazionali con un rischio grave soprattutto per i più piccoli. È l’Ue che non capisce che sicurezza e sicurezza alimentare sono complementari e che tagliare i fondi della Politica agricola comune significa negare la prima ragione per la quale l’Europa sta insieme ed esporsi al ricatto e alla dipendenza di potenziali nemici. Sono gli stessi che ci tengono al guinzaglio del fabbisogno energetico.

Michele Placido apre il dibattito: «Più umanità e gentilezza»

È la sintesi di una giornata intensissima con attori del dibattito pubblico di primissimo piano. È toccato a un attore vero, Michele Placido, dare il là a questo dibattito che trasforma il lavoro dei campi in «agricultura», che offre a chi coltiva la terra un progetto per la propria centralità sociale ed economica e la fa diventare protagonista politico per migliorare la convivenza.

Con le battute finali de Il grande dittatore, il film monumento di Charlie Chaplin, Placido ha indicato il programma del Forum: «Pensiamo troppo e sentiamo poco, più che macchine ci serve umanità, più che abilitò ci serve bontà e gentilezza». Partendo da qui il segretario generale della Coldiretti (riunisce quasi un milione e mezzo di imprese agricole e coltivatori e oggi parlerà il presidente Ettore Prandini), Vincenzo Gesmundo ha lanciato «una class action per arrivare fino alla Corte di giustizia europea contro gli alimenti ultraprocessati: non infornare, non regolare e non limitare il consumo di questo cibi è un crimine contro l’umanità».

I medici lanciano l’allarme sui rischi per la salute dei bambini

Le ragioni scientifiche nel corso del Forum sono state ampiamente spiegate dal professor Antonio Gasbarrini del Gemelli («dobbiamo noi medici fare qualcosa per fermare questa che è un’epidemia») e dal professor Alberto Villani del Bambin Gesù: «Abbiamo malattie croniche legate all’alimentazione già dall’infanzia: bisogna prevenire». Quelle socio-economiche dal professor Augusto Montiero (creatore della classificazione Nova dei cibi), che sostiene: «Gli alimenti ultra processati sono progettati per essere irresistibili e sostituire il cibo vero».

Mense scolastiche di Roma, il piano contro gli alimenti ultraprocessati

Dunque una battaglia che va condotta fino in fondo per restituire centralità all’alimentazione che nasce nei campi. Ne è convinto il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri che mette sul piatto quasi 800 milioni di euro per fare una gara che faccia sparire dalle mense scolastiche della Capitale ogni traccia di questi alimenti da laboratori. E il ministro della salute Orazio Schillaci ha confermato: «La salute si coltiva nei campi». C’è un secondo impegno che Vincenzo Gesmundo ha richiamato: «La guerra è già entrata nelle case e nelle imprese degli italiani, ma noi diciamo no ai tagli del 40% dei fondi Pac per finanziare il riarmo. Alla pace non c’è alternativa». Anche qui voci altissime di conferma, Il cardinale Matteo Maria Zuppi: un conto sono la difesa e la sicurezza e un conto sono le armi: sono cose diverse. Massimo Cacciari: «L’Europa trovi una unità politica o è finita».

Descalzi: «L’Europa cambi rotta» sulle politiche energetiche

E poi il tema dei temi: l’energia. Dice Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni: «L’energia è in una delle emergenze più profonde, l’Ue cambi rotta. La nostra Tachipirina sono i price cap, la riduzione delle accise i sussidi, ma non curano le cause: serve più capacità di raffinazione, incentivare gli investimenti e vere politiche industriali». Perché se – come dice Flavio Cattaneo amministratore delegato di Enel – le tensioni geo-politiche e il cambiamento climatico incidono sulle politiche energetiche Giulio Tremonti risponde: «Il futuro si costruisce non con la guerra, ma in un nuovo equilibrio tra America, Europa e Asia». Da coltivare nei campi.

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