La sardina riparte dalla mortadella
Il desaparecido capo del movimento estinto, Mattia Sartori, fa la comparsa gourmet in una serie Usa sulla gastronomia emiliana. Sui social si scatenano sarcasmo e ironia

Sic transit gloria mundi: da aspirante leader rivoluzionario a comparsa televisiva, da imprescindibile punto di svolta della politica italiana a assaggiatore di mortadelle. È il curioso destino del caposardina Mattia Santori, da mesi politicamente desaparecido e ora riapparso in una veste che ha suscitato curiosità e ilarità in rete.

Si ricorderà che esattamente un anno fa, di questi tempi, non c’era talk-show e non c’era giornalone che non ragionassero sulle sardine come spartiacque decisivo della sinistra, una specie di passaggio da avanti Cristo a dopo Cristo: «La sinistra riparta dalle sardine», era il mantra.

Ecco, dodici mesi dopo, il lungo oblio è stato interrotto da una performance decisamente non memorabile.

Riassunto delle puntate precedenti: l’attore e regista americano Stanley Tucci (di chiare origini italiane: il nonno era della provincia di Cosenza, la nonna di quella di Vibo Valentia) cura per la Cnn una serie intitolata Searching for Italy, andando in giro per lo Stivale a conoscere e far conoscere l’enogastronomia italiana. E fin qui tutto bene.

Ma nella puntata dedicata all’Emilia Romagna, chi spunta al fianco di Tucci? Elementare, Watson: il sardina in chief, che pronuncia un «so simple, so good» (“così semplice, così buona”) prima di azzannare un panino con la mortadella. L’americano è in estasi, evoca il paradiso, mormora che il salume è «setoso, sa di aglio, è dolce», e conclude (ma guarda…) che la simil-mortadella americana, detta Baloney, «non ha questo sapore». Santori a questo punto offre un altro contributo decisivo, concludendo: «I love it». Roba da far invidia all’inglese di Matteo Renzi, par di capire.

Sui social, all’apparire del clippino della Cnn, gli utenti italiani si sono scatenati, spiegando all’ignaro pubblico Usa il background di Santori. Ma è stato lo sbalordimento a prevalere: «Ma è il frontman delle Sardine?», «Dovreste scegliere meglio i vostri attori», «Le sardine dovrebbero restare in scatola», «Giusto questo poteva fare…», «Che bella fine le sardine», e via tra risate e più di qualche insulto francamente irripetibile.

Fino alle inevitabili menzioni della frase più attorcigliata e in odor di gaffe di Santori: «Ma lei, se a un bambino autistico gli passa una palla da basket e questo ritrae le mani, come riesce a passargli la palla e a fare in modo che questo la raccolga con le mani che non sa usare?».

Attenzione, però: la risposta più gettonata chiama in causa La Verità. Diversi utenti hanno infatti twittato in risposta alla Cnn la celebre prima pagina del nostro giornale in cui si leggeva: «C’è Mortadella Dietro Le Sardine», evocando l’impegno (ci mancherebbe, assolutamente legittimo, è perfino ovvio ribadirlo) di Santori nella redazione di una rivista diretta dall’ex ministro Alberto Clò e di cui Romano Prodi è garante.

Insomma: La Verità aveva visto giusto evocando il celebre salume emiliano. E un twittatore impertinente ha chiosato in modo definitivo: «Dal mortadella alla mortadella è un attimo».

Da non perdere

Pier Silvio loda Meloni e apre a Vannacci
Politica e affari

Pier Silvio loda Meloni e apre a Vannacci

Alla presentazione dei palinsesti Mediaset, Berlusconi jr rinnova stima e solidarietà al premier dopo gli attacchi di Trump. Ma dribbla Marina sulla possibile convergenza tra centrodestra e generale: «Un bravo comunicatore, vedremo il programma»

Unicredit va oltre le attese su Commerz
Politica e affari

Unicredit va oltre le attese su Commerz

Chiusa l’Ops di Orcel sulla banca tedesca con adesioni al 17,6%: potenzialmente, il gruppo di Piazza Gae Aulenti controlla il 49,65% del capitale. I consiglieri dell’istituto teutonico sono «disponibili a un dialogo costruttivo» e chiedono una «soluzione concordata».

Affari con Tether, il Pd non si fida di Calabresi
Uncategorized

Affari con Tether, il Pd non si fida di Calabresi

Dem spaccati sul candidato sindaco di Milano: la segreteria tifa per Majorino, il partito regionale vuole Sciuto o Ambrosoli, quello cittadino spinge per il giornalista. I cui intrecci col colosso delle criptovalute lasciano molti perplessi. Si deciderà alle primarie