Certi amori non finisco, fanno giri immensi e poi ritornano. Anno 2023, maggio. La città di Brescia va al voto. Vince il centrosinistra, guidato da Laura Castelletti. Tra i suoi candidati c’è anche Anna Frattini che, di lì a poco, diventerà assessore alle Politiche educative, giovanili, pari opportunità e sostenibilità sociale del Comune di Brescia. Non è il suo primo turno in politica. Aveva già corso nel 2014 per il Consiglio di quartiere, e poi nel 2018, senza però essere eletta in Consiglio comunale. Nel 2023, per la propria campagna, Frattini viene sostenuta anche da «Ti candido - Il potere della democrazia», che la finanzia con 650 euro, come si può vedere dalla dichiarazione resa dallo stesso assessore.
Che cos’è «Ti candido»? È un progetto, legato al Forum delle disuguaglianze, che, dal 2019, sostiene «in modo concreto candidature popolari, innovative, collettive». Si legge infatti sul sito di «Ti candido»: «Siamo ponte tra le nuove forme di attivismo e la distanza verso le istituzioni, investiamo in formazione, con scuole e residenze». Benissimo, le donazioni in sé non sono un problema. Tra l’altro si tratta pure di pochi spicci. Poi però accade qualcosa di singolare.
Tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 si assiste a diverse aggressioni da parte di baby gang, quelle per cui il Comune chiederà la stesura di un report all’università cittadina, in piazza Vittoria. C’è un’emergenza (che poi verrà negata dalla stessa giunta) e va affrontata. Si scontrano due visioni diverse nel gestire questo problema. L’opposizione chiede maggiori controlli e una presenza massiccia della polizia locale. La maggioranza, invece, sostiene un’altra linea: quella della prevenzione e dell’inclusione sociale. È, in particolare, la linea dell’assessore Frattini, che sceglie la cooperativa Dedalus, con sede a Napoli quindi non propriamente vicina, il cui socio e amministratore, fino a dicembre 2025, era Andrea Morniroli, uomo di Elly Schlein e oggi assessore alle Politiche sociali e alla scuola in Campania. Ma non solo. Perché Morniroli è anche membro dell’assemblea del Forum delle disuguaglianze, la stessa associazione che sostiene il progetto «Ti candido». Il Comune di Brescia, quindi, con affidamento diretto dell’assessore Frattini, sostiene un’iniziativa di 10.370 euro in favore della cooperativa Dedalus.
Nella rendicontazione, che La Verità ha potuto visionare, si legge che la cifra è stata erogata per «due incontri online di confronto e co-progettazione con l’Amministrazione Comunale nelle giornate del 29/10/2024 - 17/01/2025; due incontri in presenza a Brescia, di cui uno con le parti sociali e i diversi attori pubblici e privati coinvolti nell’iniziativa nelle giornate del 16/12/2024 - 13/02/2025. Inoltre, sono state impiegate sei giornate; per lo studio dei materiali forniti dall’Amministrazione come base per definire l’idea progetto (documento su “Amministrazione condivisa”, relazioni su monitoraggio dei fenomeni presenti in piazza, questionari rivolti ai commercianti, ecc) per la stesura delle due note allegate: la prima di report dell’incontro del “16 dicembre”, la seconda contenente alcune “note conclusive e prime indicazioni sui modelli di governance” da utilizzare per lo sviluppo dell’iniziativa». Un po’ poco per fermare la criminalità in città.
Ora, al di là del progetto in sé, pensato per «contrastare il fenomeno dei Neet, cioè i ragazzi a rischio di esclusione sociale che né studiano né lavorano», viene da chiedersi come mai il Comune di Brescia abbia voluto scegliere proprio una cooperativa così distante dal territorio. E, pure, per un progetto così poco risolutivo, visti anche i recenti casi di cronaca a Brescia.
C’entrerà forse il sostegno dato durante la campagna elettorale a Frattini? Oppure il fatto che Dedalus sia un’associazione impegnata politicamente? Basta andare sul suo sito per rendersene conto. Nell’homepage compare un articolo contro il ddl Valditara («una riforma che preoccupa») e un altro contro i Cpr («non creano sicurezza, alimentano diseguaglianze: sono di fatto strutture di detenzione amministrativa nelle quali persone che non hanno commesso reati vengono private della libertà personale, perché non sono riuscite ad avere un permesso di soggiorno, anche se lavorano o hanno famiglia sul nostro territori»).
Sia chiaro: non c’è nulla, sotto il profilo penale, che riguardi la scelta di Frattini di affidare il progetto a Dedalus e a Morniroli. Sul piano dell’opportunità, politica e di immagine, invece molto.




