- Le sfilate milanesi che hanno chiuso la settimana della moda confermano la tendenza. Armani e Prada reinventano la giacca.
- Marco Baldassari, fondatore di Eleventy Uomo: «La nostra peculiarità è trovare l’equilibrio tra alta sartoria e capi casual».
- Carlo Capasa rieletto presidente della Camera della moda fino al 2020: «Sostenibilità fondamentale per il successo dell’Italia».
Lo speciale contiene tre articoli
La settimana della moda maschile ha sancito il ritorno del maschio. Una tendenza che si è espressa su tutte le passerelle, senza dimenticare il tocco di originalità.
Giorgio Armani ha fatto sfilare la sua collezione con tanto di giovani prestanti che si sono esibiti a torso nudo. «Ci sono più forme di eleganza così come ci sono più aspetti di uomo», ha spiegato lo stilista. «Oggi l’eleganza è un insieme di cose, un modo di vestire che tiene conto del mondo che è cambiato che però alla fine vuol far vedere, su una pedana o nella vita, un uomo».
Non c’è dubbio che l’eleganza maschile sia in continua evoluzione e Armani procede con piccoli tocchi proponendo soluzioni contemporanee. Re Giorgio ha puntato sul doppiopetto facendone il protagonista della collezione: «Di solito viene portato per le occasioni formali, ma ho voluto far vedere che un doppiopetto può prendere il posto di un capo sportivo come il giubbotto portato con bermuda di seta stampata per il mare. Ho adattato questa forma alle varie occasioni, non solo riservandolo a un modo di vestire formale. È qualcosa di più spiritoso, di più portabile, più accessibile per tutti. Guardando i ragazzi mi sembravano degli operai che mettono una giacca vecchia perché si sentono più vestiti, in effetti l’aspetto è quello più trasandato, casual, molto anacronistico. Ho recuperato il jeans, facendogli perdere l’aria da povero ma dandogliene una sofisticatissima, giacca, camicia pantalone; l’insieme dà un tocco elegante nonostante si tratti di un prodotto molto adattato al genere sport, informale».
Quantità non indifferente di cappelli. «È di un tipo un po’ particolare che ricorda quelli dei gaucho e anche alcuni pantaloni sono molto rigidi, di vecchio fustagno, tessuto maschile che può affrontare le intemperie». T- shirt e shopping con la scritta «Giorgio»: «Siccome mi chiamano signor Armani, mettere Giorgio, alla mia età, è dare più confidenza alle persone». E cambio di logo. «L’avevo da tempo nel cassetto e l’ho recuperato e poi non assomiglia a nessun altro».
Altro concetto d’eleganza da Prada. Short e giacca, camicia e dolcevita, polo e pantaloni asciutti: tanti pezzi semplici per la nuova eleganza. È l’ultima ossessione creativa portata in passerella da Miuccia Prada con la collezione uomo per la prossima estate. «In questa mia ricerca volta a trovare una nuova eleganza giovane», racconta la stilista, «ho esplorato varie possibilità, pensando a pezzi da interpretare insieme in modo più elegante o sportivo, puntando sull’idea di libertà». Ecco così tanti pezzi diversi seri o divertenti mescolati insieme per riuscire a definire un’eleganza contemporanea, ma sempre una forma di eleganza.
Rocco Iannone, direttore creativo di Pal Zileri, esce totalmente dagli schemi del marchio vicentino che fin dal 1980 (anno di fondazione) si è fatto conoscere nel mondo per una moda maschile formale e classica. Oggi la svolta. «La vanità», spiega Iannone, «è un carattere che in natura distingue sempre il maschio. Su questo tema ho costruito il secondo capitolo del mio racconto per Pal Zileri, galleria di ritratti maschili visti attraverso il filtro delle virtù che guidano sia l’essere che l’apparire».
Tradotto in abiti, la collezione è di notevole modernità e guarda a un cliente nuovo in continua evoluzione. «È un movimento orchestrato di superfici, trame, motivi e materie. Somma la lucentezza della seta alla porosità del lino, i disegni floreali ai madras prodotti da disegni originali dell’Ottocento. Racconta una evoluzione cromatica che parte dai toni caldi della terra e delle spezie per espandersi in una escalation di verdi e azzurri come riflessi della vegetazione sull’acqua. Le silhouette morbide sono accentuate dagli accessori, in una logica di continua composizione e ricomposizione. Il clash di elementi disegna una stratificazione che privilegia il melting pot come unità di misura. Il tutto, disciplinato dal mio punto di vista. Amo partire dal plurale per raggiungere sintesi e chiarezza, senza rinunciare alla forza cangiante della molteplicità. Come in un profumo, nel quale la nota dominante siede su una armonia di innumerevoli ingredienti».
Daks rappresenta invece l’essenza più esclusiva dell’eleganza inglese. L’ispirazione parte dai sontuosi giardini britannici e, così, dall’animo di Filippo Scuffi, direttore creativo, nasce una collezione molto ricca di colori vivaci che ci accompagna in un’atmosfera primaverile ed estiva. Dal giallo limone al verde bosco, dall’arancione al rosa, passando per punti di light blue e il verde acqua, con gli immancabili bianco e nero.
Importanti le stampe tra cui l’anniversary check, uno speciale quadro appositamente progettato da Daks per celebrare i 125 anni del brand. Presentato in diverse varianti colore, il pattern viene stampato su capi in chiffon, georgette e cotone nonché realizzato in jacquard sulla maglieria.
Capo iconico della nuova collezione firmata Allegri si riconferma l’impermeabile, ma la novità è il progetto «La linea del viaggio»: sei modelli packable che dall’impermeabile al gilet offrono una proposta outerwear completa, dedicata all’uomo che ha trasformato il viaggio in uno stile di vita.
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