Nel 2023 utile record per A2a: +64%. Previsti investimenti per 22 miliardi
Renato Mazzoncini (Imagoeconomica)
Il dividendo aumenta del 6%, l’ad Mazzoncini: «Pronti all’elettrificazione dei consumi»

A2a saluta il 2023 con un utile netto a 659 milioni di euro, in aumento del 64% rispetto al 2022. L’utile netto ordinario di gruppo si è fermato a 635 milioni di euro, in aumento del 67% rispetto all’anno precedente. Calano, invece, del 36% i ricavi a 14,7 miliardi di euro rispetto ai 23,1 del 2022. «La variazione», fa sapere una nota di A2a, «è sostanzialmente riconducibile per oltre l’80% al calo dei prezzi energetici e, per la restante parte, ai minori volumi venduti e intermediati sui mercati all’ingrosso parzialmente compensati dalle maggiori quantità vendute nel settore retail».

Giù del 43% rispetto al 2022 anche i costi operativi, a 11,9 miliardi di euro. «In linea con l’andamento dei ricavi, la contrazione è legata al trend in calo dei prezzi che ha caratterizzato il mercato delle commodities del 2023 rispetto a un trend fortemente rialzista dell’anno precedente», continua la nota del gruppo. Bene il margine operativo lordo a 1,9 miliardi di euro, in aumento del 32% rispetto all’esercizio precedente. In salita anche il risultato operativo netto a un miliardo di euro (+49% rispetto al 2022).

Andamento positivo anche per gli investimenti realizzati l’anno scorso, a quota 1,37 miliardi (+11%, rispetto all’anno precedente) e che hanno riguardato per oltre il 60%, fa sapere A2a, «interventi di sviluppo finalizzati al miglioramento della qualità e al potenziamento delle reti di distribuzione elettricità a supporto di una progressiva elettrificazione dei consumi, alla crescita degli impianti eolici e fotovoltaici, allo sviluppo degli impianti di generazione, contribuendo all’adeguatezza e alla sicurezza della rete elettrica nazionale, al recupero di energia e materia, al potenziamento delle reti idriche e fognarie, allo sviluppo degli impianti di depurazione e alla digitalizzazione del gruppo».

La realtà guidata dall’ad Renato Mazzoncini ha anche speso 38 milioni di euro in operazioni di fusione e acquisizione, principalmente relative all’acquisto di veicoli societari finalizzati allo sviluppo di nuovi parchi fotovoltaici in Friuli-Venezia Giulia e in Veneto per 80 megawatt complessivi. La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2023 di A2a è risultata pari a 4,6 miliardi di euro (erano 4,2 al 31 dicembre 2022), dopo investimenti per 1,3 miliardi e il pagamento di cedole per 283 milioni di euro. L’azienda ha anche approvato il nuovo piano strategico 2024-2035 che prevede 22 miliardi di euro di investimenti in 12 anni di cui: 6 miliardi per l’economia circolare e 16 miliardi per la transizione energetica.

Come spiega il comunicato, «l’assorbimento di cassa registrato di 425 milioni di euro al netto delle variazioni di perimetro, è riconducibile all’espansione della base clienti di A2a energia (in particolare nei segmenti salvaguardia e tutele graduali – microimprese), a una riduzione dei contratti bilaterali Otc per gli acquisti di commodities e al pagamento di imposte one off legate alla tassazione extra profitti 2022».

Per quanto riguarda i dividendi, Mazzoncini ha spiegato che il gruppo ha «proposto un dividendo di 0,0958 euro per azione, pari a 300 milioni di euro, con una crescita del 6%. Di recente, inoltre, Enel e A2a hanno firmato un accordo per la cessione a quest’ultima del 90% del capitale sociale di un veicolo societario di nuova costituzione, nel quale saranno conferite le attività di distribuzione elettrica in alcuni Comuni delle province di Milano e Brescia. L’accordo prevede il riconoscimento, da parte di A2a, di un corrispettivo pari a circa 1,2 miliardi di euro, definito sulla base di un enterprise value (riferito al 100%) pari a circa 1,35 miliardi di euro. Ieri il titolo si è mostrato in lieve calo dello 0,23% a 1,68 euro.

Da non perdere

Aziende

Castagna apre alle nozze Bpm-Agricole

L’ad del Banco: «Da un punto di vista industriale ritengo che si tratti di una fusione molto solida. Serve comunque una soluzione che soddisfi tutti gli azionisti». Intanto i conti di Piazza Meda volano: alzato a 7 miliardi l’ammontare dei dividendi da qui al 2027.

La Borsa non crede al blitz di Mps sul Banco
Aziende

La Borsa non crede al blitz di Mps sul Banco

La possibile offerta di Lovaglio sull’istituto di Castagna non scuote i listini: fermo il titolo di Siena, mentre guadagnano Intesa e Unicredit. Gli analisti già fanno i conti sulle potenziali sinergie derivanti dalla fusione tra Ca’ de Sass e il Monte.