È già stato detto tutto, con tentazione di imporlo, su chi è, cosa sarà, cosa farà Robert F. Prevost, papa Leone XIV… Io mi accontento di fare solo qualche provocazione, magari un po’ pungente, così papa Leone XIV, leggendo La Verità, si farà anche una risatina, spero…
Avete guardato i volti dei presenti in piazza San Pietro appena è stato annunciato il nuovo Papa? Mamma mia! Tanti bei volti sorridenti e felici, ma anche tanti volti scuri e delusi. Non sapevano se acclamare o no perché chi doveva iniziare o autorizzare l’applauso era choccato. Leggendo poi i quotidiani ieri mattina abbiamo anche riconosciuto cosa è stata l’interpretazione forzata del discorso del Papa, per sentirsi coerenti con quanto forzatamente anticipato: «Pace, ponti, dialogo». Certo, ma papa Leone XIV ha parlato di pace di Cristo Risorto, di ponti e dialogo per dare carità, presenza, amore. In più ha esaltato Maria, prima ridotta a «discepola»… Eppure per taluni, ancora per poco, deve esserci continuità con il predecessore. Deve esserci. Sembra persino una minaccia? Chissà cosa lascia immaginare «continuità» con il predecessore, basterebbe ascoltare discorsi e omelie per intendere che non c’è…
Il programma (che possiamo interpretare) di papa Prevost sta nel nome scelto: Leone XIV. Sta nel motto scelto: «In Illo unum» di Sant’Agostino. Sta nello stemma che richiama la dimensione di devozione mariana, la stessa devozione per cui negli ultimi tempi son stati persino «commissariati» movimenti religiosi (per «eccessiva mariologia o marianologia»). In tanti hanno evocato Leone Magno come predecessore che ha ispirato la scelta (ma Attila è già passato, cari…). No. Il nome di riferimento non può non essere che Leone XIII per un altissimo numero di significati che papa Prevost (intelligente, equilibrato ma anche dotto) non può certo aver ignorato. Spiego perché, secondo me.
Leone XIII rivelò che il 13 ottobre 1884 vide i demoni danzare su San Pietro e udì Satana sfidare Dio per avere più tempo e potere per riuscire a corrompere la sua Chiesa e influenzare il mondo intero. Gli fu concesso. Così Leone XIII scrisse la preghiera a San Michele Arcangelo. Coincidenza?
Leone XIII scrisse ben 86 encicliche straordinarie che spero vengano ora rilette. Ne propongo solo alcune che riflettono raccomandazioni che contraddicono quelle più recenti.
Rerum Novarum è la voce della Chiesa in una civiltà che si allontana da Cristo.
Aeternis Patris richiama l’esigenza della teologia di SanTommaso.
Immortali Dei ricorda l’esigenza della evangelizzazione per salvare la civiltà che si stava paganizzando.
Arcanum Divinae, per contrastare la separazione fra coniugi ricordando la sacralità del matrimonio.
E infine Humanum Genus e Dall’Alto dell’Apostolico Seggio, dove condanna il relativismo filosofico e morale della massoneria. Tutte coincidenze?
Il sogno sul destino della Chiesa del «pontefice del relativismo» Augusto Comte non si è realizzato…
Ora importante sarà la scelta del segretario di Stato, ma non avrei dubbi che questo successore di San Pietro, che ha intelligenza naturale, non artificiale, sappia scegliersi un San Paolo per «instaurare omnia in Christo».
State tranquilli, entro un mese, o prima, tutti saranno già «prevostiani» (as usual…). Comunque non dimentichiamoci la preghiera per il Papa: «Dominus conservet eum et vivificet eum et beatum faciat eum in terra et non tradat eum in animam inimicorum eius».
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