Risarcimenti alle vittime del Forteto. Fratelli d’Italia presenta la norma
Rodolfo Fiesoli (Ansa)

Il Forteto, uno di quegli scandali italiani che non trovano mai fine. Perché individuati i colpevoli poi restano le vittime, per le quali nessuna somma di denaro potrà mai risarcire il danno subito.

E qui le vittime sono davvero tante. Al Forteto si sono consumati per quasi 40 anni maltrattamenti e abusi a danno di circa 100 minori, lì collocati dalle istituzioni. L’omonima cooperativa agricola e comunità, fondata nel 1977 nel Mugello (a Vicchio e Barberino di Mugello, vicino a Firenze) da Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi, si è macchiata di orrori indicibili per i quali ancora nessuno ha davvero pagato.

Il governo Meloni adesso vorrebbe metterci un punto, per garantire un risarcimento a quelle vittime. Lo fa attraverso una proposta di legge a prima firma del presidente della commissione d’inchiesta parlamentare, Francesco Michelotti (Fdi), presentata ieri a Firenze insieme al responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli.

L’obiettivo è istituire un fondo al quale possano accedere tutte le vittime, minori e non, che vivendo al Forteto hanno subito abusi fisici e psicologici e per varie ragioni non hanno avuto accesso ai ristori economici erogati fino ad oggi dai tribunali italiani ed europei. Michelotti sostiene che «l’obiettivo della commissione era quello di indennizzare le vittime, riconoscere loro un importo significativo, mai sufficiente a restituire quello che hanno passato». «Il nostro dovere era quello di intervenire e fare quello che nessun altro aveva mai fatto».

Le risorse allocate dal governo, pari a 7 milioni di euro, «permetteranno a chi non ha mai avuto la possibilità di chiedere il giusto indennizzo. Vogliamo cercare di dare giustizia a chi se la merita, ma anche di escludere coloro che invece la setta non l’hanno mai rinnegata e non ne sono mai usciti». Michelotti prevede l’approvazione della legge «entro la fine dell’anno, per permettere appunto alle vittime di poter partecipare a un vero e proprio bando».

Sulla vicenda del Forteto «ci sono state delle gravi omissioni, silenzi, mancanze», continua. «Mi riferisco al fatto che dopo la sentenza della Corte europea del 2000 nessun ministro della Giustizia, all’epoca del centrosinistra, sia intervenuto per capire cosa stesse avvenendo al tribunale dei minori di Firenze, dove i magistrati minorili continuavano ad affidare i minori alla cooperativa del Forteto. Questa storia è andata avanti per anni senza che nessuno, né della politica, né della Regione Toscana, né tanto meno del Csm fosse in grado di intervenire per capire quello che stesse avvenendo». La condanna di Fiesoli è arrivata «solo quando una procura della Repubblica coraggiosa e determinata non ha squarciato quel velo di omertà».
Anche per Donzelli, «finalmente le istituzioni ammettono di aver avuto delle colpe. Si riconosce che le vittime sono vittime, si riconosce che le istituzioni hanno avuto una mancanza».

La proposta di legge è stata depositata «5.208 giorni dopo la prima volta che le vittime del Forteto parlarono al teatro Giotto di Vicchio del Mugello nel 2012», precisa Donzelli, il quale auspica che anche la regione Toscana dia un contributo al fondo: «Sarebbe doveroso, visto i danni fatti dall’istituzione in passato».

Il governo Meloni aveva già riconosciuto la responsabilità dello Stato, in particolare dei magistrati, disponendo risarcimenti ad alcune vittime che avevano avanzato richieste presso il tribunale di Genova. Oggi fa un passo ulteriore riconoscendo a tutte le vittime il diritto di accedere ai risarcimenti attraverso un bando.

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