Arcuri e la Azzolina hanno 23 giorni per trovare 2,5 milioni di banchi
  • I presidi chiedono 2.009.991 tavolini monoposto e solamente 440.000 delle sedute ergonomiche caldeggiate dal ministero. Per produrli ci vorrebbero anni, invece la data di consegna agli istituti è fissata per fine agosto
  • La Lombardia scrive a Roma: «Abbiamo 2.000 in quarantena asintomatici da mesi». In Italia potrebbero essere fino a 3.500

Lo speciale contiene due articoli

I presidi la loro scelta l’hanno già fatta, vogliono 2.009.991 banchi monoposto e 440.000 sedute ergonomiche per ripartire in sicurezza a settembre. I dati della prima rilevazione su scala nazionale sono arrivati alla prof Azzolina, mancano ancora le preferenze di circa 300 istituti scolastici ma intanto una cosa è certa: i banchetti con rotelle «moderni e più dinamici, in un’ottica di innovazione costante», tanto caldeggiati dal ministro dell’Istruzione, rappresentano solo il 14% delle richieste. In una nota, datata 17 luglio, era stato chiesto ai presidi di compilare con la massima urgenza un questionario, specificando quali banchi anti Covid-19 volessero nelle loro scuole, per spedirlo tassativamente entro lo scorso 20 luglio. Tanta fretta aveva una spiegazione, il ministro Lucia Azzolina e il commissario straordinario Domenico Arcuri avevano già fatto partire la gara pubblica per l’acquisto di un massimo di 3 milioni di banchi, con scadenza per la presentazione delle offerte fissata per il 30 luglio. Banchi scolastici «ordinati» tanto al chilo, prima ancora di conoscere le esigenze dei dirigenti scolastici che infatti hanno sonoramente bocciato le «sedute scolastiche attrezzate di tipo innovativo, ad elevata flessibilità di impiego», inserite nel bando per 1,5 milioni di pezzi mentre 8.088 presidi ne hanno scelte solo 440.000. «Ci eravamo illusi di poter avere finalmente delle delucidazioni in merito all’appalto sui nuovi banchi scolastici ma il governo, in evidente difficoltà, ha nuovamente eluso la risposta alla nostra interrogazione», commentava ieri Paola Frassinetti di FdI, vicepresidente della commissione Cultura della Camera, dopo aver inutilmente atteso chiarimenti dal sottosegretario Giuseppe De Cristofaro. Concludeva: «In attesa che il ministro Azzolina faccia scendere dall’ottovolante la scuola, Fratelli d’Italia non si rassegnerà e continuerà a battersi per evitare che nelle nostre classi finiscano i pericolosi banchi “autoscontro” made in Cina». Antipatie a parte, per i girelli che piacciono a Lucia Azzolina e che De Cristoforo difende («il problema degli spostamenti della seggiola», che metterebbe in crisi il distanziamento, «può essere superato bloccando le rotelle»), nemmeno sappiamo se arriveranno tutti i banchi necessari per far ripartire la scuola. Secondo le aziende del settore, rappresentate da Assufficio di FederlegnoArredo e Assodidattica, servirebbero cinque anni di produzione per mettere insieme 3,7 milioni di pezzi (compresivi delle 700.000 sedute per banchi della tipologia standard, come indicati nel bando). Mentre il tempo a disposizione è di appena 23 giorni, ovvero dal 7 agosto in cui è prevista la firma del contratto, al 31 dello stesso mese, data indicata per la consegna nelle scuole. Arcuri non sembra preoccupato, d’altra parte mica li fabbrica lui i banchi, dal suo ufficio assicurano che «è in corso una gara pubblica europea e sarebbe opportuno evitare commenti o previsioni in attesa di conoscerne gli esiti, anche per non alterarne la dinamica». Certo, intanto mamme e papà vedono moltiplicarsi le incognite su quando riusciranno a rimandare in classe i pargoli. Oltre al rebus mascherine, al problema accessi scaglionati, alla durata delle lezioni, alla messa in sicurezza di aule e bagni e a mille altre ansietà, c’era davvero bisogno di nuovi banchi? Due giorni fa, Tuttoscuola approfondiva la questione, contestando con metro alla mano i numeri dati dal ministro Azzolina: «I banchi singoli permettono di recuperare spazio e noi al momento, sulla base delle indicazioni del Cts, dobbiamo mantenere il metro di distanza», ha dichiarato il capo del Miur. Il portale sul mondo della scuola mostrava invece che ciascun banco monoposto occupa circa 0,35 metri quadrati, una coppia di banchi ne occupa 0,60-0,70. Non c’è risparmio di spazi e se poi consideriamo che anche tra i monoposto deve essere garantita la distanza di almeno un metro, due nuovi banchi occuperanno 0,80-0,85 metri quadrati. Quindi, «25 alunni seduti ai banchi biposto occupano 15 metri quadrati, gli stessi alunni su banchi monoposto occupano almeno 20 metri quadrati». Questo però i dirigenti scolastici già lo sapevano, sanno che sono una soluzione anti Covid-19 ma che grazie ai monoposto avranno aule insufficienti per il fabbisogno di tutti gli alunni. Hanno dovuto piegarsi alle volontà del ministero, riempire il formulario e rassegnarsi ad aspettare banchi che non arriveranno in tempo per il 14 settembre. L’Azzolina precisa che «non sono la soluzione unica che abbiamo proposto per riaprire in presenza e sicurezza. I nuovi arredi sono solo uno dei tanti elementi che abbiamo messo in campo». Chiamiamoli pure arredi, ma che siano a rotelle o tradizionali in aula servono, altrimenti senza banchi il rientro in aula è una farsa.

Da non perdere

Renzi teme l’accordo Vannacci-centrodestra
Governo

Renzi teme l’accordo Vannacci-centrodestra

Mentre il partito del generale continua a crescere (e lui, dopo la Lega, vuole superare anche Forza Italia), tra le opposizioni si fa strada l’incubo della grande alleanza tra le fila degli avversari. Ma toccherà a Giorgia Meloni sciogliere tutti i nodi dell’intesa.