Italian Sea Group presenta il nuovo 50 metri made in Italy. Concentrato di lusso e design, il quattro ponti regala spazi paragonabili a scafi di dimensioni superiori.
The Italian Sea Group ha consegnato la prima unità della nuova linea semi-custom Admiral «Panorama 50», superyacht di 50 metri che farà il suo debutto ufficiale al Monaco Yacht Show 2026.
Con una lunghezza di 50 metri, un baglio massimo di 8,9 metri e una stazza lorda di 499 GT, l’imbarcazione nasce su una piattaforma semi-custom con scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio. Il progetto porta la firma di Piredda & Partners, sviluppato in collaborazione con Admiral Centro Stile, mentre Smart Yachts ha seguito il rapporto con l’armatore durante tutte le fasi della realizzazione.
Sviluppato su quattro ponti, Admiral Panorama 50 può ospitare fino a dodici persone in sei cabine. Sul ponte principale trova spazio la suite armatoriale, dotata di accesso diretto ed esclusivo all’area di prua e collegata a una lounge privata con ufficio. Completano il ponte il salone principale e quattro cabine dedicate agli ospiti.
Una delle peculiarità progettuali è rappresentata dal ponte inferiore, dove un lungo corridoio attraversa la sala macchine e conduce alle due cabine ospiti di poppa. Una soluzione generalmente riservata a yacht di dimensioni superiori, che ha consentito di ottimizzare gli spazi disponibili. Tra gli elementi distintivi figurano anche la scala ospiti autoportante, concepita come elemento architettonico oltre che strutturale per favorire continuità visiva tra i ponti, e le falchette abbattibili nella zona esterna di poppa del ponte principale, che ampliano la superficie esterna creando una maggiore continuità tra gli ambienti di bordo e il mare.
«La consegna del primo Admiral Panorama 50 segna un’ulteriore evoluzione del segmento semi-custom», ha dichiarato Gianmaria Costantino, Chief Commercial Officer di The Italian Sea Group. «Con questa linea, Admiral interpreta le aspettative dell’armatore contemporaneo attraverso uno yacht che unisce efficienza produttiva, affidabilità ingegneristica e i più alti codici del design italiano».