A Racale, nel Salento, le calze si fanno dal 1982. Per decenni il Calzificio Chiara ha lavorato soprattutto per conto terzi, mettendo le proprie competenze al servizio di altri marchi. Alla fine del 2022, però, da questa realtà è nato qualcosa di diverso: un brand proprietario, Nobile, fondato da Davide Eramo e Alberto Ghianni con l’obiettivo di portare la manifattura pugliese direttamente sui mercati internazionali attraverso il digitale.
L’idea dei due fondatori, entrambi con esperienza nel marketing digitale e nell’e-commerce, è partita da una ricerca sul prodotto. «Dopo aver passato mesi a testare il prodotto ideale con ricerche di mercato», spiegano, l’obiettivo era rispondere alla domanda di calze da uomo con alcune caratteristiche precise: filati di qualità, lavorazione artigianale, prezzi accessibili e design adatti sia agli outfit formali sia a quelli casual.
La produzione è rimasta in Puglia e coinvolge una ventina di maestranze specializzate del Calzificio Chiara. È qui che la tradizione della calzetteria viene applicata alle collezioni Nobile, con un’attenzione particolare all’ergonomia, allo stile e alla durata del prodotto.
Dal cotone egiziano al cashmere della Mongolia
Una parte centrale del progetto riguarda la scelta dei materiali. Nobile punta su una filiera che, secondo l’azienda, deve essere il più possibile trasparente, selezionando filati provenienti da diverse parti del mondo e lavorati successivamente in Italia.
Tra quelli utilizzati ci sono cotoni egiziani raccolti a mano, Filoscozia, cashmere della Mongolia, seta di gelso e cotone biologico. «Utilizziamo solo i filati migliori», spiega Davide Eramo, amministratore delegato di Nobile. Il marchio sottolinea inoltre che i filati sono accompagnati dalle relative certificazioni: i documenti sull’origine dei tessuti vengono inseriti direttamente nelle confezioni spedite ai clienti.
La ricerca sui materiali si accompagna al recupero di tecniche tradizionali della calzetteria. Tra queste c’è la lavorazione chiffon, che permette di ottenere una calza particolarmente sottile. Una cura del prodotto che, racconta l’azienda, ha portato anche una parte della clientela femminile ad acquistare le collezioni maschili, alla ricerca di determinate caratteristiche di vestibilità e qualità dei tessuti.
Oltre 200 mila paia vendute
Il principale canale di crescita è stato finora l’e-commerce. In poco più di tre anni di attività, Nobile dichiara di aver venduto oltre 200.000 paia di calze, raggiungendo una community di più di 20 mila clienti.
La dimensione internazionale è già rilevante: meno della metà dei clienti è italiana e oltre il 50 per cento del fatturato viene realizzato fuori dai confini nazionali. Tra i mercati in cui il marchio è presente figurano Stati Uniti, Germania, Australia e diversi Paesi asiatici.
«In quasi quattro anni, solamente online, abbiamo venduto più di 200.000 paia di calze in tutto il mondo», dice Eramo.
Anche il fatturato racconta una crescita rapida. Nel 2023, primo anno completo di attività, Nobile ha chiuso con 540.000 euro di ricavi. Nel 2024 il dato è salito a 930.000 euro, mentre nel 2025 ha superato quota 1,3 milioni di euro. Per il 2026 l’obiettivo indicato dai fondatori è compreso tra 2,5 e 3 milioni di euro.
«Il business è cresciuto molto velocemente», spiegano Eramo e Ghianni. In Italia, secondo i dati forniti dall’azienda, la crescita annua si aggira attorno al 60 per cento, mentre sui mercati esteri varia tra il 20 e il 40 per cento.
Ora la sfida dei negozi
Dietro al progetto c’è oggi un team interno di circa dieci specialisti del digitale. Il prossimo passo indicato dai fondatori è però quello di uscire, almeno in parte, dalla dimensione esclusivamente online.
Finora la presenza nei negozi è stata sporadica. L’obiettivo per quest’anno è ampliare la distribuzione attraverso boutique e negozi fisici di fascia alta, senza modificare il principio sul quale il marchio ha costruito la propria identità: la produzione delle calze resterà in Italia.
«Vorremmo ampliare il nostro target e contiamo quest’anno di intensificare la vendita delle calze Nobile anche al di fuori dell’e-commerce, mantenendo sempre la produzione in Italia», concludono Alberto Ghianni e Davide Eramo.