Piccole come loculi, brutte e illegali. Eppure vanno a ruba le «case alveare»
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Al costo di 200 euro al mese spopolano in Spagna, ma i 2,4 metri quadrati non sono a norma. In più è vietato fare sesso e cucinare.

Si rifanno agli hotel capsula giapponesi, ai «loculi nipponici» nei quartieri più cari e densamente popolati, alle microcase cinesi. Gli alloggi di soli 2,4 metri quadrati sono diventati un’alternativa anche in Spagna, Francia, prossimamente negli Stati Uniti. Vengono chiamati «pisos colmena», abitazioni alveare, li realizza la società catalana Haibu 4.0 (in giapponese il nome significa appunto alveare), paghi 200 euro al mese e devi imparare a far entrare tutto quello che ti serve in un guscio di stanza.

Le prime «celle» sono state realizzate due anni fa a Barcellona, poi a Ibiza, Maiorca, Bilbao, adesso a Madrid dove già si contano 55 microsistemazioni per 519 «ospiti», pubblicizzate come la miglior soluzione se vuoi vivere in una grande città spendendo poco. Nell’affitto sono incluse le spese per il consumo di acqua, luce, risaldamento, accesso a Internet e i costi condominiali. Le pulizie vengono effettuate ogni tre giorni negli spazi comuni, mentre a tenere in ordine i «loculi» deve provvedere il singolo inquilino.

Se hai problemi, un consulente è a disposizione 24 ore su 24 (anche per mandarti a quel paese). Sembravano un progetto destinato solo a cittadini con grandi difficoltà economiche, invece piacciono pure a persone che si portano a casa stipendi bassi e pensano a risparmiare «con comodità e intelligenza», fa sapere la start up, precisando che è un’alternativa all’ostello, più economica e discreta.

In realtà, di privacy ne hai ben poca. Ciascun alloggio di circa 200 metri quadrati accoglie una ventina di persone di età compresa tra i 25 e i 45 anni. Banditi cinquantenni e over 60. Condividi spazi comuni quali il soggiorno, l’angolo cucina (ma puoi solo riscaldare una pietanza, non farti due spaghetti o una bistecca), la zona televisione e la postazione computer con diversi posti a sedere.

Ogni quattro persone c’è un frigorifero, un microonde e un bagno con doccia, la sera accedi alla tua cella, alta e larga 120 centimetri, lunga due metri. Più spartana di un arredo basico Ikea, prevede un letto con sottostante vano oggetti, due mensole, un tavolo pieghevole a muro, una lampada, una cassetta di sicurezza, una presa multipla per collegare computer e tv. Le scarpe le appoggi su ripiani dedicati, prima di salire nel tuo alveare. Se sei in coppia, ci sono capsule doppie, ma sempre alte 120 centimetri, pagando 100 euro in più al mese.

Potrai abbracciare il partner per consolarti della sistemazione ma non fare sesso: gli amplessi sono rigorosamente proibiti dal regolamento interno «per non disturbare» i coinquilini. Insomma, vietati i piaceri della gola (non puoi cucinare) e della carne, no a gatti, cani e canarini ma a fine mese dovresti risparmiare almeno 500 euro, secondo i conteggi di Haibu 4.0 che sfida i divieti comunali non disponendo di alcuna licenza per affittare alloggi non conformi al regolamento in quanto troppo piccoli. Per riservare un alveare illegale si anticipa una mensilità, dopo aver dimostrato di risiedere in città da almeno 8 anni, avere uno stipendio mensile di più di 450 euro e una fedina penale pulita.

Non c’è spazio, almeno in teoria, per turisti o irregolari. Il Pp a Madrid ha detto che non concederà permessi, però in tutta la Spagna sono ormai 526 queste case alternative. A breve, dopo Parigi, altri alveari saranno costruiti a Los Angeles e a San Francisco. L’ideale, quando ci sono epidemie quali il coronavirus.

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