Il «terzo atto» della protesta studentesca francese si è svolto ieri in tutto il Paese seguendo il solito copione : cortei, tafferugli, slogan pro Palestina e anti polizia, rivendicazioni fantasiose da parte degli studenti e recupero da parte dei politici. L’elemento nuovo è arrivato dall’estero, con un pesante intervento di Donald Trump che ha puntato il dito contro disordine etnico e ruolo dell’islam.
A fine pomeriggio, il ministero dell’Interno ha diffuso le cifre della mobilitazione in tutta la Francia: 250.000 manifestanti a livello nazionale e 56.000 nella sola Parigi. Per le associazioni studentesche la partecipazione sarebbe stata più importante: 450.000 persone in Francia, tra cui 100.000 nella capitale. Gli attivisti hanno anche annunciato trionfalmente di aver bloccato 1.800 licei su 3.700 in tutta la Francia.
Il premier Sébastien Lecornu parlando davanti all’Assemblea nazionale, ha affermato inoltre che durante le proteste sono rimasti feriti 215 studenti e 85 membri del personale scolastico di cui 34 presidi e vicepresidi. Sono invece 725 gli agenti feriti.
Gli scontri tra manifestanti e polizia
I cortei, nei quali si sono viste anche alcune bandiere della Confederation Paysanne, sindacato agricolo francese, si sono svolti inizialmente in modo piuttosto pacifico, ma alla fine del pomeriggio si sono registrati diversi scontri con le forze dell’ordine. È quanto è successo, ad esempio, nei pressi di Place de la Nation a Parigi, dove degli attivisti hanno provocato o caricato la polizia che ha dispiegato anche gli idranti. Da segnalare che, a Nantes, gli studenti hanno preso le distanze dagli antifa. Invece, a Bordeaux, alcuni manifestanti hanno gridato slogan pro Gaza e contro la polizia. Duri scontri a Lione, dove i manifestanti hanno lanciato fuochi d’artificio contro la polizia che ha risposto con gas lacrimogeni. La Procura di Orléans ha inoltre aperto un’indagine per i reati di «apologia del terrorismo» dopo che giovedì alcuni studenti hanno intonato, all’interno del liceo François-Villon di Beaugency, un brano rap che fa riferimento ai terroristi islamisti Mohamed Merah e Salah Abdeslam.
Le reazioni della magistratura e delle istituzioni
E mentre gli studenti sfilavano, numerose attestazioni di sostegno (o di giustificazione) arrivavano da parte di varie esponenti politici, istituzionali e sindacali. Ad esempio, la Commissione nazionale dei diritti dell’uomo ha espresso «viva inquietudine» per l’ «uso sproporzionato della forza». La Conferenza generale dei procuratori generali (Cgpg) ha risposto al Sindacato della magistratura, che il 2 ottobre aveva criticato il governo e scritto in una nota: «Smettiamo di reprimere i giovani per farli tacere». Anche la Cgpg ha pubblicato un testo con il quale ha disapprovato «i comunicati e i commenti […] in particolare il sindacato della magistratura, che getta discredito sulla giustizia […] pretendendo che i fermi e le misure di arresto» operate dalle forze dell’ordine, «non avrebbero fondamento legale o sarebbero animate da una volontà discriminatoria».
Lecornu apre al dialogo con gli studenti
Dal canto suo, il governo ha tentato di porgere ramoscelli d’ulivo agli studenti. Lecornu ha annunciato una sospensione dei corsi nel fine settimana per «un tempo di democrazia interna» e si è detto pronto a «correggere» ciò «che si può correggere», nel Parcoursup, la piattaforma usata dagli studenti alla fine delle superiori per scegliere i loro percorsi post maturità. Il primo ministro ha però anche detto che «non si può lasciare uno spazio di tolleranza alla violenza», inoltre ha lanciato parole pesanti contro il partito di estrema sinistra, La France Insoumise. Secondo Lecornu, Lfi ha il «progetto politico di bordéliser (scatenare il caos, ndr) il Paese» prima delle elezioni presidenziali del 2027.
Il ministero invita gli studenti alla consultazione
Il ministro dell’Educazione, Édouard Geffray, ha precisato che già dall’inizio della protesta «elementi ultraviolenti si sono infiltrati nei movimenti studenteschi». Inoltre, sul sito del ministero da lui guidato è stato pubblicato un invito rivolto ai liceali. «Il ministero dell’Educazione Nazionale aprirà, fino a venerdì 23 ottobre 2026, una consultazione nazionale sulla piattaforma Agora. […] Siete invitati a far conoscere le vostre difficoltà, le vostre attese e le vostre idee per migliorare il vostro percorso scolastico».
Macron riunisce i ministri all’Eliseo
La strategia del governo punta forse a resistere ancora pochi giorni, in attesa che la protesta si sgonfi. Certi fattori potrebbero limitare le proteste nei prossimi giorni. Come ad esempio, banalmente, la pioggia prevista per i prossimi giorni o le vacanze di Ognissanti. Intanto, ieri sera, il presidente Emmanuel Macron ha indetto una riunione straordinaria all’Eliseo con i ministri interessati.
Trump accusa immigrazione e islam
Ma sul tavolo di Macron è piombata anche la dura presa di posizione del presidente Usa, Donald Trump. Il leader americano ha scritto su Truth che «quello che sta succedendo in Francia non è nient’altro che un’immigrazione di massa fuori controllo. Non si tratta delle scuole, si tratta dell’islam che vuole impadronirsi di un Paese un tempo grande!». Un ulteriore fronte aperto nei rapporti mai facili tra la Francia macroniana e l’America trumpiana.
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