Immaginate una serata in cui risentire 29 settembre, Bang bang, Un angelo blu, Tutta mia la città. Ma anche Che colpa abbiamo noi, C’è una strana espressione nei tuoi occhi, Bisogna saper perdere, È la pioggia che va. Eseguite in coppia dai due leader di quei gruppi che furono The Rokes e l’Equipe 84: in ordine rigorosamente alfabetico, Shel Shapiro e Maurizio Vandelli.
Hanno firmato un disco, Love and peace, che ha dato vita a un tour che in autunno ha fatto il pieno nei teatri d’Italia, e che per questo riprende a giorni (il 19 gennaio da La Spezia).Il loro primo incontro non fu in realtà tra i migliori. Esibendosi come gruppi nel mitico Piper di Roma, nel 1965, Vandelli propose a Shapiro di esibirsi insieme. «Non c’è nessuno che mi possa dire cosa devo o non devo fare», pare sia stata la replica in quel tipico italiano inglesizzato, di solito definito «alla Don Lurio». Acqua passata. Oggi in scena s’intendono alla meraviglia, anche se poi dietro le quinte battibeccano scherzosamente (o almeno così giurano entrambi) in continuazione.
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