L'ad di Autostrade Giana: «Più innovazione e meno cantieri per l’estate 2026»

L’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, al Giorno della Verità, annuncia il piano per ridurre l’impatto dei cantieri nei periodi di maggiore traffico e rilancia sulla digitalizzazione della rete: «L’80% delle transazioni è già elettronico, possibile superare le barriere ai caselli».
Con l'avvento dell'estate e gli italiani che lasciano le città per recarsi in villeggiatura in mare o in montagna, il tema dell'innovazione dell'apparato autostradale diventa imprescindibile. Che succederà quest'estate sulle autostrade? Per questo, in occasione de Il giorno della Verità, il direttore Maurizio Belpietro ha dialogato con l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia Arrigo Emilio Giana proprio sulla necessità di dare il giusto peso a questo tema troppo spesso sottovalutato.
L'idea per l'estate 2026, spiega innanzitutto Giana, è quella di «togliere i cantieri e le attività di manutenzione più impattanti per minimizzare l'impatto turistico, fondamentale per l'economia del Paese». Autostrade per l'Italia ha una quantità di cantieri davvero straordinaria, che hanno l'obiettivo di mettere in sicurezza le autostrade, ma che purtroppo minano spesso la viabilità. Eppure, dice Giana, questo sarebbe dovuto al fatto che gestisce la rete «più complessa e vecchia in assoluto. Basti pensare» afferma con orgoglio «che prima autostrada del mondo (risalente al 1924) è la Milano-Laghi, e che l'Autostrada del Sole (che collega Milano e Napoli) è stata costruita in appena 8 anni».
«Un tempo si pensava che le infrastrutture autostradali fossero pressoché eterne», sostiene l'Ad di Autostrade per l'Italia. «Oggi abbiamo scoperto che non lo sono, che abbiamo bisogno di rigenerarle. Consideriamo che l'80% degli impiegati nel settore manifatturiero vive e lavora nel raggio di 20 km da un impianto autostradale: significa che l'economia e la ricchezza si generano proprio attorno a queste reti».
Per ridurre inoltre l'impatto sugli utenti delle autostrade, Giana sottolinea ad esempio che «stiamo cercando di concentrare le attività più impattanti nelle fasce notturne».
Belpietro introduce poi un altro dei temi centrali del dialogo: quello della necessità di innovazione tecnologica e della digitalizzazione delle autostrade. «Ci stiamo arrivando, oggi l'80% delle transazioni sono digitali (per esempio Telepass), e questo non implica lo stop al casello. Potrebbe addirittura essere abolita la barriera, è uno dei fattori tecnologici che portiamo avanti. La digitalizzazione consente un innovamento anche sui flussi di traffico, la possibilità di informare ex ante i clienti su criticità e sicurezza delle infrastrutture, al fine di compiere interventi mirati ed essere più efficaci negli interventi».
L'attenzione si sposta successivamente su una possibile abolizione dei caselli autostradali: «Le code nelle corsie che si pagano in contanti sono davvero inspiegabili. Ma noi saremmo in grado di garantirne uno smaltimento grazie a modalità di pagamento alternative: speriamo che i consumatori virino su questi nuovi sistemi, anche se non spetta a noi definirlo. Purtroppo, si tratta di abitudini difficili da sradicare».






