«Emigrato condannato, subito rimpatriato». Ecco lo slogan. Dopo i recenti fatti di cronaca Fratelli d’Italia e Lega decidono di dare una stretta sugli immigrati, presentando alla Camera due proposte di legge che puntano a modificare le regole sui rimpatri dei cittadini extracomunitari condannati in via definitiva e ad ampliare i casi di revoca della cittadinanza italiana. La prima proposta di Fdi prevede che un condannato con pena definitiva superiore ad un anno debba scontare la pena nel proprio Paese d’origine, anche senza il consenso del condannato stesso.
«A causa del vecchio Patto Ue sui migranti, non era consentito farlo. Oggi la proposta si inserisce invece nel quadro degli accordi bilaterali con i Paesi d’origine sicuri», indica il capogruppo Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami, evidenziando che «la stretta aiuterebbe anche ad affrontare il sovraffollamento carcerario su una popolazione di detenuti attuale di circa 64.000, di cui circa 16.000 immigrati». Parliamo della possibilità di rimpatriare 13.890 persone. Pari al 68% dei carcerati immigrati. «È evidente», dice il capogruppo di Fdi a Montecitorio, «che ci sarebbe anche un forte risparmio economico nella gestione del personale. E non servirebbero nuovi istituti penitenziari o provvedimenti come lo svuota-carceri». Nella proposta si prevede anche l’estensione del numero di reati che consentono la revoca della cittadinanza: «Omicidio, strage, sequestro di persona, reati correlati con la mafia», spiega la responsabile nazionale Immigrazione di Fdi, Sara Kelany. «In Italia non si scherza, chi sbaglia paga e torna a casa sua», sintetizza il responsabile programma di Fdi, Francesco Filini. Il responsabile del dipartimento organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, precisa, rispondendo alle opposizioni: «Vannacci non c’entra niente. L’abbiamo potuto fare oggi perché, grazie a Giorgia Meloni, oggi ci sono le condizioni internazionali, le norme europee per poterlo fare».
La proposta della Lega prevede, invece che, nei casi di acquisizione della cittadinanza da parte dei minori stranieri nati in Italia, in presenza di reati gravi contro la persona, il patrimonio o legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, il conseguimento della cittadinanza sia sospeso fino alla piena riabilitazione. La Camera approva, anche con i voti di Futuro nazionale, con 148 voti a favore, 99 contrari e 2 astenuti, su richiesta della Lega, la dichiarazione di urgenza, quindi di un iter più veloce. Il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, spiega che oggi «nel caso dei minorenni non ci sono cause ostative», «noi siamo convinti che sia necessaria la revoca della cittadinanza anche per chi accoltella, uccide e stupra. Il 52% delle denunce per reati commessi da minori riguarda cittadini stranieri». Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno e Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, difendono la proposta leghista: «La cittadinanza non è un biglietto della lotteria che si regala». Anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ribadisce: «Chi entra nel nostro Paese deve rispettare le nostre leggi». Il deputato di Fn, Edoardo Ziello, infierisce: «Probabilmente l’effetto Vannacci è sempre più presente e questo spinge i leghisti a destarsi dal torpore nel quale sono caduti da anni».
«A quando la proposta sulla remigrazione? Lega e Fdi rincorrono Futuro nazionale su chi è più razzista», attacca il capogruppo di Avs, Peppe De Cristofaro. La vera «emergenza è la vostra, state rincorrendo quelli alla vostra destra», ribadisce la deputata Pd, Ouidad Bakkali, parlando di un «provvedimento di punizione collettiva di profilazione razziale che va contro la Costituzione». Anche la deputata M5s, Vittoria Baldino, avanza dubbi di costituzionalità.
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