Prodi spinge per l’obbligo di puntura
L’ex premier si unisce al coro di chi vuole iniettare il siero a tutti gli italiani Zangrillo: «Al pronto soccorso del San Raffaele solo l’1,4% di pazienti con il Covid».

Oltre il 69% degli italiani over 12, ovvero di coloro che possono vaccinarsi, si è immunizzato. Non si ferma, però, il pressing su chi non ha ancora detto sì alla puntura, tanto che la campagna a favore dell’obbligo diventa sempre più insistente ogni giorno che passa.

Dopo che il costituzionalista Alfonso Celotto ha proposto di negare l’accesso al Servizio sanitario nazionale a chi non si fa immunizzare, raccogliendo l’appoggio del senatore di Forza Italia Franco Dal Mas, ieri sul tema è tornato Romano Prodi, che già in passato si era speso a favore di questa misura. «Difendere la salute collettiva è democratico», ha detto sabato sera dal palco della Festa dell’Unità riferendosi alla possibilità di introdurre l’obbligo. Poi ha aggiunto: «Io non avrei alcun tipo di problema a essere molto severo sulla vaccinazione. Lo dico per tutelare la difesa dei più deboli, altrimenti facciamo come con la distribuzione della ricchezza». All’obiezione che l’obbligo lederebbe il diritto del singolo di rifiutare un trattamento sanitario, l’ex premier ha risposto: «Oggi abbiamo ormai introiettato il concetto di democrazia individuale istintivamente e l’aggettivo (individuale) e il sostantivo (democrazia) li abbiamo messi insieme. Inefficace invece è proprio quella democrazia che non protegge e tutela i diritti dei più deboli». A fine luglio, il professore invece l’aveva buttata sul versante del Pil: «Un eventuale obbligo avrebbe giovato all’economia italiana, alla salute, a tutto», aveva sostenuto.

Sul fronte del Cts, è tornato alla carica Sergio Abrignani, che dalle colonne della Stampa ha detto: «Chiedo a gran voce che la vaccinazione diventi obbligatoria, per un motivo di sanità pubblica, per mitigare quello che avverrà nelle prossime settimane, cioè un aumento dei ricoveri dei non vaccinati».

Posizione che, nel governo, viene sostenuta da Forza Italia. Dopo l’uscita di Dal Mas, ieri Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali, ha detto: «Se nel giro di qualche settimana non si raggiunge l’80% di immunizzati credo che sarebbe giusto prevedere una forma di obbligo vaccinale, almeno per chi svolge funzioni pubbliche». Obiettivo che però, secondo il commissario Francesco Paolo Figliuolo, allo stato attuale – e quindi senza obbligo – raggiungeremo a fine settembre. Quindi perché continuare ad agitare lo spauracchio?

Ieri, per dare una visione obiettiva dell’evoluzione della pandemia, Alberto Zangrillo, primario di anestesia e rianimazione al San Raffaele di Milano, ha pubblicato su Twitter un grafico per mostrare che nel suo ospedale, dal 21 al 28 agosto, su 1.057 accessi totali al pronto soccorso solo 15 (l’1,4%) sono stati provocati dal Covid (di questi pazienti, undici erano in codice verde, tre in codice giallo e uno in codice rosso). Per quanto riguarda i ricoveri, appena quattro (lo 0,4%) erano legati al coronavirus. Il medico ha poi commentato con un sarcastico: «Se capita curiamo anche il Covid-19», frase accompagnata dall’hashtag #CurareTutti. Risposta indiretta a chi pensa di negare la sanità pubblica a chi dice no al siero.

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