Francesco tende la mano a Becciu e lascia nel limbo il prelato decaduto
  • Con un incontro a sorpresa a pochi giorni dallo scandalo, il Papa mostra il suo lato «misericordioso» L’ex prefetto resta così sospeso tra la pace e il compromesso. In attesa di chiarire il ruolo nel caso Pell
  • L’intelligence riporta a casa dal Mali padre Pierluigi Maccalli e Nicola Chiacchio, rapiti dai jihadisti. Giuseppe Conte e Luigi Di Maio fanno la sfilata. E Cecilia Marogna prova a prendersi il merito

Lo speciale contiene due articoli

Dopo la defenestrazione il Papa riammette il cardinale Angelo Becciu a colloquio. La notizia trapelata ieri dal quotidiano La Stampa viene confermata anche alla Verità: giovedì il prelato di Pattada è stato ricevuto a Santa Marta da Francesco per un incontro riservato, un’udienza ovviamente non tabellata.

Le cronache della Stampa parlano di un Papa stupito e colpito da un atteggiamento «umilissimo» da parte di Becciu, che appare così come il penitente accorato che cerca di spiegare la sua situazione. Talmente colpito il Papa da non voler «infierire», riporta un monsignore al quotidiano torinese, «lasciandogli l’appartamento e lo stipendio». La ricostruzione mostra quindi un Francesco pastore che si china sulla pecorella sofferente, sebbene appaia inusuale che un monarca che ha appena cacciato un suo luogotenente proceda a riaccreditarlo con questa rapidità.

Le accuse ricevute dal Papa per il modo spiccio con cui ha fatto fuori il fidatissimo Becciu erano state sollevate da molti, anche la stretta cerchia del Pontefice ha cominciato a sussurrarlo. «Il Papa, nonostante i suoi poteri, non è un giudice né un tribunale», aveva scritto a caldo Louis Badilla nel blog paravaticano Il Sismografo. Il grande silenzio dei media ufficiali vaticani in tutta la faccenda Becciu è un indizio importante dell’imbarazzo strisciante tra le sacre stanze, e forse la «fuga» di notizie alla Stampa sul nuovo colloquio non è casuale. Far sapere, seppure indirettamente, dell’udienza privata concessa potrebbe essere proprio una comunicazione orientata per riavvicinare l’immagine del Pontefice a quella del pastore e non del duro monarca. Peraltro, proprio alla Stampa lavorava l’attuale direttore dei media vaticani Andrea Tornielli, prima di essere chiamato in Vaticano.

Anche perché non è dato sapere cosa si siano detti il Papa e Becciu. Avranno parlato esclusivamente del ruolo del cardinale nell’Ordine di Malta? Ruolo che gli fu affidato proprio da Francesco dopo un altro defenestramento papale del cardinale statunitense Raymond Burke, in seguito alla tempesta che attraversò l’ordine cavalleresco dal dicembre 2016. È difficile che un colloquio tra i due possa essersi fermato qui. È troppa la carne al fuoco e c’è da pensare che il pastore sardo abbia riproposto la sua totale estraneità ai fatti, come ha già più volte fatto sapere anche tramite i suoi legali. Sono però tanti gli elementi emersi tra i due colloqui circa la posizione di Becciu.

C’è la perigliosa accusa che riguarda il possibile utilizzo di un bonifico di 700.000 euro diretto verso l’Australia con il placet di Becciu e che in parte sarebbe servito per orientare il processo contro il cardinale George Pell, già super segretario per l’economia vaticana e in attrito con lo stesso Becciu. Il porporato defenestrato ha però rimandato al mittente ogni accusa in questo senso, anche se Pell, che in questi giorni è a Roma, abbia più volte fatto intendere che le accuse e il processo nei suoi confronti avevano «cannoni australiani, ma munizioni romane». Sarebbe interessante, a questo proposito, che Francesco incontrasse anche Pell, almeno per una vicinanza paterna rispetto a un cardinale che avrebbe anche lui qualche cosa di dire e da raccontare.

Oppure, altra cosa emersa in questi giorni, Becciu avrà spiegato al Papa tutti i dubbi che potevano essere sorti in seguito alle notizie sollevate proprio dalla Verità circa i legami con la consulente Cecilia Marogna. L’esperta di questioni diplomatiche e geopolitiche che con i denari ricevuti per le sue consulenze e missioni per conto della segreteria di Stato avrebbe fatto anche shopping a vario titolo.

Poi ci sono tutti i casi di possibili malversazioni sui fondi che Becciu aveva in gestione nel suo periodo a capo degli Affari generali della segreteria di Stato. A parte le accuse sui soldi a parenti, ci sono le notizie che circolano su investimenti in credit default swap, passaggi in banche svizzere e maltesi indagate per corruzione, finanza creativa che al Papa non dovrebbe piacere molto, visto cosa ha scritto nella sua ultima enciclica, Fratelli tutti: «La speculazione finanziaria con il guadagno facile come scopo fondamentale continua a fare strage».

In attesa di sapere come andranno avanti le indagini e se il cardinale Becciu verrà processato per valutare le sue eventuali responsabilità, il defenestramento resta. E il racconto del Papa che accoglie Becciu potrebbe essere il tentativo di mostrare il volto misericordioso di Francesco, soprattutto ad usum del cerchio magico del Pontefice che mostra segni di sofferenza di fronte al suo decisionismo. Al momento però la sentenza di Bergoglio nei confronti dell’ex fidatissimo cardinale resta invariata.

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