La casa, gli alimentari, lo svago. Queste le spese che più delle altre pesano sui bilanci delle famiglie italiane. Al di là delle variazioni legate all’inflazione, il cui ultimo aggiornamento risale alla scorsa settimana (3%, l’ultimo incremento registrato), per contestualizzare meglio gli incrementi reali delle singole voci occorre dare uno sguardo ai pesi effettivi di ciascuna voce di spesa nel bilancio delle famiglie.

L’ultima istantanea dell’Istat che mostra la composizione della spesa domestica si riferisce al 2024. Elaborandone i dati, risulta che l’energia non figura tra le principali voci di spesa delle famiglie, con l’elettricità che – all’interno della categoria – si conferma la spesa di minore impatto tra le voci principali: rappresenta appena il 2% delle uscite delle famiglie italiane.

Nell’economia domestica il macigno è rappresentato piuttosto dalle spese per l’abitazione, che sono pari a circa il 30% del totale, seguite da quelle per gli alimentari (21%). Il complesso delle voci relative alle spese per l’energia viene dopo i servizi – incluso lo svago – e pesa per un 10% circa. Ma l’energia al suo interno ha diverse componenti caratterizzate da dinamiche differenti.

Questo 10% si compone infatti di un 5% di carburanti, di un 3% relativo a gas e altri combustibili e, in coda, l’elettricità, che rappresenta appena il 2% delle uscite delle famiglie italiane.

Anche negli ultimi dati sull’inflazione emersi nei giorni scorsi l’energia ha un impatto assai limitato. Sul 3% di aumento del costo della vita registrato a giugno rispetto all’anno precedente, l’energia contribuisce per un 1,4% ma l’elettricità conta appena per lo 0,3%. Dei beni energetici non regolamentati (1,3% il loro contributo all’inflazione anno su anno) la quota maggiore è attribuibile ai carburanti (0,7%), seguiti da gas e altri combustibili (0,3%).

L’aumento dei prezzi (+12,6% anno su anno) registrato dalla giugno dall’elettricità, in termini effettivi, si traduce in una maggiorazione contenuta a circa 7,5 euro al mese rispetto all’anno prima, prendendo come base la media Eurostat di spesa mensile di una famiglia-tipo italiana che consuma 2MWh di elettricità, ossia 59 euro al mese. Per questo tipo di consumatore l’aumento si aggira sui 25 centesimi al giorno.

Diverso l’impatto dei carburanti, i cui prezzi in media salgono a giugno del 15%. Tra di essi il gasolio registra l’aumento più significativo, il 21,6%. Traduciamolo: su un pieno che un anno fa costava attorno agli 80 euro, vuol dire un incremento di circa 17 euro. Calcolando un rifornimento alla settimana (per esempio di chi utilizza l’auto per gli spostamenti quotidiani), vuol dire un aggravio mensile che sfiora i 70 euro, oltre 9 volte l’impatto dell’elettricità.

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