Addio Italia, le Fiat si produrranno in Serbia
Fiat 500 (Stellantis)
Entro il 2030 perderemo anche il primato di vetture dello storico brand assemblate in patria: ne verranno create di più nel sito di Kragujevac e in Turchia. Nel primo trimestre 2024 i veicoli Stellantis realizzati da noi sono diminuiti del 10% rispetto al 2023.

Del lento e graduale distacco di Stellantis dall’Italia è stato detto tutto o quasi. L’attenzione invece si è focalizzata meno su un altro binomio che sembrava inscindibile, quello di Torino, Pomigliano e Melfi con il marchio Fiat. Senza andare troppo indietro negli anni, basta tornare al 2019 per ricordare che la produzione Fiat in Italia si attestava al 43% del totale: cioè, si realizzavano negli stabilimenti di casa nostra circa 300.000 vetture su un totale di 670.000, con Turchia, Polonia e Serbia che producevano rispettivamente il 22%, il 30% e il 5% dei volumi del brand. Altri dati, quelli del 2022. Pur riducendosi il numero di veicoli, in patria veniva assemblato il 48% delle 510.000 unità complessive.

Un trend che però è destinato a fermarsi. In futuro, infatti, le nuove strategie di Stellantis cambieranno radicalmente anche questa dinamica. I dati che Transport&Environment ha acquisito dalla società di consulenza GlobalData dicono che nel 2030 la maggior parte delle auto a marchio Fiat saranno assemblate in Serbia (34%), in Turchia verrà realizzato il 25% delle nuove vetture, seguita da Polonia (15%) e Algeria (4%). E in Italia? La produzione è stimata al 22%, poco al di sotto delle 120.000 unità. E poggia solo sul modello della 500 elettrica prodotta a Mirafiori. Gli stabilimenti storici del brand Fiat saranno, infatti, destinati ad altri marchi del gruppo.

Spicca la crescita della produzione in Serbia: rispetto alle poche decine di migliaia di veicoli prodotti oggi, infatti, nel periodo 2024-2030, nella Repubblica balcanica dovrebbero essere assemblate oltre 1.150.000 auto. «La produzione serba», si legge nel rapporto “Quale futuro per Fiat e per l’automotive italiana?”, «attualmente basata sulla 500L, crescerà specialmente grazie ai vari allestimenti e motorizzazioni della Panda. In particolare, la localizzazione nel polo produttivo di Kragujevac della nuova versione elettrica del modello iconico Fiat, dovrebbe portare all’assemblaggio di oltre 750.000 unità nel periodo 2024-2030».

Insomma, la storia si ripete. Dopo quello che è successo alla 500 in Polonia (Tychy) o alla Tipo in Turchia (Bursa), avremmo l’ennesimo caso di trasferimento all’estero di uno dei modelli di maggior successo del marchio ex italiano. «La Panda», continua l’analisi curata da Carlo Tritto, «la cui versione endotermica è realizzata ancora oggi a Pomigliano d’Arco, è stata lo scorso anno l’auto più prodotta (e più venduta) in Italia con circa 133.000 veicoli assemblati».

Si tratta dell’ennesimo grave errore strategico? Di sicuro, come emerge nello studio, il paradigma produttivo storico della Fiat – auto piccole, sobrie, leggere, poco costose e con consumi ridotti – non certo adesso, ma tra qualche anno potrebbe tornare di moda anche con l’elettrico. Certo servirà un migliore dimensionamento delle batterie, bisognerà lavorare sull’autonomia e sui costi, ma in molti credono che questa possa essere una strada percorribile. Se perdessimo completamente questo know how nei prossimi anni, spostando le produzioni nel resto d’Europa, potremmo presto pentircene.

E del resto basta guardare gli ultimi numeri per capire la direzione che Stellantis sta prendendo.

Nei primi tre mesi del 2024 la produzione di autovetture e furgoni nelle fabbriche italiane di Stellantis è calata del 9,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedenti. Si tratta dei dati della Fim-Cisl che evidenziano come per raggiungere l’obiettivo di arrivare a un milione di vetture entro la fine del decennio sarebbe necessaria una crescita della produzione del 25% rispetto all’anno scorso: nello specifici, tra gennaio, febbraio e marzo sono state realizzati 170.415 veicoli contro i 188.910 del 2023. Certo manca l’effetto incentivi annunciati per maggio. Ma quanto potrebbero incidere? «Siamo fiduciosi», sottolinea il segretario Ferdinando Uliano, «che questa previsione possa migliorare nel corso dell’anno. Stellantis stima che gli incentivi potrebbero aggiungere 20.000 unità della 500 elettrica».

Fatto sta che i dati del primo trimestre allontanano ulteriormente Stellantis dall’obiettivo di un milione di auto realizzate in Italia.

La produzione del primo trimestre, per esempio, è scesa del 51% a Mirafiori per i ritardi nell’avvio del nuovo sistema di incentivi all’acquisto e al rallentamento della domanda globale di veicoli completamente elettrici, secondo il sindacato. Mentre gli stabilimenti di Melfi e Cassino subiscono l’attesa verso la transizione sulle due nuove piattaforme «Stla Medium» e «Stla Large» previste a partire dalla fine 2024 e dalla prima metà 2025.

Se l’andamento riscontrato nel primo trimestre 2024 venisse confermato nei prossimi mesi e gli incentivi non dovessero invertire la tendenza, la produzione complessiva, con i veicoli commerciali, si attesterà poco sopra le 630.000 unità, ben al di sotto delle 751.000 del 2023.

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