Brogli in Svezia: si indaga su un somalo dem
Ansa

Sulla vittoria elettorale del centrosinistra svedese è calata l’ombra dei brogli. Se le accuse venissero confermate, la Svezia si troverebbe davanti a uno scandalo senza precedenti: nella contea del Dalarna potrebbe essere ordinato un riconteggio o addirittura la ripetizione del voto, rimettendo in gioco undici seggi del Riksdag.

Undici seggi che possono fare tutta la differenza del mondo. Le elezioni del 13 settembre, infatti, si sono concluse con appena tre deputati di vantaggio per il fronte guidato dai socialdemocratici: 176 contro 173. Al centro dell’inchiesta c’è la cittadina di Borlänge e, soprattutto, la sorprendente elezione di Mohamed Abdukardir Ali, 30 anni, originario della Somalia e candidato del Partito della sinistra. Ali era soltanto nono nella lista del Dalarna, era iscritto al partito da circa un anno, non aveva ricoperto incarichi politici e ha ammesso di non aver condotto una vera campagna elettorale. Eppure, ha raccolto 648 preferenze, sufficienti per scavalcare tutti quelli che lo precedevano e conquistare il seggio destinato alla capolista Kajsa Fredholm.

A rendere la storia ancora più singolare è il fatto che Ali è diventato cittadino svedese soltanto nel febbraio scorso, pochi mesi prima delle elezioni. Nel 2024, infatti, la sua richiesta era stata respinta a causa della sua situazione debitoria. Un’ex esponente del Partito moderato a Borlänge, Agneta Nyvall, ha descritto la rete di relazioni di Ali come particolarmente radicata nella comunità somala locale.

È proprio attorno alle sue preferenze che si sta concentrando l’indagine. Secondo le ricostruzioni della stampa svedese, durante il voto anticipato alcune persone avrebbero organizzato una sorta di servizio taxi, accompagnando elettori dai quartieri periferici di Borlänge ai seggi. Gli elettori sarebbero stati forniti di schede del Partito della sinistra con il nome di Ali già contrassegnato. Secondo Expressen, la maggioranza delle persone trasportate aveva origini somale. Aftonbladet riferisce inoltre dell’esistenza di immagini che mostrerebbero una persona mentre consegna denaro e schede agli elettori. E la stessa persona sarebbe stata fotografata più volte mentre prelevava contanti da un bancomat. Questi movimenti erano talmente sospetti che la polizia avrebbe sorvegliato per due giorni l’automobile usata per trasportare i votanti.

La denuncia era arrivata già il primo settembre, due settimane prima delle elezioni. La Procura aveva inizialmente archiviato il fascicolo per insufficienza di prove, salvo riaprirlo il 21 settembre dopo l’acquisizione di nuovi elementi. L’inchiesta è ora affidata al gruppo Anticorruzione della polizia nazionale. Ieri, inoltre, è emerso che nei documenti della Procura figurano tre persone come sospettate, anche se nessuna è stata ancora formalmente informata di essere indagata. Il pm Oskar Edvardsson ha spiegato che «tra una o due settimane» potrebbero essere diffuse nuove informazioni.

Ali, da parte sua, nega ogni addebito. «È tutto completamente falso», ha detto alla tv pubblica Svt. Ma il suo stesso partito ha scelto la massima prudenza. Il segretario della Sinistra, Maria Forsberg, ha definito le accuse «estremamente gravi» e ha annunciato che Ali si prenderà una «pausa» dall’attività parlamentare mentre prosegue l’inchiesta. Secondo indiscrezioni del Borlänge Tidning, il partito avrebbe persino provato a convincerlo a rinunciare al seggio, offrendogli un posto nella sua sede nazionale con uno stipendio equivalente all’indennità parlamentare, ossia 81.400 corone al mese (pari a circa 7.200 euro). Ali, in ogni caso, ha già fatto sapere che non intende mollare la «cadrega». E il problema, per la Sinistra, è che nel Riksdag la «pausa» (time out) non esiste come istituto autonomo. Per lasciare temporaneamente spazio alla Fredholm, Ali dovrebbe chiedere formalmente un congedo, oppure rinunciare del tutto al mandato. Cosa che, appunto, il neoeletto non intende fare.

La conseguenza più clamorosa riguarda però il risultato nazionale. Il Dalarna elegge undici parlamentari: sei seggi sono stati conquistati dal fronte di centrosinistra e cinque dalla destra. La Commissione di revisione elettorale può ordinare un nuovo conteggio oppure, nell’ipotesi più estrema, la ripetizione del voto nella circoscrizione, se ritiene che eventuali irregolarità abbiano inciso sul risultato. Un nuovo voto parlamentare sarebbe una prima assoluta nella storia svedese e dovrebbe svolgersi entro tre mesi.

Allo stato attuale, è uno scenario ancora remoto. Il politologo Niklas Bolin, dell’università della Svezia centrale, osserva che anche in caso di nuove elezioni sarebbe più probabile vedere spostamenti tra partiti dello stesso blocco che un ribaltamento degli equilibri nazionali. L’esperto, tuttavia, ammette che «esiste la possibilità di un risultato diverso». E il punto resta quello: il centrosinistra ha vinto 176 a 173. Se nel Dalarna due dei sei seggi del fronte vincitore passassero alla coalizione avversaria, il rapporto nazionale si ribalterebbe a 174 contro 175 in favore della destra.

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