Al grido di «stop the boats», «fermate le barche», è esplosa ieri una nuova protesta che testimonia l’esasperazione di molti cittadini britannici per l’immigrazione clandestina. In mattinata, centinaia di dimostranti hanno compiuto un blitz, vestiti di nero e incappucciati, al porto di Dover, nel Kent, dove arrivano i traghetti provenienti dalla Francia.
Dover, blitz dei manifestanti anti-immigrazione: porto paralizzato per 6,4 chilometri
I manifestanti hanno bloccato le vie di entrata e uscita al terminal dei traghetti, causando fra i veicoli che affluivano nella zona una coda di 6,4 chilometri e ritardi di almeno 45 minuti sugli imbarchi. Secondo la società P&O Ferries, che opera sulla linea fra Dover e il porto francese di Calais, «i traghetti sono in orario, ma ai passeggeri che hanno perso la corsa sarà offerta la prima traversata disponibile».
«Stop the boats»: centinaia di uomini incappucciati bloccano il porto, nessun arresto
L’operazione sarebbe stata pianificata con cura quasi paramilitare, stando al consigliere Chris Vinson, capogruppo dell’opposizione conservatrice nel Consiglio distrettuale di Dover: «Durante la notte diverse centinaia di uomini mascherati, vestiti di nero e con passamontagna, apparentemente coordinati, hanno preso posto all’interno di furgoni noleggiati per poi occupare le strade che portano da e verso Dover, con l’obiettivo di bloccarle.
Ci sono riusciti, paralizzando completamente la città. Molte persone sono bloccate in auto o sul posto di lavoro». Non si sono registrate violenze, mentre l’azione è stata rivendicata su X da Tommy Robinson, che insieme a Danny Tommo guida il movimento anti immigrazione Patriot Platform, formatosi lo scorso giugno: «Centinaia di uomini britannici, vestiti di nero e con il passamontagna, hanno occupato le strade di Dover per protestare contro l’invasione del nostro Paese da parte di uomini illegali in età da combattimento, che non hanno alcun diritto di trovarsi qui».
È intervenuta la polizia del Kent, che attorno alle 11.30 ha scortato il gruppo di dimostranti fuori dal porto fino alla stazione ferroviaria di Dover Priory. Secondo la polizia del Kent: «Entro mezzogiorno tutti i manifestanti si sono dispersi e non sono stati effettuati arresti». In breve tempo è stata ripristinata la regolare navigazione nella Manica.
Protesta senza arresti, ma è scontro con il governo laburista: «Idioti che creano disordini»
Il blitz è stato criticato in primis dal governo laburista britannico, pur rammentando che «il diritto alla protesta è fondamentale in democrazia». Il governo ha ribattuto come, in virtù dei recenti accordi con la Francia, il flusso di migranti attraverso la Manica sia calato del 40% rispetto allo scorso anno. In particolare, il deputato laburista Mike Tapp, rappresentante di Dover al Parlamento di Londra, ha parlato di «idioti che vengono a Dover per creare disordini», invitandoli a «godersi il fine settimana o trovarsi un lavoro».
Ma l’emergenza immigrazione in Gran Bretagna resta fra i temi più sentiti dalla popolazione autoctona, che si sente sempre più espropriata nel proprio territorio, come testimoniano le crescenti proteste in varie città. In particolare, i fatti di Dover sono stati ampiamente commentati da esponenti del partito Reform Uk di Nigel Farage, proprio ieri riunito a congresso a Birmingham.
Il movimento del fautore della Brexit, che punta a un prossimo successo elettorale, pur condannandone i modi inquietanti, con dispiegamento di militanti mascherati, ha nella sostanza condiviso i moventi dietro al gesto. Già Paul King, consigliere di Reform Uk per Dover West, ha dichiarato fin dalle prime ore: «Non approviamo che le proteste causino disordini pubblici. Tuttavia, questo è un esempio lampante di ciò che accade quotidianamente con l’arrivo dei barconi».
Farage condanna il blitz ma rilancia la sfida sui migranti: «Fermare le barche in 100 giorni»
Farage ha criticato le violazioni dell’ordine pubblico: «Non si dovrebbe permettere di indossare maschere o passamontagna e scendere in piazza a protestare nel nostro Paese. È sbagliato sotto ogni punto di vista. Quindi deploro ciò che sta accadendo oggi a Dover». Ma, forte dell’accordo col presidente del Front national francese, Jordan Bardella, ha precisato: «Abbiamo firmato un Memorandum of understanding per fermare le barche in 100 giorni.
Reform Uk punta alle elezioni: «Senza di noi la Gran Bretagna rischia un declino irreversibile»
Solo noi abbiamo il coraggio e la convinzione di fermare questo commercio mortale che sta avvenendo nel canale della Manica». Perciò ha chiamato alla mobilitazione per una vittoria elettorale di Reform Uk, senza la quale la Gran Bretagna «rischia un declino irreversibile».
Come riferito dal Guardian, ha detto: «Voglio che vinciamo le prossime elezioni, perché credo di poter guidare il Paese verso quel cambiamento di rotta fondamentale di cui ha bisogno. Se non cogliamo questa opportunità, beh, potrebbe essere la nostra ultima possibilità di risollevare il Paese prima di avviarci verso un declino terribile e, francamente, irreversibile».
Proprio durante il congresso di ieri, Farage ha annunciato che il suo partito darà supporto legale a Ryan Bridge, cofondatore del movimento anti immigrazione Raise the Colours, legata all’esposizione delle bandiere tradizionali britanniche come segno di identità nazionale in risposta ai bandi di amministrazioni locali che vi vedono un segnale discriminatorio nei confronti degli immigrati. «La tua campagna ha risvegliato gran parte di questo Paese», ha detto il leader di Reform Uk a Bridge, presente al congresso di Birmingham.
L’esponente di Raise the Colours è tra i 10 attivisti a cui è stato vietato l’ingresso in Francia quest’anno, dopo che aveva partecipato a manifestazioni contro gli sbarchi di clandestini. Gli è stata comminata, come ad altri sei attivisti, una richiesta di ingiunzione dal consiglio comunale di Birmingham all’Alta Corte per impedire a Raise the Colours di issare bandiere in città. La prima udienza si terrà martedì.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >