Porto di Lavagna, il Consiglio di Stato sospende il subentro del fondo F2i
Porto di Lavagna
Decreto cautelare del Consiglio di Stato: stop provvisorio al subentro di F2i SGR nella concessione del Porto di Lavagna. Accolta l’istanza dell’Associazione Marina d’Europa presieduta da Roberto Formigoni. Decisione collegiale attesa il 12 marzo.

Stop temporaneo al subentro di F2i SGR nella gestione del Porto di Lavagna. Con un decreto cautelare monocratico firmato il 27 febbraio, il presidente della quinta sezione del Consiglio di Stato, Francesco Caringella, ha accolto in via provvisoria l’istanza presentata dall’Associazione Marina d’Europa e dall’utente Roberto D’Alesio nell’ambito del contenzioso sulla concessione del porto turistico ligure.

Il provvedimento riguarda il subentro nella concessione della società F2i SGR, contro cui è stato presentato appello dopo che il Tribunale amministrativo regionale della Liguria aveva respinto il ricorso in primo grado con una sentenza breve, sospende temporaneamente il passaggio della concessione e resterà in vigore fino alla camera di consiglio fissata per il 12 marzo 2026, quando il collegio dei giudici amministrativi dovrà decidere se confermare o meno la misura cautelare.

Nel decreto il giudice amministrativo rileva che, «alla luce dell’immediatezza e dell’intensità del pregiudizio dedotto», sussistono i presupposti per concedere una tutela provvisoria. La misura cautelare è stata quindi accordata «ai soli fini dell’inibizione del subentro», in attesa della decisione collegiale. A esprimere soddisfazione per il decreto è stata l’Associazione Marina d’Europa, presieduta dall’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni. In una nota l’associazione si dice «ottimista» sull’esito del giudizio e sostiene che le ragioni dei diportisti rappresentati possano essere riconosciute dal collegio del Consiglio di Stato nella camera di consiglio fissata per il 12 marzo.

Il caso sarà esaminato nel merito cautelare dal collegio del Consiglio di Stato nella camera di consiglio già fissata per il 12 marzo 2026, quando i giudici decideranno se confermare o meno la sospensione.

Da non perdere

Ranucci, il commando è pronto a vuotare il sacco
Inchieste

Ranucci, il commando è pronto a vuotare il sacco

Gli uomini che hanno piazzato l’ordigno a casa di Sigfrido si sentono traditi dai mandanti e dai clan: «Avevano promesso copertura economica e legale». E adesso vogliono fare altre rivelazioni. Spunta la soffiata per farli beccare: «Ecco chi è il deficiente».

Inchieste

Ranucci e il giallo del secondo mandante

Ne parla lo stesso Lavitola, intercettato mentre riferisce a un commensale i sospetti dei carabinieri: «Per loro la mente dell’attentato sono io ma non da solo: “È uno a fianco a lei”, mi hanno detto». Per il comitato etico Rai, danno reputazionale e ricadute pubblicitarie.