Gli assistenti sociali sbarrano casa ai bambini della famiglia nel bosco
Uno scatto della famiglia anglo-australiana, che viveva nel bosco di Palmoli (Ansa)

Ennesimo stop a un tentativo di normalità per la «famiglia del bosco» e altra sofferenza per i tre piccoli che, dopo dieci mesi, finalmente potevano riunirsi in quella che sarà la loro abitazione.

Nessun ricongiungimento per la famiglia nel bosco

Dopo l’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, secondo il percorso di «ricongiungimento a tappe» stabilito dai giudici, ieri Nathan Trevallion e Catherine Birminghan avrebbero dovuto incontrare i figli nella casa messa a disposizione gratuitamente dal Comune di Palmoli. Invece l’incontro è saltato. Per «mancanza delle condizioni di sicurezza», aveva fatto sapere il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli.

«I servizi sociali, che hanno mandato due assistenti giovani, con l’interprete, a fare un sopralluogo e hanno ritenuto che non vi fossero le condizioni di sicurezza e privacy necessarie», è stata la spiegazione fornita.

Una grande delusione, soprattutto per i bambini che avrebbero potuto vedere la nuova casa dove, forse, a breve si potranno riunire con mamma e papà, sempre che assistenti sociali e Tribunale dei minorenni non accampino nuove scuse per impedire il ritorno alla normalità.

Il legale della famiglia, Simone Pillon, ha precisato che il ricongiungimento era stato «purtroppo spostato all’ultimo in altra sede, nonostante il sindaco, su richiesta dei genitori, avesse transennato l’area per garantire la privacy. Lo stesso sindaco ha fatto personalmente andare via i giornalisti ma, nonostante non ne fosse rimasto neppure uno, gli operatori hanno comunque imposto di annullare il rientro dei bambini a Palmoli e di tenere l’incontro presso la solita località protetta».

L’amarezza dei Trevallion

Genitori e figli non hanno potuto godere dei 90 minuti concordati dentro la nuova casa e si sono dovuti accontentare di meno di un’ora, nel solito luogo dove da mesi trascorrono i pochi momenti di intimità autorizzati dal tribunale.

«Spiace perché i piccoli attendevano questo momento da 10 mesi e la loro attesa è andata delusa», ha sottolineato Pillon. «Spiace doppiamente perché la famiglia aveva avvisato gli operatori del servizio sociale già lo scorso venerdì 11 settembre, chiedendo loro di adottare misure idonee a prevenire il prevedibile afflusso di stampa. Tale corrispondenza non ha ricevuto alcuna risposta e i genitori hanno dovuto attivarsi in proprio, contando solo sulla preziosa collaborazione del sindaco di Palmoli, salvo poi vedere ancora una volta sacrificati i diritti dei bambini».

Lo stesso avvocato l’aveva detto chiaramente lunedì: «È intenzione dei genitori mantenere e chiedere il massimo riserbo circa gli impegni di questa settimana dei bambini, per evitare di aggiungere stress a stress». Amaro il commento del primo cittadino: «A me pare, ripeto ancora una volta, che tutta questa infrastruttura burocratica tutto abbia a cuore fuorché l’interesse dei bambini, visti i tempi che vengono dilatati artificiosamente trovando una scusa ogni volta che si deve andare avanti».

La situazione delicata della famiglia nel bosco

Doveva essere un momento di serenità, a lungo attesa, prima di un’altra prova che attende i piccoli Trevallion. Oggi, infatti, sarà il loro primo giorno di scuola in una primaria di Vasto, entreranno in classe e l’impegno emotivo sarà notevole. I bambini non sono abituati alla frequenza scolastica, erano seguiti dalla mamma secondo il progetto dell’homeschooling, l’istruzione parentale. I gemelli di 7 anni sono stati iscritti alla seconda elementare, alla quarta la sorella maggiore di due anni più grande.

L’inserimento scolastico dovrebbe avvenire con il monitoraggio della neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano-Vasto-Chieti i cui medici, in una relazione di luglio, avevano ribadito l’urgenza clinica di ricomposizione del nucleo familiare per scongiurare ulteriori danni ai bimbi. In base all’ordinanza del tribunale, nei primi giorni di scuola i tre fratellini potrebbero trascorrere alcune ore con i genitori a Palmoli, alla presenza di un’educatrice, per poi rientrare nella struttura di Vasto nel pomeriggio.

Le difficoltà che incontreranno i bambini

Tonino Cantelmi, consulente dei genitori del bosco, ha fatto presente le difficoltà che incontreranno: «Inserirsi in un gruppo classe non è scontato. Inoltre, è evidente che tutti i bambini che incontreranno, a causa del clamore mediatico, hanno già giudizi pregiudizi sui tre bimbi del bosco. Si è detto che i bambini avrebbero afferma affermato di voler andare a scuola. Ma non ha nessuna cognizione di che cos’è la scuola pubblica, quindi potrebbero aver assecondato il loro interlocutore».

Non solo, ha fatto presente i rischi: «Da un lato, la non abitudine al gruppo classe già formato; dall’altro, il potenziale pregiudizio degli altri bambini che potrebbe trasformarsi in forme di bullismo». Il 10 settembre la difesa ha depositato alla Corte d’appello il reclamo contro il provvedimento del Tribunale per i minorenni. Nel documento di 66 pagine, l’avvocato Pillon contesta pure la mancata valutazione dei rischi per la salute legati alla permanenza fuori dalla famiglia e quella che definisce una limitazione del diritto dei genitori all’istruzione e all’educazione.

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