Gli sciacalli della sicurezza
La scena del crimine nel capoluogo partenopeo / Ansa
  • La bimba ferita dai camorristi a Napoli è grave: da Roberto Fico a Matteo Renzi tutti accusano il ministro dell’Interno. Ma il caos parte da loro.
  • Negoziante di Viterbo ammazzato a sprangate. Fermato un immigrato. È un americano di 22 anni, incastrato dalle telecamere del centro storico. Matteo Salvini si congratula per la cattura lampo: «Niente polemiche, parlo coi fatti».
  • Ricorsi in massa per affossare il dl Salvini. L’Anm nega l’evidenza, ma la sentenza di Bologna spalanca la strada ai profughi per iscriversi in anagrafe.

Lo speciale comprende tre articoli.

È bastato un tiepido sentore di primavera, ed ecco che gli sciacalli sono sgusciati fuori dalle loro tane. Sciacalli di una specie molto particolare, che al buio della notte preferisce la luce bollente dei riflettori. Si tratta degli sciacalli della sicurezza, predatori disposti a tutto pur di procacciarsi un lauto pasto mediatico. Nelle ultime ore si sono lanciati in branco contro Matteo Salvini, imputandogli ben due orrendi fatti di sangue: la sparatoria camorristica di Napoli che ha ridotto in fin di vita la piccola Noemi, 4 anni, e il brutale omicidio di Norveo Fedeli, commerciante di 74 anni, trucidato a sprangate nel suo negozio di Viterbo. «A Napoli si spara in piazza, a Viterbo viene ucciso un commerciante in negozio», ha scritto sui social Matteo Renzi. «Io mi chiedo: ma oggi c’è un ministro dell’interno in questo Paese? E se c’è cosa sta facendo oltre ai selfie e alle storie su Instagram?». A Laura Boldrini non è parso vero di potersi gettare nella mischia: «Invece di occuparti di me», ha scritto su Twitter rivolta al vicepremier leghista, «pensa alla sicurezza delle persone visto che a Napoli si spara per strada e a Viterbo un commerciante è stato ucciso a sprangate. Ti ricordo che sei il ministro dell’Interno e in queste ore dovresti fare riunioni di lavoro, non comizi in piazza». Nicola Morra, presidente a 5 stelle della Commissione parlamentare antimafia, ha cinguettato: «Piuttosto che terrorizzare sui migranti o visitare muri il titolare del Viminale si occupasse di contrasto alla mafia». Sulla sparatoria di Napoli è intervenuto pure Roberto Fico: «Mi aspetto che il ministro dell’Interno attenzioni Napoli ai massimi livelli», ha detto il presidente della Camera. «Io ho parlato e portato la questione all’attenzione di polizia e dirigenti. Dobbiamo debellare questo fenomeno. Bisogna agire».

Un bel coretto di ululati, dunque. Che sorprende per la veemenza dei toni ma anche per alcuni altri non trascurabili dettagli. Dopo aver accusato per mesi e mesi Salvini di essere un «imprenditore della paura» e di aver speculato sull’emergenza sicurezza, ora il mononeuronico fronte progressista si mette a blaterare di aggressioni e omicidi imputandoli al responsabile del Viminale. Ci vuole una notevole faccia tosta: se questo Paese è più insicuro, la maggiore responsabilità politica ricade sulla sinistra.

A Viterbo, per il massacro del negoziante, è stato fermato uno straniero residente in un paesino della zona. Ora, tanto per rendere l’idea: nei primi sei mesi del 2018 (con il centrosinistra al potere) la percentuale di stranieri denunciati nel nostro Paese è stata del 31,9%, contro il 27,4% del 2017 (dati ministeriali). Un aumento del 4,5%. Che gli immigrati (specie irregolari) delinquano più degli italiani è cosa nota. E se oggi siamo imbottiti di clandestini, la colpa di chi è? Di Salvini che in un soffio dovrebbe espellerli tutti? O dei professionisti dell’accoglienza che per anni hanno tifato invasione e adesso chiedono strade sicure? E sorvoliamo sui giudici che si mettono d’impegno a smontare le leggi per favorire i poveri richiedenti asilo…

Forse Renzi, la Boldrini e gli altri dovrebbero chiarirsi un poco le idee. Se Salvini chiede norme più restrittive, vuole fermare gli ingressi, insiste sulla legittima difesa e utilizza risorse per controllare maggiormente il territorio, i progressisti compatti gli dicono che è un fascista, un razzista e un pericoloso reazionario. Poi, però, sfruttano un fatto di sangue per scagliarsi contro il capo leghista. Per altro, l’azione delle forze dell’ordine, nella vicenda di Viterbo, è stata decisamente rapida: lo Stato ha fatto sentire la sua presenza.

Quanto a Napoli, i paradossi sono ancora più evidenti. Nei giorni scorsi, quando dal Viminale partì la direttiva sulle «zone rosse» (utile a fornire più poteri ai prefetti per proteggere alcune zone particolarmente sensibili delle città) i «sindaci democratici» di tutta Italia si rivoltarono come un solo uomo. Tra i più accesi contestatori del documento c’era proprio il primo cittadino partenopeo, Luigi De Magistris. Delle due l’una: o si vuole più sicurezza, e allora si sostengono i provvedimenti necessari, oppure non la si vuole, e allora però, quando accade un fatto di sangue, ciascuno si prende la sua dose di colpe.

Dal Viminale fanno sapere che «a Napoli, nell’ultimo anno sono arrivati 137 poliziotti in più e il piano di riorganizzazione prevede una super questura: passerà dagli attuali 3.740 agenti a 4.332 con un incremento di 592 unità». Inoltre, «i militari impegnati per Strade sicure sono 690 […]. Con i fondi del decreto Sicurezza, Napoli ha avuto 1,4 milioni. Il Comune ha assunto 53 agenti della polizia municipale grazie ai fondi della sicurezza urbana (altri 6,7 milioni di euro)». Sostenere che il ministero non abbia fatto la sua parte è un po’ difficile, no?

Per gli sciacalli della sicurezza, tuttavia, ogni contorsione è possibile. Osteggiano il decreto Sicurezza, poi versano lacrime per la violenza. Tifano frontiere aperte, ma danno la colpa al governo se circolano criminali d’importazione. Chissà, magari il ventiduenne sudamericano fermato per l’omicidio del povero Fedeli sarebbe un ottimo testimonial per la campagna sullo ius soli.

Certo, è ovvio che la protezione del territorio e del popolo italiano dipenda dal Viminale. Ma bisogna dare atto a questo governo di aver messo in campo notevoli provvedimenti in proposito: norme più stringenti, maggiori risorse, una revisione del sistema d’accoglienza (per quanto lunga e difficile si stia rivelando). Che proprio da sinistra (e addirittura dall’ala guevarista dei 5 stelle) arrivino rimbrotti e frecciate è semplicemente grottesco. Gli sciacalli della sicurezza, per altro, stanno speculando su due vicende terribili, intrise di morte e di sofferenza. Il che è troppo persino per chi ci ha abituato al peggio.


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