- Andrea Carletti usa l’enorme numero di (finti) abusi per giustificare i soldi ad Hansel e Gretel. Ma online si vantava della sua scelta.
- I Comuni si mobilitano per cambiare gli affidi. Approvate in tutta Italia delibere e mozioni per eliminare le storture. Luca Zaia approfondirà la storia della neonata di Padova portata in comunità per sospetti infondati.
Lo speciale comprende due articoli.
La difesa di Andrea Carletti, l’ex sindaco pd di Bibbiano finito nell’inchiesta «Angeli e demoni» della Procura di Reggio Emilia, sta raccogliendo elementi che rischiano di diventare un boomerang. Lo scorso gennaio Gaddomaria Grassi, direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl di Reggio Emilia, rilasciava questa testimonianza: «La psicoterapia è una delle attività tipiche del servizio di neuropsichiatria infantile. Tuttavia, con l’esplosione dei casi di abusi sessuali ai danni di minori che si sono verificati in particolare nel distretto della Val d’Enza, noi, poiché non potevamo garantire con il nostro personale le competenze specialistiche per la gestione psicoterapica dei minori abusati, come Asl rimborsavano ai Comuni della Val d’Enza il 50% delle spese di psicoterapia affidata al centro studi privato Hansel e Gretel».
Il verbale, come riporta la Gazzetta di Reggio, è stato utilizzato dall’avvocato Giovanni Tarquini nella memoria difensiva dell’ex sindaco di Bibbiano per chiederne la revoca degli arresti domiciliari. Una difesa a dir poco sconcertante, visto che secondo i pm gli affidi illeciti si basavano su relazioni false e a scopo di lucro, e si moltiplicavano casi inesistenti solo per togliere i bambini ai loro genitori dandoli ad amici e conoscenti.
Eppure l’avvocato pensa che possa reggere una linea difensiva che faccia passare come necessarie e inevitabili le consulenze offerte dal centro torinese di Claudio Foti, dove psicoterapeuti scelti senza gara erano retribuiti con tariffe che sarebbero state doppie rispetto alla media (135 euro l’ora, contro una media di mercato di 60-70 euro).
Proseguiva nella sua testimonianza il direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl: «Abbiamo deciso di formare il nostro personale (sei o otto psicologi) dell’intero dipartimento di Reggio Emilia, avvalendoci della collaborazione dello stesso centro studi Hansel e Gretel perché avevamo saputo che era uno dei centri maggiormente specializzati in materia». Ne era certo lo stesso Carletti, che in un video del 2017, ancora visibile su Twitter, sedeva accanto a Foti elogiando il lavoro degli operatori sociali del servizio minori: «Occorrono professionalità e competenza per affrontare al meglio un fenomeno così complesso», affermava l’allora primo cittadino, spiegando che il tema affidamento minori è un «impegno istituzionale e politico molto chiaro».
Incorniciato dai simboli del partito, parlava di un percorso di formazione condiviso assieme agli assistenti. I bambini potevano essere seguiti gratuitamente dall’Asl ma Carletti annunciava di aver scelto di rivolgersi «a livello nazionale a uno dei centri più professionali e competenti che è qui rappresentato dal dottor Foti. Il centro Hansel e Gretel di Torino è stato fondamentale perché in questi anni ci ha accompagnato, ci ha fatto crescere, ci ha aperto gli occhi».
Oltre a maltrattamenti su minori, falso in atto pubblico, violenza privata, abuso d’ufficio e lesioni gravissime, nel caso Bibbiano si parla di un giro d’affari clamoroso e di sottrazione di soldi pubblici all’erario. Carletti dice di essere stato un bravo amministratore, il Pd lo difende, ma per gli inquirenti «si adoperava per consentire la prosecuzione dell’attività» degli psicologi di Hansel e Gretel, «ottenendo un ritorno d’immagine e un incremento dei fondi a disposizione». Sempre Grassi dichiarava: «Dal mio dipartimento deriva la compartecipazione al 50% delle spese relative ai bambini dati in affido. C’è un’assunzione di spesa globale all’inizio dell’anno. La retta di affido alla quale la Asl partecipa al 50% può essere maggiorata se viene attestato che il minore necessita di psicoterapia». A documentare le problematiche dei minori, secondo gli inquirenti manipolandone le testimonianze, erano proprio gli assistenti sociali e i terapeuti del sistema Bibbiano.
L’inchiesta ha sconvolto il Paese ma non i dem, che preferiscono fare quadrato piuttosto che invocare pene esemplari per chi ha provocato danni irreparabili a tanti bambini. Mentre ci sono famiglie distrutte che chiedono giustizia, la sinistra si preoccupa per i toni accesi che vengono usati. «Alcune persone continuano in queste settimane a telefonare agli uffici dei servizi sociali, minacciando e aggredendo verbalmente operatori dei servizi, anche di uffici per nulla coinvolti nelle indagini della Procura», denuncia il sindaco di Cavriago Francesca Bedogni, delegata alle Politiche sociali per l’Unione Val d’Enza, che chiede di «poter lavorare serenamente» e invoca «un intervento serio e responsabile da parte di tutti affinché questo clima di rabbia e frustrazione lasci il posto ad atteggiamenti più costruttivi da parte di ognuno».
Il segretario regionale del Pd in Emilia Romagna, Paolo Calvano, addirittura lancia «un grido d’allarme. Chi si deve occupare della nostra sicurezza faccia qualcosa», scrive sulla sua pagina Facebook. «Rimane lo sconforto e lo sconcerto per un clima estremamente preoccupante con connotazioni tipiche dei momenti più bui del nostro recente passato», ha dichiarato il capogruppo dei dem in Regione, Stefano Caliandro. E ti pareva se non tiravano in ballo il fascismo?
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