Disordini a Parigi, con scontri e danni durante le proteste
Disordini e devastazioni a Parigi durante le proteste che hanno colpito diverse città francesi (Ansa)

La Francia continua a bruciare e da ieri sera è entrato in vigore il coprifuoco, almeno in alcune città. Lille, Douai, Wattignies e Denain, nel Nord del Paese, Nizza, nel Sud, ma anche Lione e Parigi, dove il provvedimento sarà però parziale e localizzato. A Lione interesserà soltanto il centro, dalle 21 alle 6. A Parigi sarà invece quasi simbolico: dalle 23 alle 6, ma solo in alcune aree dei quartieri di République e Les Halles.

Misure che colpiscono tutti, soprattutto i cittadini perbene, anziché concentrarsi sui responsabili dei disordini. Il coprifuoco ricorda a tutti la triste epoca del Covid: il metodo è lo stesso, con restrizioni generalizzate per l’intera popolazione.

A Parigi e Lione, quindi, black bloc e maranza potranno continuare a devastare le città, ma non in determinati quartieri. In pratica, ogni sera, al tramonto, si dovrà temere una nuova notte di assalti e violenze, un po’ come nel film Io sono leggenda, con Will Smith. Insomma, i cittadini onesti dovranno restare barricati in casa, mentre maranza e black bloc potranno arrivare fin sotto il loro uscio, come hanno già fatto domenica sera a Parigi.

Macron delude ancora i francesi

In questo contesto, il presidente francese Emmanuel Macron è riuscito a scontentare ancora milioni di suoi concittadini, intervenendo in tv domenica sera. In molti si aspettavano annunci forti. E invece niente: Macron si è limitato a constatare quello che tutti avevano già constatato. Il Paese è seduto su una polveriera alimentata, secondo questa lettura, dal lassismo dello Stato, dall’immigrazione selvaggia e dal carovita.

Poche misure concrete sono arrivate dal premier Sébastien Lecornu, che ieri mattina ha attaccato «il movimento di estrema sinistra», accusandolo di voler «organizzare un profondo disordine […] nel Paese fino alle elezioni presidenziali». Il premier ha detto anche che esiste «un’intera rete di attori che potrebbero essere mobilitati per mettere in discussione persino la tempistica delle elezioni presidenziali e lo svolgimento delle elezioni stesse».

Nella notte tra domenica e lunedì, Laurent Nuñez, ministro dell’Interno, aveva presentato le dimissioni al presidente della Repubblica, che le ha però respinte. Lecornu ha annunciato lo sblocco di un «fondo di sostegno» ai negozianti. Nel frattempo, sulla piattaforma Leetchi erano già stati raccolti più di 125.000 euro.

Il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, ha dichiarato ieri sera al telegiornale di Tf1 che la Procura nazionale antiterrorismo potrebbe acquisire alcune delle inchieste aperte dopo le distruzioni.

Sindaci e imprese: «Atti premeditati e organizzati»

L’Associazione dei sindaci francesi (Amf) ha dichiarato che «questi gravissimi atti sono stati premeditati e i loro autori, siano essi estremisti politicizzati o vandali che prendono di mira le attività commerciali, sono pericolosi, organizzati, armati e determinati».

Il sindaco di Nizza, Éric Ciotti, ha parlato di «intifada francese». Per Patrick Martin, presidente del Medef, la Confindustria francese, «è davvero l’ora che il Paese sia ripreso in mano».

La Conferenza episcopale francese (Cef) ha espresso solidarietà alle vittime delle violenze, invitando i «credenti» a pregare per il dialogo e la pace. Ieri c’era ancora qualcuno incapace di condannare i casseur. La procuratrice di Parigi, Laure Beccuau, ha dichiarato a Tf1: «Non posso assolutamente confermare» che gli autori delle violenze a Parigi siano «persone politicizzate di estrema sinistra».

Case e negozi nel mirino: cresce la paura

In attesa di risposte concrete, tanti cittadini francesi si sono resi conto di dover iniziare a pensare a come proteggere le proprie case e le proprie famiglie dai predoni. Il noto avvocato Thibault de Montbrial ha spiegato su X come invocare la legittima difesa per «difendere il proprio domicilio».

Sui siti specializzati nella vendita di prodotti di seconda mano, invece, sono apparsi centinaia di annunci con oggetti rubati dai negozi. L’esecutivo riunirà i gestori delle piattaforme perché cancellino gli annunci relativi a merce rubata.

Il caos francese preoccupa anche all’estero. I governi di Cina e Germania hanno invitato alla prudenza i propri connazionali presenti Oltralpe.

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