«Sánchez attacca gli italiani, Bruxelles deve intervenire»
Il sottosegretario leghista Nicola Molteni: «Sospendendo Schengen noi non abbiamo messo nel mirino gli spagnoli. A Ceuta il rischio rimane: ci sono 1.500 minori non accompagnati».
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Il sottosegretario leghista Nicola Molteni: «Sospendendo Schengen noi non abbiamo messo nel mirino gli spagnoli. A Ceuta il rischio rimane: ci sono 1.500 minori non accompagnati».
L’inviato speciale di Donald Trump: «Ne vedremo delle belle. Alcune agenzie che collaborano con Sigfrido Ranucci sono finanziate dall’uomo d’affari. Su Gaza ho un progetto, costruire un parco di divertimenti con circo per i bimbi».
L’avvocato dei familiari delle vittime: «In cinque ore di audizione, l’ex premier non ha mai nominato chi è deceduto nella Bergamasca. Non c’è mai stato alcun confronto diretto con noi e, quando ho sollevato la questione, la sua reazione è stata l’ipotesi di una querela».
La deputata: «L’ex premier non risponde sulla gestione del Covid e i soldi buttati. Noi un plotone? No, ascoltiamo decine di persone».
Parla l’ex paladina delle lotte contro l’energia dell’atomo Rosa Filippini, che oggi ha mutato opinione: «Sono cambiate le condizioni. Le centrali atomiche hanno superato prove decisive, solare ed eolico sono un business».
Madrid: «Alcuni governi non all’altezza sugli irregolari». Il titolare del Viminale replica: «Critiche immotivate sui controlli alle frontiere, arrivi in forte calo con l’esecutivo Meloni».
Il cantautore: «Con Mogol e Avogadro non scrivevamo per un artista in particolare, ma per noi stessi. Questo mestiere non si improvvisa: bisogna studiare tutti i giorni. Battisti non lasciava nulla al caso».
Il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli: «Con tutto quel petrolio fermo ormai da 5 mesi, il prezzo del barile dovrebbe schizzare. Evidentemente i mercati si fidano di Trump».
L’europarlamentare leghista: «Prima va eseguita l’espulsione, solo dopo si consente il reclamo. Finché non sarà così, Schengen deve restare sospeso. Ceuta insegna che l’immigrazione è un’arma di pressione politica».
Il fondatore del M5s doveva aprire il Palazzo come una scatoletta di alluminio: ha fallito. Arruffapopolo e riciclatore di idee altrui, finì nel salottino di Fazio anche se lo aveva definito «stuoino del Pd». Ma sugli epiteti, il Cavaliere seppe rispondergli per le rime
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