Parte la trattativa Kiev-Mosca. Ue e volenterosi la boicottano
Da sinistra: Donald Tusk, Friedrich Merz, Emmanuel Macron e Keir Starmer (Getty Images)
  • Erdogan mette a sedere russi e ucraini dopo anni: accordo lontano, ma il tavolo regge. Malgrado Von der Leyen e Kallas urlino contro Putin. Poi Macron, Merz, Starmer e Tusk vedono Zelensky e cercano di aizzare Trump.
  • Russi «soddisfatti». Kiev: «Alcune proposte inaccettabili, però risultati importanti». Si valuta il faccia a faccia ZelenskyPutin.

Lo speciale contiene due articoli.

Sanzioni e truppe. Difficile comprendere la posizione europea in questo delicato momento di trattativa tra Mosca e Kiev. Dura, come spesso fin qui, Ursula von der Leyen: «Putin prima ha chiesto un cessate il fuoco attorno all’anniversario del 9 maggio, non lo ha mai rispettato. Poi l’Ucraina ha chiesto un cessate il fuoco di 30 giorni pieno e incondizionato, che Putin ha respinto, e infine ha offerto un incontro in Turchia. Non si è mai presentato. Questo dimostra che non vuole la pace». Reazione che non si limita alla condanna a parole: «Dobbiamo aumentare la pressione», ha continuato il presidente della Commissione europea, «con più sanzioni. La nostra priorità immediata è un cessate il fuoco completo e incondizionato», ha spiegato. «Ecco perché stiamo aumentando ulteriormente la pressione per portare Putin al tavolo dei negoziati. Stiamo imponendo sanzioni severe alla Russia, pacchetto dopo pacchetto. Vogliamo una pace giusta e duratura per l’Ucraina e una sicurezza duratura per tutta l’Europa». Tra le nuove misure, Von der Leyen ha annunciato «un embargo per il Nord Stream 1 e 2, l’inserimento in blacklist di ulteriori imbarcazioni della flotta ombra russa, sanzioni alle banche russe e alle banche dei Paesi terzi che alimentano la macchina da guerra russa e una piattaforma per abbassare i prezzi del petrolio grezzo». Provvedimenti contro «tutto ciò che finanzia la macchina militare russa», come caldeggiato da Zelensky, che entreranno in vigore martedì, una volta approvati formalmente dal Consiglio Affari esteri. Si tratta del diciassettesimo pacchetto di sanzioni: 75 persone, fisiche e giuridiche e quasi 200 navi appartenenti alla «flotta ombra» di petroliere, che la Russia utilizza per aggirare il price cap sul greggio.

Intanto, l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas, fa sapere che si sta lavorando già al diciottesimo pacchetto. «Putin non è serio, sta giocando» ha spiegato, aggiungendo: «È importante mettere pressione sulla Russia in modo unitario e sono lieta che anche l’America voglia fare pressione su Putin: da Washington arriva un messaggio che anche loro sono con noi».

Così anche il premier britannico Keir Starmer: «La tattica di Putin di tergiversare e temporeggiare, mentre continua a uccidere e a causare spargimenti di sangue in tutta l’Ucraina, è intollerabile». E ancora: «Dovrà pagare per il suo rifiuto alla pace». Infine ha chiarito: «Dopo l’incontro con il presidente Zelensky e la telefonata con il presidente Trump, stiamo allineando le nostre risposte e continueremo a farlo». Proprio ieri infatti ha partecipato alla sessione plenaria del summit del Cpe (Comunità politica europea), e ha incontrato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, con il capo dell’Eliseo, Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il premier polacco, Donald Tusk. I volenterosi, a termine del vertice, hanno tenuto un colloquio telefonico con il presidente americano, Donald Trump. Secondo Macron, «la Russia non è disposta a concludere un cessate il fuoco»: per questo egli ritiene che in Ucraina sia necessaria una «maggiore pressione» nei confronti di Mosca.

«Siamo uniti nel ritenere che la parte russa abbia avuto una buona opportunità di tenere colloqui iniziali su un accordo di pace con un precedente accordo di cessate il fuoco. Siamo molto delusi che ciò non sia avvenuto», il commento del cancelliere Merz. «La palla era esclusivamente nel campo della Russia. C’erano tutte le condizioni per un buon dialogo iniziale. Deve essere chiaro che stiamo da questa parte. L’Unione europea e la coalizione dei volonterosi sono determinate a continuare ad aiutare l’Ucraina affinché la guerra abbia fine. Gli sforzi diplomatici compiuti finora sono purtroppo falliti a causa della mancanza di volontà della Russia di fare i primi passi. Ma non ci arrenderemo. Continueremo e faremo bene a livello europeo e ci coordineremo anche con gli Usa». Il ministro della Difesa francese, Sebastien Lecornu, ha precisato: «Vorrei insistere su come possiamo rigenerare le forze ucraine tra il breve e medio termine perché tra le richieste russe c’è la smilitarizzazione dell’Ucraina. Questo impone una riflessione in termini di bilancio, e pensiamo all’uso dei beni congelati russi».

Il collega britannico John Healey ha rilanciato la possibilità di inviare truppe sul terreno. «La pianificazione è condotta dai militari e include trenta Paesi: stiamo considerando piani per la sicurezza in mare e in cielo, perché una Ucraina forte è il deterrente contro Putin. Se è necessario siamo disponibili a mandare truppe in Ucraina, assieme ad altri attori. Non vorrei dare altri dettagli perché non vorrei informare anche Putin, ma ci sono delle pianificazioni che però dovrebbero rimanere classificate». La dichiarazione ha urtato Giorgia Meloni, cui la stampa nostrana ha rinfacciato di essere stata esclusa dal confronto con i leader europei e quello statunitense. «L’Italia ha da tempo dichiarato di non essere disponibile a mandare truppe in Ucraina», ha ricordato. Incalzato sul punto dai giornalisti, Macron l’ha rintuzzata: «C’è un errore di interpretazione, non abbiamo parlato di inviare truppe, la discussione era per un cessate il fuoco in Ucraina, domenica e oggi. Guardiamoci dal divulgare false informazioni, ce ne sono a sufficienza di quelle russe». Si rileggano le parole del ministro inglese: «Se è necessario siamo disponibili a mandare truppe in Ucraina, assieme ad altri attori». Sarà che il problema è di chi divulga il panico?

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